Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 24 marzo 2021

Cafe caliente

sportster cafe racer

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Lo Sportster del 2003 emana cattiveria da ogni sua parte. 


Raramente tra i vari Sportster visti lungo più di un ventennio è capitato di notarne qualcuno che sembrava progettato e costruito attorno ad un telaio. Approfondendo, si tratta solo di mera impressione, dal momento che il telaio di questo Sportster cafe racer è totalmente di serie, salvo qualche mano di vernice rosso acceso. 

L’effetto “factory” è dato probabilmente dal minuzioso lavoro di alleggerimento globale e riposizionamento di molte componenti, oltre che all’utilizzo di un reparto sospensioni di alto livello (forcella USD prelevata da un Suzuki GSX-R con pinze ad attacco radiale e doppio ammortizzatore Ohlins con serbatoio separato, posteriormente) che lavora su un forcellone artigianale in alluminio.

Parafango anteriore, cupolino, serbatoio del carburante e codone (che contiene anche il serbatoio dell’olio) sono costruiti in materiale composito ed ampiamente modellati sul telaio in modo da esaltarne il profilo filante. Quello che all’apparenza la parte meno curata, ovvero il motore, in realtà nasconde importanti modifiche. Un kit S&S che porta la cilindrata a 1460 cc (sono stati allargati i carter), abbinato ad alberi a cammes Andrews, carburatore S&S Super E ed un paio di scarichi artigianali con terminali a trombone, fanno di questo Sportster un vero “animale”. 

Un moderno cafe racer lontano dalla concezione tradizionale ma con un appeal notevole.
 

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