The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

domenica 1 dicembre 2019

Street Rod 750: erede dello Sportster ????

harley davidson street rod 750

harley davidson street rod 750

harley davidson street rod 750


Per molti è una moto senza personalità, ma dopo averle girato intorno (parecchio) e (soprattutto) provata posso affermare che di personalità ne ha da vendere.....


Partiamo da un principio sacrosanto. Quando si parla di Harley-Davidson i modi di pensare si spaccano letteralmente in due: da una parte i puristi duri e puri che  considerano unicamente le HD col carburatore, dall'altra quanti, diversamente, hanno una visione molto più ampia del marchio, accettando di buon grado soluzioni evolutive al passo con i tempi anche se si discostano molto dalla tradizione “black and orange”.

Personalmente mi trovo in mezzo a questi due modi di pensare. Per me Harley-Davidson deve in qualche modo rispettare la tradizione ed andare avanti a piccoli passi verso il futuro, consolidando lentamente l'acquisizione di ogni “back-ground” estetico e stilistico. 

Per questo motivo quando vidi i primi motori Revolution raffreddati a liquido montati nelle V-Rod storsi la bocca non poco. La sensazione è stata molto simile anche quando è entrato in produzione il nuovo motore XG-750, specialmente dopo che è stato montato sulla Street 750. Ma alla presentazione della Street-Rod 750 qualcosa ha attirato la mia curiosità ed alla fine ho deciso di provarla. E' stato difficile liberare la testa dai preconcetti

Avevo letto moltissimo sul fatto che il motore fosse stato progettato per i mercati emergenti e costruito in India. Ciò mi aveva fatto pensare non bene per diversi fattori, tra i quali le fusioni dei carter e le teste dei cilindri che danno l'impressione di trovarsi davanti non ad una vera moto, ma ad un “manichino” da esposizione, tanto sembrano di plastica.

Tuttavia ho iniziato quindi a guardare attentamente la Street Rod 750 per molto tempo, intuendo che potesse in qualche modo rappresentare la soluzione di continuità con il modello Sportster a me tanto caro.   

Grazie agli amici di Harley-Davidson Jesi riesco a provare la Street Rod 750. Prima ancora di accendere il motore ecco la vera sorpresa: mi accingo a spostare la moto da fermo ed i quasi duecentoquaranta chili della "piccola HD" sembrano molti di meno, paragonabili quasi a quelli di uno scooter cittadino, non incutendo alcun timore.

Avvio il motore e parto. La posizione di guida è quanto di più sbagliato si possa trovare in giro su una moto di serie: le gambe avanzate, il busto piegato in avanti ed il manubrio tipo drag-bar molto largo obbligano ad una posizione di guida innaturale che, almeno inizialmente, mette in difficoltà anche per la non corretta posizione dei comandi a pedale, difficili da muovere in rapidità
Stando in sella ci si abitua un pochino, ma Harley-Davidson dovrebbe immediatamente intervenire sul problema, perchè sembra di guidare non una HD ma un trespolo....

Se la posizione di guida non mi piace affatto, differente è la mia opinione su tutta la ciclistica che si rivela reattiva come mai su una Harley-Davidson, anche se non ai livelli di molte naked di ultima generazione. Se volessi trovare due aggettivi per definirla parlerei di: facile e sincera. Ti permette di divertirti in ogni situazione, supportata da freni all'altezza ed un abs che entra in funzione solo nelle situazioni più estreme, avendo la sensazione di un ottimo controllo. Per dare un giudizio completo dovrei tenere la Street Rod per un giorno intero e provarla in ogni situazione, essendomi limitato ad un giro lungo strade di montagna, ma le impressioni solo molto buone.

Lascio per ultimo il motore in quanto mi ha colpito non poco. Le sensazioni (...parlo solo di sensazioni...) sono molto simili a quelle dei motori Sportster, ma le vibrazioni sono assenti e la goduria è comunque tanta non solo perchè ti porta a farlo girare in alto facendoti percepire ben più dei circa settanta cavalli dichiarati, ma per la facilità e la regolarità di utilizzo fin dai regimi più bassi. E' un motore molto coinvolgente e la moto potrebbe ottenere dei buoni riscontri sul mercato se solo si lavorasse ancora su alcuni dettagli e sulla posizione di guida. Certo, guardando poi i dati tecnici mi chiedo se sia una vera “entry level” del mondo Harley-Davidson. Lo Sportster è una moto arcaica, con un motore in grado di fare un miliardo di chilometri senza problemi e dai costi di gestione assai contenuti. Sarà lo stesso per la Street Rod 750 ????  Il motore è molto compresso (12:1), ama girare in alto (9000 giri) ed non ha la tradizionale distribuzione ad aste e bilancieri che limita parecchio gli interventi sul motore durante i tagliandi.
Vale la pena comprarla ???? Da parte mia la risposta è SI!!! La Street Rod 750 ha molto carattere, è divertente e, per gli amanti del marchio, permette di entrare nel mondo HD. 

