The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 6 novembre 2019

Se vuoi fare del cross barra la casella X1!!!!

buell x1 cross cw zon

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Volete fare del cross con una moto davvero unica ???? Basta prendere una Buell.....



Pensavo di averle viste tutte ma anche questa volta, così come è avvenuto in passato, mi sono dovuto ricredere.
Se non mi fossi messo a studiare attentamente la moto non solo non mi sarei reso conto che montava un motore Sportster-Buell, ma probabilmente l'avrei scambiata per una moderna moto da cross di piccola cilindrata quando, in realtà, anche il telaio (seppur rimaneggiato) è quello originale.

Si tratta di un lavoro, a mio avviso, semplicemente incredibile.  Può o meno piacere, ma si deve riconoscere il merito a chi l'ha progettata e costruita per aver saputo creare una vera moto da cross partendo da un mezzo lontano anni luce da questa specialità.    
Il telaio, elemento fondamentale per questa vera e propria trasformazione, è stato pesantemente rimaneggiato nella parte centrale-posteriore, cui è stato abbinato un nuovo forcellone molto lungo dotato di un diverso leveraggio dell'ammortizzatore e la trasmissione finale a catena con una corona di ampio diametro. La sella poggia su tubi imbullonati alla parte anteriore. Il serbatoio dell'olio in alluminio, riposizionato sul lato sinistro del telaio, è di nuova concezione così come quello del carburante. La forcella è quella originale, allungata, dotata di molle più dure per evitare ondeggiamenti alle alte velocità.
A parte lo scarico ed un filtro dell'aria aperto il motore è rimasto di serie.
Assolutamente da rivedere l'abbinamento cromatico che non rende merito alla Buell.
Vi è venuta voglia di fare del cross ?????


martedì 29 ottobre 2019

Ironhead Harton

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

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Doppio carburatore e motore elaborato pesantemente per questa splendida cafe racer costruita secondo la tradizione più antica.


Questo è un altro esempio di cafe racer costruito su base Sportster Ironhead 1000, forse il motore più indicato fra quelli Harley-Davidson, se si vuole una moto che sia una vera replica di quelle in circolazione negli anni sessanta. Numerose sono le moto a tema presentate in questo blog, ognuna con qualche elemento di particolarità, pur seguendo il preciso filone che vede in un serbatoio basso e lungo in alluminio, semi-manubri, pedane arretrate e coda corta gli elementi caratteristici. 


Lo Sportster qui presentato ha anche un telaio Norton Featherbed con forcella Roadholder,  cerchi Borrani con freno anteriore Dresda da 270mm. L’elemento che incuriosisce non è rappresentato dai due carburatori Dell’Orto con filtri K&N, ma dalla testa cilindro posteriore che è stata invertita per montare il secondo carburatore, situazione che ha comportato il posizionamento del collettore di scarico davanti al cilindro, in prossimità di quello anteriore. Il lavoro ha comportato un nuovo posizionamento anche di valvole ed alberi a cammes, a loro volta invertiti. 


Questa è la parte più interessante di tutto l’Ironhead che ha subito altri interventi come una trasmissione primaria di nuova progettazione ed il montaggio di una frizione di tipo “a secco”, oltre ad un amento prestazionale del motore attraverso  accensione Crane, pistoni KB ad alta compressione e valvole Black Diamond Kibblewhite molto più grandi delle originali. 


Quasi tutte le parti sono state costruite su misura come, anche, il codone posteriore ed il parafango anteriore in alluminio. Progetti del genere dovrebbero essere incentivati……


martedì 22 ottobre 2019

Sundance's Killer Sportster XR 1200

sportster super xr by sundance harley davidson

sportster super xr by sundance harley davidson

sportster super xr by sundance harley davidson

sportster super xr by sundance harley davidson

sportster super xr by sundance harley davidson

Alluminio a profusione ed un motore elaborato all'inverosimile sono il biglietto da visita di questo Sportster Evolution elaborato dai “maestri” nipponici...


Per gli appassionati del settore da sempre “Sundance” è sinonimo di Harley-Davidson sportive elaborate nella terra del “sol levante”, connotate da pesanti interventi su ciclistica e motore che ne stravolgono l'originaria natura. Gran parte delle realizzazioni ha riguardato motori Sportster Evolution e Buell.


