The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

martedì 21 novembre 2017

883R e Sportster del "centenario" - 2003

883 r orange my 2002 carburator
883R - 2002

883 centenary 2003

sportster tank centenary 2003

harley davidson logo centenary 2003

Se il 2003 è l'anno dei festeggiamenti per la Harley-Davidson per i cento anni di vita, il 2002 è altrettanto importante per la nascita dello Sportster 883R.


Per celebrare il quarantacinquesimo anniversario dello Sportster nel 2002 fu presentata la 883R: un esplicito richiamo alla celebre XR750 da flat-track, pur con contenuti tecnici differenti.
Rispetto ai modelli in produzione le modifiche furono quasi tutte a livello estetico, salvo il doppio disco anteriore del freno da 292mm, in luogo del singolo presente su gran parte degli altri Sportster

La R era caratterizzata da un piglio racing ottenuto attraverso la verniciatura arancio con grafiche del serbatoio identiche alla XR750, il motore verniciato quasi interamente di nero raggrinzito, i cerchi in lega, scarico due-in-uno e la sella profilata in maniera differente, in modo da renderla quasi per una persona sola

La Harley-Davidson, percependo il possibile successo, commercializzò immediatamente un kit base marchiato Screamin'Eagle studiato appositamente per la 883R (ma che poteva essere montato anche sugli altri modelli), composto da un terminale più aperto e relativo filtro dell'aria racing. La moto con questo kit guadagnava una manciata di cavalli e ne beneficiavano anche sound ed erogazione. Qualcuno optò per un terminale Supertrapp in luogo di quello del kit. Nel tempo la 883R subì modifiche e migliorie legate sostanzialmente alla produzione anche se fu persa la prerogativa dello scarico due-in-uno della prima serie, in luogo dei classici doppi terminali “tapered” tipici della Harley-Davidson. La 883R degli anni 2002 e 2003 è una moto molto ricercata  e dal buon valore dell'usato. 
 
Il 2003 rappresentò un anno molto importante per la Harley-Davidson. Non fu solo la ricorrenza dei cento anni di vita della Company, ma anche l'ultimo anno di produzione per lo Sportster del “vecchio corso”.

Dal 2004 furono introdotte importantissime novità su tutta la gamma Sportster riguardanti principalmente il nuovo telaio con silent-block per il motore in modo da favorire le lunghe percorrenze, e modifiche nella parte posteriore affinchè ospitasse un pneumatico di maggior diametro, fondamentale per garantire una maggior tenuta di strada.
Questi interventi furono effettuati nell'ottica anche di non rinunciare alla tradizionale trasmissione finale a cinghia dentata, sebbene tutto questo abbia comportato un aumento del peso di circa cinquanta chilogrammi rispetto al modello precedente.

Gli harleysti di lungo corso, come di consueto nel caso di  innovazioni importanti, non accolsero bene queste modifiche, ma il nuovo Sportster troverà positivi riscontri sul mercato e dal 2008 beneficerà dell'iniezione elettronica su tutti i modelli, indispensabile anche per rispettare le severe normative europee in tema di emissioni inquinanti.

Tutti gli Sportster del centenario (così come le altre Harley-Davidson del 2003) si contraddistinguono per grafica dedicata, facilmente riconoscibile.



venerdì 17 novembre 2017

Sportster 1200 S bobber

sportster 1200 s bobber side right

sportster 1200 s bobber side left

sportster 1200 s bobber tank

sportster 1200 s bobber drag pipes

Ecco cosa non fare assolutamente con uno Sportster 1200 dotato di testata a doppia candela.


Lo Sportster 1200 S è una di quelle moto assai rare e di notevole valore, non solo per l'inedita soluzione tecnica delle quattro candele, ma anche per il basso numero di esemplari prodotti. Girando per il web, mi sono imbattuto in questo esemplare costruito in Giappone. Purtroppo non è la prima volta che vedo qualche raro modello Sportster, che dovrebbe essere conservato il più originale possibile o, al massimo, elaborato senza stravolgerne troppo le caratteristiche. 

Ma il Giappone rappresenta un mondo a parte rispetto alla cultura ed alla mentalità di noi europei.....
La moto in questione ha una sua logica, anche se risulta alquanto anonima. Si tratta di un bobber minimalista dal sapore vintage, ottenuto lavorando sugli ammortizzatori, in modo da abbassare la moto il più possibile, ed eliminando parti superflue come il parafango anteriore. 