E' possibile poi trasformarla a piacimento. Cito su due piedi la bellissima special da flat-track di Harley-Davidson Monza e quella realizzata da Harley-Davidson Jesi Harley-Davidson Jesi in onore di Evel Knievel (ma ce ne sono molte altre).

Torno al quesito iniziale: la Street Rod 750 può essere la futura erede dello Sportster ????? Forse si..... 


giovedì 28 novembre 2019

Built for all terrain!

sportster sx 1250 all terrain

sportster sx 1250 all terrain

sportster sx 1250 all terrain

sportster sx 1250 all terrain

sportster sx 1250 all terrain


SX è la sigla che identifica lo Sportster da enduro costruito da LC Fabrications.


Da diverso tempo sono tanti gli Sportster rivisitati in chiave enduro, talora attraverso preparazioni estreme, altre volte costruendo moto assai versatili. La ricetta in questo caso è del tutto peculiare, perché accanto ad elementi vintage (come il kick-starter) e grafiche anni settanta di chiara ispirazione AMF, troviamo abbondante uso di fibra di carbonio per le sovrastrutture ed altri elementi hi-tech come il terminale dello scarico due-in-uno alto che confluisce sul lato destro. 

Telaio e forcellone sono stati rimaneggiati per ospitare un singolo ammortizzatore ed il telaio è stato anche modellato nella parte posteriore per alloggiare un parafango da cross in carbonio con piccolo fanale e portapacchi. Altro elemento importante dello Sportster SX è il motore impreziosito da numerosi accessori costruiti dalla stessa LC Fabrications ed elaborato attraverso un kit pistoni e cilindri S&S che portano la cilindrata a 1250 cc e testate Buell  “high-flow”.  

Considerando che lo Sportster SX 1250 è stato realizzato su un modello con telaio prodotto tra il 1986 ed il 2003 (di circa 50 kg più leggero rispetto alle versioni seguenti in produzione sino ai giorni nostri), risulta difficile pensare che se ne possa vedere una piccola serie prodotta, ma potrebbe essere un’idea da sviluppare su modelli più recenti.


giovedì 21 novembre 2019

Carburatore delle mie brame.....


Dall'inferno al......paradiso!!!!! 


Quanti di voi hanno maledetto il giorno in cui sullo Sportster il caro, vecchio, carburatore è stato sostituito dal moderno impianto ad iniezione elettronica (che rende comunque la guida più fluida e semplice) ?????
Io sono uno di quelli!!!!!

Fortunatamente qualcuno ha pensato a noi. Si tratta di una azienda teutonica che fornisce un kit completo per riconvertire il nostro Sportster ad iniezione in un modello a carburatore, potendo scegliere tra le marche ed i tipi più famosi (Kehin, Mikuni, S&S).  
On-line ci sono anche le istruzioni per il montaggio seguite da tutte le foto del caso.
Il prezzo ????? Assolutamente non proibitivo (intorno ai 500 Euro).
Cosa aspettate ?????

Cliccate sul link qua sotto.....

martedì 19 novembre 2019

Tifone malese!

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber


In Asia hanno iniziato a capire come mettere le mani sulle Harley……


La base è un Nightster 1200 del 2010 interpretato in chiave cafe racer con elementi “old-school” e bobber. Partendo dall'eliminazione dei supporti del parafango posteriore presenti sul telaio si è provveduto a costruire tutta la carrozzeria cercando di armonizzare le forme e linee. 


Accanto al corto codone con la pregevole sella ed allo squadrato serbatoio del carburante, trova posto l’affusolato cupolino di ispirazione navale che connota tutta la moto, nera come una suora di clausura. Gli elementi “old school” come le manopole d’orate ed il doppio, piccolo, faro anteriore incastrato nel cupolino, impreziosiscono ancor più lo Sportster sul quale è stato montato un carburatore S&S in luogo del tradizionale impianto ad iniezione, abbinato a filtro dell’aria costruito in casa, così come il cortissimi scarichi che “sparano” verso il basso. 


Assai complicato è stato effettuare la conversione da iniezione a carburatore poiché si è dovuto intervenire anche su altri elementi come l’accensione e sull’impianto elettrico. Ma per un “old school” che si rispetti il caro, vecchio, carburatore è un “must” indispensabile!  


giovedì 14 novembre 2019

Agli albori!!!!!!

harley davidson kr 1956 bobber flat tracker

harley davidson kr 1956 bobber flat tracker

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harley davidson kr 1956 bobber flat tracker

harley davidson kr 1956 bobber flat tracker

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Il modello KR del 1956 rappresenta l'emblema della rozzezza. La moto così come dovrebbe essere concepita tutt'ora. 


