The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

lunedì 21 gennaio 2019

The answer!!!!!

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

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Roberto Demaldè e la crew di HD Parma strabiliano ancora una volta con questo Sportster che si candida seriamente a diventare il Re del 2019.


Il nome dato a questo Sportster contiene il “perchè” alla sua creazione. E' la risposta che il buon Roberto, in qualità di dealer HD, vuol dare al vuoto che la Company non si decide a colmare: uno Sportster con le ruote artigliate.

Come sulle precedenti creazioni, non si tratta di una moto da portare in bella mostra in qualche “salotto” (anche se è molto curata), ma di un mezzo da utilizzare tutti i giorni, dove l'aspetto prestazionale è stato esaltato migliorando alcuni aspetti del modello di riferimento.

La base di partenza è una Roadster 1200, rivisitato in chiave flat-track. Una delle caratteristiche principali di questo tipo di moto è data dalla presenza di cerchi da 19 pollici. Sul modello di serie i cerchi sono da 19 pollici all'anteriore e da 18 al posteriore (su quasi tutti gli altri modelli Sportster il cerchio posteriore è da 16 pollici, mentre sul Superlow è da 17). Ragion per cui il cerchio posteriore viene sostituito con uno da 19 pollici, della stessa misura di quello anteriore.

Se la forcella non subisce alcun intervento, posteriormente gli ammortizzatori di serie lasciano il posto a degli Screamin'Eagle Piggyback. Poiché il 1200 dello Sportster è ricco di coppia e potenza, per non comprometterne l'affidabilità si monta un filtro dell'aria aperto Screamin'Eagle Stage 1,  abbinato ad uno scarico due in uno Vance & Hines.

Bellissima è la linea data dalla scelta di adottare il serbatoio del carburante di un Forty-Eight debitamente modificato, abbinato ad un codone da flat-track con faro a led integrato. Il tutto è stato armonizzato in modo da avere una linea pulita e senza interruzioni. Ottima la scelta del faro anteriore, così come lodevole è l'abbinamento cromatico.

Saremmo curiosi di sapere se Roberto deciderà di realizzarne una piccola serie, magari provvedendo anche ad omologare il cerchio posteriore da 19 pollici.

Ora non rimane che votarla cliccando sul link qui sotto:

https://customkings.harley-davidson.com/it_IT/bike_detail/76



giovedì 10 gennaio 2019

Quota Zero!

zero sportster xl1200s cafe racer old style by anbu customs

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Un altro bellissimo Sportster cafe racer costruito dall'artigiano nipponico An-Bu, secondo una ricetta ormai collaudata.


Una delle prerogative del paese del “Sol Levante” risiede nella costanza delle azioni e nella politica dei piccoli passi. Un pragmatismo lontano spesso anni luce dal modo di agire tipicamente occidentale. Non deve stupire, quindi, che il custom spesso non riservi innovazioni sostanziali, ma solo piccoli affinamenti e migliorie. 

“Zero” è una bellissima cafe racer su base XL 1200 S, dove l'elemento portante della trasformazione è dato dalle bellissime sovrastrutture in vetroresina con un inedito colore azzurro pastello intriso di grigio. La posizione di guida è quella tipica degli anni sessanta, con una posizione di guida molto allungata e manubri spioventi. In generale pochissimi interventi rispetto al modello di serie. 

Ammortizzatori performanti, molle forcelle progressive e lo scarico due-in-uno con terminale aperto, il radiatore dell'olio supplementare per raffreddare i bollenti spiriti, sono l'unica concessione al vecchio 1200 Sportster a quattro candele che già produce una giusta quantità di cavalli-vapore.
Nel mezzo alcuni preziosismi come le pedane arretrate in alluminio ricavate dal pieno e la bellissima sella nera in alcantara.
 


martedì 8 gennaio 2019

BBB: Buell Blast Boardtrack

buell blast boardtrack

buell blast boardtrack

buell blast boardtrack


Ritorno alle origini del motociclismo statunitense per questo “mono” Buell, che non lascia dubbi sulle intenzioni del suo autore.


Spesso quando si vedono delle moto elaborate può risultare difficile comprendere quale sia la strada intrapresa da chi l'ha costruita e le sue reali intenzioni.
Non in questo caso: si tratta di una vera moto da board-track costruita seguendo gli schemi tipici dell'epoca ed evitando di mettere mani al motore, l'unico componente di serie rispetto al modello originale.

Il telaio è stato costruito partendo da quello originale, del quale è stata tenuta solo la parte anteriore, alla quale sono stati saldati gli altri tubi che compongono la struttura. Ovviamente una vera moto da board-track deve avere i cerchi da 21 pollici, una posizione di guida quanto più sdraiata possibile ed, in generale, il minimo indispensabile per poter circolare. Ecco allora che l'impianto elettrico è stato semplificato, al serbatoio del carburante è stata data una forma stretta e squadrata in modo da poter montare anche un comando a mano del cambio (e relativa frizione a pedale), il corto ed alto scarico un vero e proprio “must”,  la grossa corona posteriore con la tradizionale trasmissione finale a cinghia in bella evidenza per esaltarne l'aspetto vintage. 