Purtroppo è stato segato il telaio nella parte posteriore in modo da avere allo scopo di poter montare un parafango cortissimo. La Avon ha fornito i pneumatici Vintage-Replica, che calzano sui cerchi originali (nelle misure da 16 pollici al posteriore e da 19 all'anteriore). Il motore, a parte un filtro dell'aria aperto ed una coppia di scarichi tipo “drag-pipes”, non ha subito alcun intervento.

In definitiva, se fosse stata utilizzata come base per la customizzazione un modello standard, avrei applaudito il lavoro svolto che non è affatto male. Ma visto che è stato usato uno Sportster 1200 S......


martedì 14 novembre 2017

Sportster 1200 - 1995/2000

sportster 1200 s 1998 con testata doppia candela

sportster 1200 s 1998 engine

sportster 1200 s 1998 pubblicità carlo talamo

Alla Harley-Davidson capiscono che lo Sportster 1200 può incontrare i favori del pubblico europeo.


Qualche anno dopo l'introduzione del motore  Evolution sulla gamma Sportster, iniziarono i primi miglioramenti con l'adozione, nel 1991, del cambio a cinque rapporti e della trasmissione finale a cinghia dentata, ancora oggi presenti sugli Sportster in produzione. Inizialmente le cilindrate furono 883 e 1100, ma poi si passò a 1200.

Verso la metà degli anni novanta i vertici di Milwaukee decisero di intervenire sullo Sportster 1200 attraverso alcune modifiche rispondenti alle esigenze del pubblico europeo, che cercava nella cilindrata 1200 una moto non solo più performante rispetto allo Sportster 883, ma anche un tantino meno basica.  

Vennero effettuati una serie di miglioramenti come l'introduzione del serbatoio da 12,3 litri al posto di quello da 8,5 litri, l'adozione di contachilometri digitale e tachimetro con la lancetta ma senza cavo. La chiave d'accensione venne spostata sul lato destro davanti al serbatoio. La scatola filtro rivista ed abbinata a scarichi più silenziati per contenere la rumorosità entro gli 80 db imposti dalle norme europee. Inoltre si lavorò sull'erogazione del motore per avere un'ottima facilità di utilizzo e progressione incredibile tra i 2500 ed i 4000 giri. 

Sull'argomento non si hanno notizie certe, ma è probabile che alla decisione della Harley-Davidson abbia contribuito non poco anche la situazione del mercato italiano, le varie iniziative promosse dalla Numero Uno (la allora società importatrice per l'Italia del marchio Harley-Davidson) unitamente ai suggerimenti di Carlo Talamo, che iniziò ad essere ascoltato dai vertici di Milwaukee.
Carlo Talamo comprese fin da subito che lo Sportster, all'interno del panorama Harley-Davidson, poteva vivere di vita propria. A parte idonee campagne di comunicazione, avviò il Trofeo Short-Track, che si disputava su ovali in terra battuta con Sportster 883, opportunamente modificati per esaltarne le prestazioni, e creò sia una versione stradale della 883 che correva, oltre ad un'altra decina di esemplari di Sportster con il logo "Number One"

Nel 1998 apparve sul mercato lo Sportster 1200 S, dotato di motore ad alte prestazioni, con testata a doppia candela, in grado di erogare quasi 90 cv e supportato da una ciclistica adeguata.
La rivista italiana Motociclismo, già provando la versione dotata di testata a singola candela, si espresse più che positivi: “....il concetto ispiratore è più vicino a quello delle moto europee, anche se si tratta di una filosofia americana al 100%.....c'è un notevole gusto che piacerà anche a chi non è harleysta.......bella moto, ben temperata, come il clavicembalo di Bach. A chi non è permeato dalla mistica biker, sembra una moto stradale di media cilindrata di qualche anno fa, con pochi cv, ma ben distribuiti.”

Purtroppo lo Sportster 1200 S rimase in produzione pochi anni. Oggi è diventato un vero e proprio oggetto di culto, con un valore altissimo dell'usato.    


venerdì 10 novembre 2017

Sportster Street Tracker - 1993

sportster street tracker total orange side right

sportster street tracker total orange side left

sportster street tracker total orange front end

sportster street tracker total orange engine

sportster street tracker total orange side right back side

Connotazioni sportive per una moto che viene utilizzata prettamente su strada.