Non tutti sanno che lo Sportster deriva da una moto prodotta precedentemente dalla Harley-Davidson ideata, per contrastare le moto inglesi nelle competizioni durante gli anni cinquanta: il modello “K”. La KR ne rappresenta una delle tante (ed ultime) evoluzioni costruita per le gare da flat-track.


Si tratta di una moto essenziale e priva di tutti gli accessori inutili. E' pur vero che in quegli anni la tecnologia motociclistica era agli albori e le norme costruttive non erano così dettagliate ed impositive come ai giorni nostri, ma si tratta pur sempre di un modello da cui trarne ispirazione.


La maggior parte delle moto moderne vengono utilizzate in un contesto cittadino (anche se spesso a mero scopo di svago), dove leggerezza, robustezza , grande affidabilità e predisposizioni per quasi ogni tipo di terreno, a scapito di una non raffinata tecnica motoristica, sono gli elementi fondamentali per avere una moto da utilizzare tutti i giorni ed in quasi tutte le condizioni.


La moto in questione utilizza un motore del KH 900 con alberi a cammes del KR750, carburatore Mikuni e teste lavorate in modo da aumentare il rapporto di compressione dall'originale 5,6:1 a quasi 7:1 (numeri ridicoli oggi!!!). L'elaborazione è avvenuta utilizzando parti dell'epoca o riprodotte fedelmente. Le uniche novità sono rappresentate dalla forcella è Ceriani e dal serbatoio del carburante.


mercoledì 6 novembre 2019

Se vuoi fare del cross barra la casella X1!!!!

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon

buell x1 cross cw zon


Volete fare del cross con una moto davvero unica ???? Basta prendere una Buell.....



Pensavo di averle viste tutte ma anche questa volta, così come è avvenuto in passato, mi sono dovuto ricredere.
Se non mi fossi messo a studiare attentamente la moto non solo non mi sarei reso conto che montava un motore Sportster-Buell, ma probabilmente l'avrei scambiata per una moderna moto da cross di piccola cilindrata quando, in realtà, anche il telaio (seppur rimaneggiato) è quello originale.

Si tratta di un lavoro, a mio avviso, semplicemente incredibile.  Può o meno piacere, ma si deve riconoscere il merito a chi l'ha progettata e costruita per aver saputo creare una vera moto da cross partendo da un mezzo lontano anni luce da questa specialità.    
Il telaio, elemento fondamentale per questa vera e propria trasformazione, è stato pesantemente rimaneggiato nella parte centrale-posteriore, cui è stato abbinato un nuovo forcellone molto lungo dotato di un diverso leveraggio dell'ammortizzatore e la trasmissione finale a catena con una corona di ampio diametro. La sella poggia su tubi imbullonati alla parte anteriore. Il serbatoio dell'olio in alluminio, riposizionato sul lato sinistro del telaio, è di nuova concezione così come quello del carburante. La forcella è quella originale, allungata, dotata di molle più dure per evitare ondeggiamenti alle alte velocità.
A parte lo scarico ed un filtro dell'aria aperto il motore è rimasto di serie.
Assolutamente da rivedere l'abbinamento cromatico che non rende merito alla Buell.
Vi è venuta voglia di fare del cross ?????


martedì 29 ottobre 2019

Ironhead Harton

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame


Doppio carburatore e motore elaborato pesantemente per questa splendida cafe racer costruita secondo la tradizione più antica.


Questo è un altro esempio di cafe racer costruito su base Sportster Ironhead 1000, forse il motore più indicato fra quelli Harley-Davidson, se si vuole una moto che sia una vera replica di quelle in circolazione negli anni sessanta. Numerose sono le moto a tema presentate in questo blog, ognuna con qualche elemento di particolarità, pur seguendo il preciso filone che vede in un serbatoio basso e lungo in alluminio, semi-manubri, pedane arretrate e coda corta gli elementi caratteristici. 


Lo Sportster qui presentato ha anche un telaio Norton Featherbed con forcella Roadholder,  cerchi Borrani con freno anteriore Dresda da 270mm. L’elemento che incuriosisce non è rappresentato dai due carburatori Dell’Orto con filtri K&N, ma dalla testa cilindro posteriore che è stata invertita per montare il secondo carburatore, situazione che ha comportato il posizionamento del collettore di scarico davanti al cilindro, in prossimità di quello anteriore. Il lavoro ha comportato un nuovo posizionamento anche di valvole ed alberi a cammes, a loro volta invertiti. 


Questa è la parte più interessante di tutto l’Ironhead che ha subito altri interventi come una trasmissione primaria di nuova progettazione ed il montaggio di una frizione di tipo “a secco”, oltre ad un amento prestazionale del motore attraverso  accensione Crane, pistoni KB ad alta compressione e valvole Black Diamond Kibblewhite molto più grandi delle originali. 


Quasi tutte le parti sono state costruite su misura come, anche, il codone posteriore ed il parafango anteriore in alluminio. Progetti del genere dovrebbero essere incentivati……