Il cuore di questa moto è rappresentato dal basamento di uno Sportster 1200 del  1995 sul quale è stato montato il famoso kit ad alte prestazione “Super XR”, caratterizzato da cilindri “Big Bore” in alluminio (con trattamento interno in NiCaSil che garantisce minor attrito e, quindi, maggior durata dei componenti) alimentati ognuno da un singolo carburatore FCR-Sundance da 41mm e teste interamente progettate e realizzate dalla stessa Sundance, così come lo scarico due-in-uno. 


Il motore ha più di 100 cv ed una coppia che si esprime già a 2000 giri:  indispensabile l'utilizzo di una frizione Barnett rinforzata.


Per controllare simile potenza si è reso necessario costruire un apposito forcellone in alluminio sul quale far lavorare una coppia di ammortizzatori Ohlins. La stessa Ohlins fornisce la forcella a steli rovesciati, ancorata al telaio tramite piastre di sterzo in alluminio ricavate dal pieno. I cerchi sono della Dymag (azienda inglese specializzata nel settore). Tutto il resto, a partire dai serbatoi dell'olio e del carburante, è stato costruito in casa, così come lo stesso telaio che ha subito una profondo irrobustimento della parte centrale. Fare un elenco di tutte le parti speciali è quasi impossibile, dal momento che questa moto ha di originale solo il basamento del motore.


Lo Sportster by Sundance ha uno spirito “racing” che si percepisce da ogni componente adottato. Gran parte delle soluzioni adottate sono assai inusuali nel Vecchio Continente, ma hanno piena logica in Giappone dove le Harley-Davidson vengono spesso utilizzate nei circuiti per prove private o veri e proprie trofei.


Non si conosce il costo in termini di tempo e denaro,  ma immaginiamo cifre molto alte. Un sogno per pochi! 


martedì 15 ottobre 2019

Sogno cafe racer

sportster evolution 1100 xlcr style

sportster evolution 1100 xlcr style


Comprare un XLCR 1000 in ottimo stato (ammesso di trovarne qualcuno) può risultare un sogno per molti umani.....


…...e dato che Harley-Davidson ancora non lo rimette in produzione, può essere un'ottima idea costruirsene una replica in casa utilizzando come base un moderno e più affidabile motore Evolution. Il difficile è trovare il serbatoio che rispecchi le forme originali (XLCR Evolution kit), per il resto non vi sono grossi problemi.


Si parte da uno Sportster 1100 (cilindrata insolita) del 1987 con cambio a quattro rapporti e trasmissione finale a catena, che ha beneficiato a livello motoristico solo di uno scarico Supertrapp due-in-uno e di un filtro dell'aria in carbonio (...ma cosa c'entra su questa moto???)  “S&S style”. 


La ciclistica, come il motore, non ha visto interventi radicali ma solo miglioramenti: forcella con steli da 39mm all'interno dei quali si è lavorato sulle molle, ammortizzatori posteriori Progressive ed una coppia di cerchi in alluminio da 18 pollici completano l'opera. 


Vale la pena investire non troppo denaro per costruirsi la moto dei propri sogni anche se in versione “replica” ?????


mercoledì 9 ottobre 2019

Sportstard!!!!!!

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard


Ecco cosa succede quando si pensa (eppoi si costruisce) uno Sportster in chiave motard! 


Da sempre mi soffermo sul fatto che lo Sportster è una “moto totale” che permette di trasformarla a piacimento ed utilizzarla in una infinità di modi. Trasformazioni a non finire ne ho viste fin dal lontano 1992, quando comprai il primo Sportster e, dopo poco, uscì in edicola in primo numero della rivista “Freeway Magazine”. Sportster rivisitati in chiave motard, però, ne ho trovati pochissimi  ed anche su questo blog possiamo annoverarne al massimo un paio.

Alcuni dei principi cardine delle motard sono la leggerezza unita a quote ciclistiche assai “svelte” (poco interasse e ridotta inclinazione della forcella). Probabilmente questo è il motivo principale per cui non si vedono trasformazioni a tema. Pensiamo solo al peso del motore Sportster ed allo spazio che occupa all'interno di un telaio.....