Quando i Giapponesi pensano di fare qualcosa lo fanno sempre a modo loro. Spesso seguendo logiche incomprensibili a noi occidentali, ma che trovano radici nel più profondo della loro cultura e modo di vivere.
Ecco allora, che decidere di elaborare uno Sportster in chiave street-tracker possa rappresentare all'apparenza una operazione estremamente complessa, specialmente quando si sceglie di verniciare interamente il telaio, nonostante non ve ne sia bisogno.

La tinta è stata ispirata dal colore del negozio e da quello delle piste da flat-track. Il telaio, dopo essere stato smontato completamente, accorciato nella parte posteriore in modo da poter ospitare senza alcun problema il classico codino da flat-track e sottoposto a “molding”, cioè quel procedimento tendente ad eliminare tutte le piccole imperfezioni dovute alle varie saldature dei tubi.
Una volta effettuato questo passaggio, la moto è stata rimontata, lavorando su motore, sospensioni ed altri dettagli, molti dei quali sono stati verniciati in nero.

La cilindrata è stata portata a 1200, sono state lavorate al flussometro le teste e montati alberi a cammes Andrews N4 e montato uno scarico due-in-uno. Stranamente carburatore e filtro dell'aria sono rimasti originali.

Il reparto ciclistico ha visto l'utilizzo di una coppia di ammortizzatori posteriori Sundance, abbinati a molle forcella della stessa azienda, mentre freni e cerchi sono rimasti originali.

Il serbatoio del carburante originale è stato sostituito con uno racing dalla capienza di sei litri e sono stati aggiunti altri elementi a corredo come le tabelle laterali, il porta targa ancorato direttamente al forcellone.

Lo Sportster è ottimamente costruito anche se alcune scelte non sembrano in linea con la destinazione della moto.  










mercoledì 8 novembre 2017

Lo Sportster ad Eicma 2017

sportster pubblicità eicma 2017

“Ti basta l'essenziale per spingerti oltre”.


Un semplice invito rivolto da Harley-Davidson Italia a tutti gli appassionati: accorrete a vedere gli Sportster!!!!! 

Dal 9 al 12 novembre, padiglione 24, stand p.54.

Un messaggio non di poco conto, considerando che da poco a Milwaukee hanno fatto una vera e propria rivoluzione presentando i nuovi modelli della gamma Softail 2018.

Segno che lo Sportster è ancora un punto cardine nella produzione Harley-Davidson.  Non è solamente il modello che permette l'accesso al mondo Harley, ma una moto con una connotazione ben precisa, che nel tempo ha trovato una ampia cerchia di estimatori. 

La stessa filiale italiana, infatti, lo sottolinea successivamente: “Sportster: una parola che da 60 anni è sinonimo di stile inconfondibile, carattere da vendere, sogni ad occhi aperti. Ora tocca a te passare dalla parola ai fatti. 

In Italia nei primi anni novanta, quando il fenomeno Harley-Davidson era agli albori, lo Sportster rappresentava spesso la moto di transizione verso i Big Twin. La si comprava per il prezzo non troppo alto e per capire come fossero le moto americane. Poi, dopo qualche anno, si passava ai modelli più grossi. Un certo Carlo Talamo, però, comprese immediatamente lo Sportster avrebbe potuto vivere di vita propria, intraprendo una serie di iniziative. E ci aveva visto giusto!!!!
Tornando ai giorni odierni: perchè comprare lo Sportster ????
Tralascio gli aspetti di contorno legati al marchio Harley, focalizzandomi sulla moto stessa. 

Lo Sportster è una moto robustissima che richiede pochissima manutenzione, offerta ad un prezzo onesto (10.300 Euro per la 883 Iron, cioè il modello di accesso, sono in linea con le altre moto di pari cilindrata presenti sul mercato....), con una facilità di ricambi incredibile, sulla quale si può giocare a piacimento con customizzazioni di tutti i tipi e dalla linea sempre attuale

E' sufficiente come risposta ???? Se lo è andatela a vedere, ma se avete ancora qualche dubbio provatela presso qualche concessionario!!!!! 



martedì 7 novembre 2017

Sportster Evolution - 1986

sportster evolution first model 1986

sportster evolution first model 1986

sportster evolution engine 1986

sportster evolution adversiting 1986

Arriva il nuovo motore interamente in alluminio!


Gli anni ottanta rappresentarono un periodo molto importante per la Harley-Davidson. Dopo l'acquisizione dalla AMF da parte di un discendente dei fondatori, tale Willie G. Davidson, unitamente ad una cordata di dirigenti della azienda, si cercò di dare nuovi impulsi alla Company attraverso un rinnovo della gamma ed un allargamento della rete di vendita. 

