The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 27 maggio 2020

Nudo e Crudo





Un XLCH del 1966 semplificato all'inverosimile.


Se in Italia le Harley-Davidson sono per lo più oggetto di moda e vanto, in altri paesi vengono considerate per ciò che sono: moto dall'indubbio fascino, robuste all'inverosimile, da utilizzare tutti i giorni migliorandone alcuni aspetti. Non è rado, così, che quando ci si imbatta in qualche vecchio modello di Milwaukee si opti per grosse elaborazioni, piuttosto che per un restauro fedele all'originale.

Certamente, modelli iconici andrebbero riportati come erano in origine, senza stravolgimenti e vederne alcuni quasi irriconoscibili può lasciare l'amaro in bocca, ma in alcuni frangenti il senso pratico della vita può prevalere su tutto.

Lo Sportster Ironhead in questione è un esempio di questa concezione. Spogliato di tutto ed alleggerito, telaio originale sostituito con un'unità di tipo rigido dotato di sella singola con le molle, carrozzeria ridotta all'osso e motore originale, salvo due scarichi drag-pipes che fanno fare la voce grossa ad motore messo a punto a dovere. Una moto da utilizzare tranquillamente tutti i giorni....



mercoledì 20 maggio 2020

Strana creatura








Il concetto di  “digger”, con telaio basso ed allungato anteriormente all'inverosimile, è parzialmente rivisto.


Pensando ai “digger” costruiti dal guru del custom Arlen Ness, sembra una moto molto equilibrata questo Sportster XLX del 1982. 

Se non fosse per qualche particolare come il telaio rigido verniciato in tinta con la carrozzeria e lo strano serbatoio del carburante, forse potrebbe passare anche per un cafe racer reinterpretato secondo altre logiche logiche. Si vede la tradizione nipponica nella sobrietà dei colori e nell'assenza di cromature. E' una moto molto vicina a noi europei pur se il concetto stesso di “digger” è nato negli States.

Motore stock interamente smontato e revisionato (tranne il basamento), filtro dell'aria a trombetta e scarichi drag-pipes. La ciclistica è stata invece realizzata partendo da un disegno sul classico foglio di carta che poi si è evoluto in un progetto ben definito dove quasi ogni parte è stata appositamente realizzata. La scelta di montare un avvolgente cupolino delle moto da endurance degli anni settanta è intuizione a dir poco geniale.  

 

venerdì 15 maggio 2020

Trova il tuo Sportster!!!!!!



Osserva attentamente la gamma 2020. Poi leggi qui e comprati la moto!!!!

883 IRON: è lo Sportster più venduto. Forte del suo look "total black" e  di una serie di particolari molto apprezzati. Se vuoi una Harley da personalizzare a piacimento è la moto che fa per te! Se poi ti stufi la rivendi subito. Prezzo 10.900 Euro



883 SUPERLOW: strizza l'occhio al pubblico femminile grazie alla sua ridotta altezza da terra (705 mm) che la rendono molto maneggevole, complici anche i cerchi da 17 pollici al posteriore e 18 all'anteriore. Le cromature del carter motore e dei coperchi delle testate, perfettamente integrate con la satinatura dei cilindri, sono un must per te. Lo Sportster deve essere elegante. La rivendibilità non è tra le migliori. Prezzo 10.800 Euro.



SUPERLOW 1200T: è ancora più rifinito della versione con motore 883. Non costa poco ma è votato al turismo grazie alla coppia di borse semi-rigide a sgancio rapido ed ampio parabrezza. Sei disposto a spendere 13.100 Euro per viaggiare nel massimo relax godendoti una grande maneggevolezza ???? Sappi che è il modello Sportster meno vendibile se decidi poi di cambiarlo. 






1200 IRON: il motore 1200 offre più brio rispetto alla versione 883 grazie ad un alesaggio maggiorato. Le grafiche del serbatoio anni settanta sono ispirate al periodo "AMF". 
Se ami la personalizzazione a trecentosessanta gradi e non hai problemi a spendere quasi mille euro in più rispetto alla 883, potrebbe essere la TUA moto. E' la più economica tra gli Sportster con cilindrata 1200. Un ottimo investimento. Prezzo 11.500 Euro.