Poche le concessioni alla modernità: forcella tradizionale, freni a disco ed alimentazione originale ad iniezione elettronica celata dal grosso filtro dell'aria.  


mercoledì 2 gennaio 2019

Buell o "Bucati" ?????

buell s1 sport 999

buell s1 sport 999

buell s1 sport 999

buell s1 sport 999


La Ducati 999 non è stata tra i modelli sportivi più apprezzati in assoluto sia a livello estetico che in termini di guidabilità. Ma qualcuno deve averla pensata diversamente.....


…..tanto è vero che ha deciso di utilizzare parti di una 999 da montare sulla Buell S1 del 1996 appena uscita da un brutto incidente. L'aspetto più evidente del lavoro è dato dalla parte posteriore del telaio e dal codone prelevati da una Ducati 999 ed adattati non senza qualche difficoltà, visto che si è dovuto mettere mano all'unità originale della S1 (verniciato in rosso Ducati) creando opportune staffe di attacco saldate, rivedendo il posizionamento dell'impianto elettrico e, soprattutto, dovendo costruire un nuovo serbatoio dell'olio interamente in alluminio posizionato sotto al codone.

Nonostante i grossi interventi nella parte posteriore, si è riusciti a lasciare la batteria dove era posizionata in origine. Al posto del forcellone originale se ne è montato uno proveniente da una Buell X1, al quale è stata abbinata una trasmissione finale a catena. Anche la forcella Showa è di una X1. Il lavoro, tuttavia, non si è fermato qui. E' stata creata una staffa in modo da variare il posizionamento dell'ammortizzatore posteriore che ora non è sotto al telaio e parallelo a terra, ma leggermente più basso nella parte anteriore.

I cerchi sono stati progettati da una azienda canadese (Trillion Industries) ed hanno uno specifico disegno, mentre i freni sono Brembo GP anteriormente (posteriormente sono rimasti di serie). Il serbatoio del carburante è di una Buell S1 White Lightning.

Per rendere più sportiva questa S1 era indispensabile intervenire sul motore. La cilindrata è stata portata a 1474 cc, tramite cilindri in alluminio con trattamento in nikasil e pistoni forgiati che elevano il rapporto di compressione a 10,5:1. Per mantenere un elevato livello di affidabilità, è stato necessario bilanciare l'albero motore. Sono state lavorate le teste e montate valvole dal diametro maggiore, unitamente a cammes performanti della Crane ed aste regolabili. Con queste modifiche al motore è stato necessario montare un carburatore Mikuni HSR48 (!!!!!!!!!) con collettore S&S e scarico racing Buell. La moto così configurata ha la potenza di 105 cv rilevati al banco. Una vera bestia!


venerdì 21 dicembre 2018

Buell quando torni ?????










Si avvicina il Natale e proviamo a scrivere la famosa lettera nella speranza che qualcuno ascolti.....


Caro Babbo Natale, anche questa volta ti disturbo con qualcosa di assurdo. Ma lo debbo fare, ragion per cui ti chiedo scusa anticipatamente. Per favore convinci i vertici Harley-Davidson a rimettere in produzione moto con il marchio Buell. Non è così difficile. Certo, si tratta di rinunciare ad alcune prerogative tecniche caratterizzanti il marchio, ma chi nella sua vita non è sceso a compromessi almeno una volta ????? 

Sai, moto del genere mancano nel panorama motociclistico e non sarebbe cosa più facile a Milwaukee la produzione di moto innovative con questo marchio. Cosa c'entrano i modelli Street 750 con la filosofia HD ????? E le nuove moto presentate che vedranno la luce entro il 2020 ???? Ne vogliamo parlare ???? Mi rendo conto che ti limiti a portare regali e questo, forse, esula dal tuo compito, ma per favore provaci. Io te lo chiedo comunque. E provo anche a stuzzicarti. 

Pensa se venisse messa nuovamente in produzione la Buell Blast. In questo periodo in cui i monocilindrici non troppo evoluti sembrano poter dire la loro sul mercato, una moto del genere potrebbe fare faville: robusta, grezza e......Buell.  

Ed una sportiva Buell con il motore della Street 750 ???? Per non parlare, poi, di un “must”: motore Sportster su ciclistica “svelta”, come negli anni novanta. Ti solletica quanto ti ho detto ???? Pensa pure a quante Buell customizzate nascerebbero. Guarda solo alcune di quelle pubblicate su questo blog. Per favore non cestinare la lettera dopo la lettura delle prime due righe. Aspetta la fine e vedi. Io, comunque, attendo questo piccolo regalo.