Nel 1984 prese vita il progetto Evolution, dapprima introdotto progressivamente sui Big Twin da 1340 cc e nel 1986 sugli Sportster, con le cilindrate 883 e 1100. A Milwaukee credettero talmente tanto in questa nuova unità da improntare aggressive campagne promozionali: la nuova moto non solo venne venduta al prezzo di quella precedente ma, nel 1987, si propose ai clienti una permuta a “costo zero”, che permetteva entro due anni di cambiare una Harley di maggiore cilindrata con lo Sportster, tramite una supervalutazione dell'usato pari all'intero costo iniziale

La doppia cilindrata per gli Sportster fu pensata per una serie di motivi. Da una parte, a livello di marketing, la cilindrata 883 richiamava i primi modelli ma, dall'altra, rispetto ai 1000 cc che avevano equipaggiato gli Sportster negli ultimi anni, vi era una notevole perdita di potenza e coppia.  Se la scelta degli 883 cc fu fortunata, non altrettanto lo fu quella dei 1100 cc. Questo motore rimase in listino solo un paio di anni e, nel 1988, venne sostituito definitivamente dal 1200. I motore 883 e 1200 equipaggiano tutt'ora i modelli Sportster in produzione.

Il nuovo motore Sportster, salvo per il fatto che era interamente in alluminio, mantenne intatte le caratteristiche costruttive del vecchio Ironhead: quattro alberi a cammes nel basamento, distribuzione ad aste e bilancieri con testata a due valvole, singolo carburatore da 40mm posto in mezzo ai cilindri, motore a “corsa lunga”, cioè con la corsa maggiore dell'alesaggio, raffreddamento ad aria, lubrificazione carter a secco con serbatoio dell'olio separato e situato sotto alla sella sul lato destro. 

Fino al 1991 il cambio fu a quattro rapporti e la trasmissione finale a catena. Dopo vennero introdotti i cinque rapporti e la trasmissione finale a cinghia dentata, entrambi ancora oggi presenti sui modelli in produzione.

Le cilindrate 883 e 1100 differivano principalmente, oltre che per la potenza che andava dai 46 ai 63 cv, anche per un differente rapporto alesaggio/corsa.  Per la cilindrata 883 le misure erano 76,3x97, mentre sulla 1100 era stato aumentato solo l'alesaggio, arrivato ad 85mm con la corsa rimasta invariata. Quando la cilindrata salì a 1200, venne aumentato ulteriormente solo l'alesaggio, arrivando ad 87mm. 

Nel corso degli anni queste misure hanno subito piccolissime variazioni, per assestarsi su 76,2x96,8 per la cilindrata 883 e 88,9x96,8 per la cilindrata 1200.


giovedì 2 novembre 2017

Harley-Davidson XR 1000 flat-track

harley davidson xr 1000 flat track side right

harley davidson xr 1000 flat track side right

harley davidson xr 1000 flat track engine

Ritorno alle origini per questo XR 1000 che viene restaurato e migliorato attraverso un lavoro certosino.


Decidere di mettere le mani su una vecchia moto può essere non solo un'impresa, ma anche una grossa responsabilità, specialmente se di modelli ne sono stati prodotti appena 1800. In passato era stata presentata una XR 1000 rivisitata in chiave street-tracker, che aveva molti spunti interessanti.

Questa XR 1000 da flat-track la possiamo considerare come una sorta di evoluzione. E' stato curato molto l'aspetto che, contrariamente al tipo di moto, non è più rude ma aggraziato. 
Vi è abbondanza di parti lucidate e cromate, nonché un ampio utilizzo di alluminio billet per numerose componenti come cerchi, forcellone e freni. Una verniciatura a più strati. Un serbatoio Storz in alluminio.  Il tutto abbinato alla ricerca delle prestazioni, dato che è stata sostituita la forcella originale con una più performante sempre della Storz, sono stati montati freni flottanti con pinza a doppio pistone della Performance Machine ed un paio di scarichi Supertrapp della stessa forma degli originali.

Questa XR 1000 è stata completamente rivisitata e migliorata in ogni sua parte. Si tratta di un tipo di intervento migliorativo che, tuttavia, travalica i confini della originalità che si dovrebbe mantenere su questa moto quando si interviene.