Tutto su Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità fatta in Italia dagli anni novanta. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

domenica 28 ottobre 2012

In questi dieci, lunghi, anni......ciao Carlo.....

Ciao Carlo, mi piace iniziare così, perchè era così che cominciavo quando ti scrivevo attraverso le varie riviste. Come al solito avevi ragione su praticamente tutto. Lo Sporty, moto nella quale hai sempre creduto, sta fungendo da traino alle vendite della Harley-Davidson, specialmente in un periodo di crisi mai visto come quello odierno. Dicevi che “....le belle storie debbono finire quando è il momento.....”. Ed avevi ragione anche sull'argomento, perchè di storie come la tua non se ne sono più viste. Hai creato dal nulla non solo delle aziende incredibili, ma un modo di vedere e vivere la moto che mai e poi mai vedremo. Un vero e proprio movimento, del quale i superstiti si riconoscono a vista. Qui arriva la nota dolente. Purtroppo non avevi previsto (o forse non te ne interessava) che diverse persone ti avrebbero voltato le spalle non appena si fosse presentata l'occasione. In questi dieci, lunghi, anni molti sembrano essersi scordati che, senza di te, non sarebbero stati nulla. Il marketing, le special, la comunicazione non sarebbe mai appartenuta al nostro mondo. Eppure molti se ne dimenticano. Giocano a fare i personaggi scimmiottandoti...... Molto, fortunatamente, è cambiato anche in positivo. Adesso costruirsi una moto in casa è diventato praticamente un “must” contribuendo, in maniera definitiva, al diffondersi del tuo credo. Ricordo ancora quando Motociclismo, nel lontano 1996, provò la tua “Eve of Distruction”. La postatomica. Dicesti che era una provocazione affinchè la gente capisse che non si devono spendere miliardi per avere la moto dei sogni. In questo tempo, in cui mi sei mancato da morire, qualcosa in me è cambiato. Sarà forse l'età di mezzo (prossimo ai 42 anni), sarà forse che sono diventato ancor più intollerante riguardo certe situazioni, sta di fatto che non accetto il modo odierno di vivere non solo la moto, ma la vita in genere. Dove il denaro, il marketing, e l'arrivismo sfrenato, non lasciano spazio ai sentimenti. O ti uniformi a quanto proposto e sei fuori. A me non importa, grazie a te continuo a seguire le mie traiettorie. Avendo nella mente le immagini psichedeliche di “Easy Rider” e nell'anima “Mi piacciono le pecore e molto le galline”.