Forty-Eight 1200: su questo modello si è scritto tanto e si continuerà a scrivere parecchio. E' semplicemente il modello Sportster forse più riuscito degli ultimi anni ed immediatamente rivendibile se lo si vuole cambiare. Le ruote da 16 pollici, le gomme panciute, i comandi avanzati ed il piccolo serbatoio da quasi otto litri garantiscono un look "bobberistico". Non costa poco, 12.700 Euro, ma sarai ampiamente ripagato anche dagli sguardi che ti arriveranno al bar. La versione "special" differisce per le grafiche  "AMF" e pochissimi, altri, dettagli. Stessa possibilità di rivenderla.



1200 CUSTOM:  differisce molto poco dal Forty-Eight. Anzi, praticamente è la stessa moto con qualche dettaglio che la rende più turistica e dall'aspetto "civile" come il grosso serbatoio, la sella biposto, il manubrio dritto, i comandi centrali ed i cerchi a raggi. Oltre ad una maggiore altezza da terra. Sembra quasi passare inosservata al grande pubblico anche se ha un suo "perchè". Ci puoi anche viaggiare. Costa praticamente quanto il Forty-Eight: 12.800 Euro. 




ROADSTER 1200: se hai il prurito nelle mani non esitare e compra subito questo Sportster dall'indole corsaiola. Il motore è quello standard, ma cambia la ciclistica rispetto agli altri modelli, anche se non vi sono stravolgimenti. Eppure la Roadster invita a fare il teppista, ingarellandosi con moto ben più potenti e guidabili. Costa molto, 13.200 Euro, ma ad oggi l'unica alternativa  in casa Harley-Davidson è lo Street Rod 750.   


mercoledì 13 maggio 2020

K Dragster




Harley-Davidson K model 1952 dragster


Harley-Davidson K model 1952 dragster


Harley-Davidson K model 1952 dragster

 Il classico esempio di come rendere “cattivo” un vecchio modello del 1952


Facciamo un passo in avanti. Alla “Company”, verso la metà degli anni cinquanta, si resero conto che serviva un modello che sostituisse il vetusto “K”, ormai non più in grado di reggere il confronto nei circuiti con le “inglesi” (molto più leggere e maneggevoli) che iniziavano a spadroneggiare
Sebbene vi fosse stato un continuo aggiornamento con l'introduzione di nuove versioni (dal KR per le competizioni al KHK stradale)  alla fine il modello “K” fu mandato in pensione per far posto al neonato Sportster.

Diversamente dallo Sportster il modello “K” non è entrato nel cuore degli appassionati. Quei pochi esemplari tutt'ora esistenti, hanno subito per la maggior parte un restauro conservativo oppure una leggera customizzazione, volta a migliorarne alcuni aspetti.
Un modello “K” rivisto in chiave dragster old-style fa abbastanza effetto per una serie di motivi, tra i quali la poca potenza del motore che, in questo caso, non è stato assolutamente elaborato

Gli interventi sono avvenuti unicamente a livello estetico e ciclistico (alleggerimento globale), sebbene l'esemplare in questione sia stato smontato completamente ed il telaio, oltre a subire un'opera di “molding” (eliminazione delle imperfezioni), verniciato in un rosso acceso e privato degli ammortizzatori posteriori.

Tante parti sono state forate per ridurre il peso, seguendo il paradigma della vecchia scuola.
Una preparazione inusuale ma molto affascinante! 


venerdì 8 maggio 2020

Harley-Davidson Speed Shop Firenze








Da sempre sulla cresta dell'onda, si connotano per Sportster dall'intrinseco sapore “Talamiano”.


Chi è molto giovane o nuovo dell'ambiente potrà conoscere questi ragazzi unicamente per la loro fama di “dealer”. Pochi sanno che, invece, la loro storia inizia tanti anni addietro (più di venti) come officina autorizzata Harley-Davidson “Americana”.  Una delle tante idee geniali del compianto Carlo Talamo per affiancare accanto alla rete ufficiale di vendita “Numero Uno” una assistenza qualificata sulle moto americane. 

Nel tempo i ragazzi fiorentini hanno messo in mostra le loro abilità diventando un vero e proprio punto di riferimento nella Toscana e non solo. I loro Sportster elaborati sono apparsi su molte riviste del settore, catturando le attenzioni degli appassionati, ed anche su diverse pubblicità.

