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lunedì 8 febbraio 2016

Voglia di custom: Motorcycle Bike Expo 2016


 

Il demonio della customizzazione ha colpito tutti ed al Motor Bike Expo si è avuto sentore che durerà molto a lungo. Lo hanno compreso le case costruttrici, approfittando della kermesse veronese per proporre nuovamente al pubblico  qualche modello pronto custom. Segno che fenomeno sta avendo proporzioni gigantesche.

Dieci anni addietro forse solo pochi visionari avrebbero scommesso sulla crescita della cultura custom e su una diffusione tale, da abbracciare ogni ceto e classe sociale. I puristi parlano di moda, storcendo il naso. Sembra, invece, più corretto dire che sia una tendenza. Una tendenza verso l'originalità che abbraccia ogni ambito e settore, non solo quello motoristico. Nell'odierna accezione con il termine “custom” non si fa più (o meglio SOLO) riferimento alle motociclette modificate e/o costruite secondo un certo stile, ma alla generica voglia di elaborare, anche se poi la tendenza è quella di andare verso il vintage. Ormai il “custom” è di tutti.

In dieci anni o poco più la customizzazione è divenuta alla portata di tutti

A fronte di un esiguo numero iniziale di preparatori e ben conosciuti principalmente agli appassionati del settore,  nel corso di un decennio si è avuta un'esplosione tante di piccole realtà. Alcune con veri e propri connotati di imprenditorialità e professionalità. Altre quasi unicamente per finalità ludiche. In pratica ognuno si è fatto il “suo custom” creandosi un proprio marchio, elaborando proprie moto e presentandosi al grande pubblico anche solo con due o tre realizzazioni. Tanto basta per sentirsi customizer. Di pari passo sono nati anche numerosi blog a tema. Il rovescio della medaglia è che ne hanno fatte le spese sia alcuni customizer di vecchia data, sia diverse riviste di settore, soppiantate dal lavoro incessante dei blogger, diventati una vera e propria comunità.

Alcune case motociclistiche hanno approfittato di questo fenomeno per costruire modelli pronti per essere customizzati secondo diverse esigenze e stili

In questo gioco dei ruoli, si sono inserite molte case costruttrici facendo la parte del leone. Lavorando prima attraverso abili strategie di comunicazione e di marketing, hanno presentato modelli in grado sia di essere elaborati secondo proprie specifiche, sia di essere adottati come base per molte elaborazioni, diventando una vera e propria tendenza. Un esempio ? La Ducati Scrambler.

Volti nuovi del custom e piccole realtà condividevano spazi accanto a mostri sacri del settore
       
Questo condensato di situazioni si sono appalesate al Motor Bike Expo 2016. Accanto alle più note case costruttrici e ad alcuni nomi noti del panorama mondiale custom (su tutti Mr.Martini che come al solito ha proposto uno stand pirotecnico con molte sue prelibatezze motociclistiche, seguito dai party del venerdì e del sabato sera per inaugurare il suo nuovo locale chiamato SPECIAL, e Roberto Totti), vi erano una miriade di stand medio-piccoli con preparazioni di svariato tipo ed una ottima coreografia, oltre a molti blogger che si aggiravano per la fiera in cerca dello scoop da presentare in tempo reale, aziende di abbigliamento (che praticamente occupavano tutto il padiglione 3) e diversi club. In mezzo a questo mondo, che già dal venerdì all'apertura dei cancelli si muoveva a ritmo frenetico, le riviste più importanti del settore con aree dedicate ai loro bike show.
Eppoi le moto. Il centro di tutto. Vi erano talmente tante creazioni da far girare la testa. Vere e proprie opere d'arte che spesso si trovavano vicino alla moto costruita nel garage di casa con pochi e soldi e ridotti interventi, ma ben mirati.
In alcuni casi abbiamo gridato al miracolo. In altri ci siamo soltanto compiaciuti apprezzando l'enorme sforzo effettuato.
Soprattutto, però, abbiamo percepito nell'aria l'esaltazione per il mondo del custom che sta contagiando tutti.
Ora serve solo che questo movimento creato attorno al custom continui a svilupparsi e cresca ulteriormente, ma ci vuole l'intervento del legislatore sul tema. Auspicabile sarebbe la creazione un organismo come il TUV tedesco, al quale è demandata la valutazione della bontà delle modifiche e della rispondenza alle norme europee attraverso collaudi, attraverso procedure semplici e brevi, lontane dalle lungaggini burocratiche del passato.