D'altronde non penso che il viaggio a Milwaukee sia proibitivo.....

martedì 18 dicembre 2018

Blastard!!!!

blastard buell blast flat track

blastard buell blast flat track

blastard buell blast flat track

blastard buell blast flat track

blastard buell blast flat track


Non è un semplice “mono” da flat-track ma qualcosa di più: una Buell Blast trasformata a dovere.


Questo è un altro esempio di come la Buell Blast sia una moto che dovrebbe essere in produzione ora poichè farebbe la felicità di molti customizer.
Chi l'ha pensata e trasformata, ha avuto vita facile nel creare una moto che si rifacesse a quelle da flat-track degli anni sessanta/settanta seppur, in questo caso, l'intervento sul telaio di serie è stato importante.

La parte posteriore è stata tagliata e vi si è lavorato per accogliere un forcellone più lungo che permettesse di montare anche un cerchio con pneumatico più largo dell'originale. Anteriormente, invece, è stato rinforzato nella zona di attacco del motore e lavorato nella parte superiore per accogliere un diverso serbatoio del carburante. 

Il motore, che di serie ha poco più di 30 cv, ha raggiunto la ragguardevole potenza di circa 60 cv attraverso l'adozione di una testata del bicilindrico Buell da 1000 cc con valvole più grandi. E' stato montato un carburatore Kehin-FCR ed uno scarico libero. Incredibilmente, la cilindrata è rimasta di serie, così come la forcella (rivisitata solo internamente).

I cerchi sono da 19 pollici, come si addice alle moto da flat-track, mentre la tradizionale trasmissione finale a cinghia dentata è stata sostituita da una catena che lavora su una corona di grande diametro per avere molto spunto. 

La zona del cannotto di sterzo è stata accuratamente studiata in modo da avere una linea più pulita possibile, posizionando accuratamente i vari cavi e montando solo un piccolo contagiri. Come si conviene ad una vera moto da flat-track, il freno anteriore è stato eliminato, mentre poteriormente vi è solo un piccolo disco sul quale lavora un pinza freno a singolo pistoncino.
Il telaio bianco e le sovrastrutture (create in casa) arancioni sono il giusto tocco per l'aspetto vintage di questa Blastard, che vorremmo prodotta in serie.

E qui si apre una piccola e polemica parentesi.

Ultimamente il flat-track è diventato un vero e proprio  “must”.  Sembra che improvvisamente tutti si siano ricordati che esista questo sport ed esistano moto concepite per esso. Di conseguenza assistiamo ad una miriade di elaborazioni ma, soprattutto, di motociclette di serie di dubbia qualità, provenienti da non si sa quale costruttore che, spesso nasconde solo la classica “cinesata”, cioè il giocattolo poco costoso dalla durata ancor minore. 
Non è il caso che aziende importanti come Harley-Davidson (...che ha la possibilità di produrre velocemente una moto come la Blast, oltretutto con il marchio Buell....) scendano in campo con mezzi di valore ??????


venerdì 14 dicembre 2018

Buell Bolt London

buell m2 cyclone cafe racer aluminium

buell m2 cyclone cafe racer aluminium

buell m2 cyclone cafe racer aluminium


…..della serie.....vestila in alluminio!!!!!!


Purtroppo non tutti si rendono conto che non avere più nel panorama motociclistico un marchio come Buell è una grossa perdita non solo per la produzione di serie, ma anche per i numerosi esemplari che potrebbero essere customizzati a dovere.

Questa M2 Cyclone del 1999 è stata elaborata in chiave cafe-racer anni sessanta, con risultati incredibili, facendo ricorso alla nobile arte del battilastra, che ha comportato ore di lavoro per modellare l'alluminio. L'antica scuola che si addice benissimo anche alle Buell. Ovviamente non si è solo lavorato di martello, ma si è dovuto pensare ad linea che fosse quanto più vicina possibile a quella delle vecchie moto inglesi che scorazzavano davanti all'Ace Cafè. 

Non solo. Chi ha commissionato la moto, ha chiesto un mezzo da poter utilizzare in ogni situazione. Ecco allora che prima di lavorare l'alluminio si sono dovute effettuare le indispensabili prove di seduta. Intervenire, quindi, anche sulla parte posteriore del telaio è diventato indispensabile, così come progettare un nuovo serbatoio dell'olio in alluminio e riposizionare la batteria. Se la ciclistica è rimasta immutata (….tranne ovviamente il lavoro sulle sovrastrutture....), lo stesso non può dirsi del caro e vecchio bicilindrico Sportster portato ad oltre 1300 cc, con pistoni, carburatore Mikuni da 45mm e scarico Vance and Hines.

Harley-Davidson hai visto ??????