Tra le tante mi piace molto quella del 2016 (la prima in ordine cronologico)  che ha al centro uno Sportster Scrambler a carburatore molto semplice, ma di ottima fattura.

Il messaggio di per se non è nulla di trascendentale, ma la pubblicità è costruita molto bene ed è un ottima vetrina per mostrare le proprie abilità.

Dimenticavo. Il “logo” della concessionaria è da dieci e lode!!!!


mercoledì 6 maggio 2020

Forza Bruta!!!







Un tranquillo Sportster del 2001 viene trasformato in una moto da teppista!!!


Capita assai di rado di imbattersi in elaborazioni su base Sportster in chiave tanto spinte sia a livello estetico che ciclistico. A vedere questa moto da lontano sembra la solita "jap" da sparo di ultima generazione, modificata per le gare clandestine su strada.
A parte il telaio, di originale dello Sportster 883 del 2001 è rimasto molto poco. Poichè è quello che rimane più impresso, iniziamo dalla parte ciclistica.

Svaliggiando (....pardon....attingendo....) all'ampio catalogo Hyperpro si è montata una nuova forcella con steli da 43mm, ammortizzatori posteriori più lunghi (da 11,5 a 12 pollici), cambiando anche le piastre di sterzo in modo da intervenire sull'off-set per migliorare la maneggevolezza della moto. I cerchi sono in alluminio forgiato da 17 pollici ed anteriormente troviamo una coppia di dischi dotati di pinze Brembo. La stessa Brembo fornisce anche la pinza posteriore. E' stato poi montato un forcellone in alluminio ricavato dal pieno (raramente ne ho visti di così ben fatti) che ha permesso il montaggio di una trasmissione finale a catena. 

Il motore è la parte meno esasperata, dal momento che è stato portato a 1200 cc con un kit Wiseco, abbinato ad un carburatore Mikuni HSR da 42mm ed un doppio scarico fornito da Tramp Cycle.

In mezzo ad un lavoro così importante, fatto di alluminio utilizzato ovunque, si notano le tubazioni del motore in treccia metallica montate al posto delle originali e l'ampio radiatore dell'olio dalla forma ricurva.

E se questo Sportster fosse veramente stato realizzato per  battere qualche "jap" durate gare clandestine notturne nelle metropoli ??????


mercoledì 29 aprile 2020

XR-TT Replica 1200


Nessuna diavoleria tecnica per questa “replica”.


Chissà come mai, quando si pensa di replicare qualche moto iconica vengono spesso in mente sacrifici umani e denaro speso a palate.
Fortunatamente non è sempre così. Bisogna avere, però, l'occhio fine ed il polso della situazione.
Per avere un “XR-TT Replica” basta relativamente poco. Con qualche accorgimento può essere assemblato anche in casa. 

Ovviamente la parte più difficile è rappresentata dalle sovrastrutture in fiberglass che possono essere commissionate e fatte realizzare a qualunque azienda del settore (anche se in questo caso troviamo un grosso serbatoio in alluminio che funge anche da serbatoio dell'olio).
La base di partenza ottimale (come in questo caso) è uno Sportster Evolution pre-2003, meglio se nella cilindrata 1200 (per ovvie ragioni legate alla maggior potenza del motore).
Su questo Sportster è stato spostato il serbatoio dell'olio sotto al motore e collocata la batteria dentro al grosso codone.

A livello ciclistico, la forcella è rimasta di serie ed ha subito il trapianto di nuove molle abbinate ad olio più denso. Posteriormente un paio di ammortizzatori Koni regolabili, leggermente più lunghi degli originali, lavorano su un differente forcellone in alluminio. I cerchi sono a raggi da 18 pollici. Completa la ciclistica un ammortizzatore di sterzo WP e pedane arretrate.
Il motore è strettamente di serie, salvo un carburatore Mikuni HSR42 ed un paio di scarichi Supertrapp alti.

La colorazione, ovviamente, è fedele all'originale. 
Come si vede, gli interventi sono stati importanti, ma si può anche optare per un intervento solo sulle sovrastrutture e sugli scarichi.