Eppure qualcuno ha dimostrato che, con gli ovvi limiti, lo Sportster può diventare un bel motard, anche se non basta montare sospensioni allungate, diminuire interasse ed angolo di sterzo, abbinandoci cerchi da 17 pollici (della WRP con pneumatici Michelin Pilot Supermotard).
Bisogna partire da un telaio adatto, avendo ottimi riferimenti sul tema (come ad esempio la KTM con la sua Supermotard 950).

Chi ha progettato lo “Sportster motard” ha deciso di prendere il telaio di una Yamaha YZF ed adattarlo al “piccolo” V-Twin americano  (….con le opportune modifiche ovviamente....), abbinandolo ad una forcella Kayaba da 46mm. 

Per avere le quote ciclistiche di un motard, si è capito che il lavoro avrebbe dovuto riguardare la trave posteriore del telaio (dalla sezione quadrata) in modo da avvicinare quanto più possibile il perno del forcellone. 
Con una ciclistica simile era un vero peccato lasciare il motore di serie. Il 1200 Sportster è stato smontato completamente subendo un pesante intervento.

L'albero motore di serie ha lasciato il posto a quello Buell, mentre dalla Screamin'Eagle arrivano gli alberi a cammes SE203 e l'accensione elettronica a doppia scintilla. Per il carburatore la scelta è caduta sul “classico” Mikuni da 42mm con valvola a ghigliottina. Le teste sono state lucidate, mentre i pistoni rimangono di serie. Lo scarico è Vance & Hines.  

I freni sono Nisin ed arrivano da una Fireblade. Il grosso lavoro sul telaio ha comportato la costruzione di molte parti come il serbatoio dell'olio, ed il nuovo posizionamento di altre, come la batteria. Sebbene si sia voluta mantenere la linea dello Sportster, utilizzando il serbatoio “peanut” originale, si è riusciti a contenere il peso in soli 163 kg (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)


mercoledì 2 ottobre 2019

Hot dragster!!!!!

sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

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sportster xlch dragster double engine

sportster xlch dragster double engine

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Un “mostro” old-school.


Incute terrore solo a guardarlo questo dragster costruito secondo la vecchia tradizione. Il motivo è semplice: doppio motore Ironhead 1000 di due esemplari di XLCH montato in un unico telaio. 

Un lavoro difficilissimo. Si deve tener presente che il telaio si può rompere e che i due motori possono non funzionare in maniera armonica. Il progettista ha lavorato sul funzionamento dei due motori che al minimo girano come se fosse un singolo motore Harley-Davidson, mentre agli alti regimi assomigliano ad un quattro cilindri nipponico. Poiché la trasmissione dello Sportster Ironhead è fragile, per contenere la potenza notevolmente aumentata e le molte vibrazioni è stato installato un cambio a quattro velocità prelevato da un Big Twin del 1980. 

Il telaio è stato appositamente studiato e costruito con tubi in acciaio, abbinato ad una forcella proveniente da una Ducati 750 Imola degli anni settanta, opportunamente abbassata e lavorata per avere anche un “custom look”. I cerchi sono in alluminio da 18 pollici. I due motori, a parte una revisione totale, non hanno subito interventi, salvo il montaggio di due carburatori S&S Super B con trombette di aspirazione ed un doppio scarico due-in-uno. Quasi tutto il dragster è stato costruito a mano. Il serbatoio dell’olio è contenuto all'interno del piccolo codone in alluminio, mentre quello del carburante si trova nella tradizionale posizione e segue il profilo della moto. 

Mette paura la scelta dell’avviamento a “kick-start” invece di quello tradizionale con il classico motorino d’avviamento, ma probabilmente è motivato da ragioni tecniche. Questo mostro è stato esposto allo “Yokohama Hot Rod Custom Show” del 2018.

giovedì 26 settembre 2019

Misumi Engineering

forty eight misumi engineering

forty eight misumi engineering

forty eight misumi engineering


Parti speciali direttamente dal Giappone.


Dopo aver visto delle pedane arretrate ottimamente realizzate, siamo andati a curiosare su questo sito nipponico, trovando molte parti interessanti. Si tratta per lo più di lavorazioni di alluminio, ma vi è un catalogo da vedere che comprende anche parti prodotte in Italia. 
Il sito è in Giapponese e non semplice risulta la navigazione, ma forse vale la pena darci un'occhiata.
Sul Forty-Eight della foto si possono notare i bellissimi cerchi in alluminio billet.
Non vi resta che consultare il sito: www.misumi-eg.com