The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 2 dicembre 2020

Spanish Flyer






Negli anni novanta la tendenza per customizzare gli Sportster  (quando non si voleva realizzare un bel chopper con telaio rigido) era più o meno una: ciclistica prelevata da qualche “jap” sportiva, motore elaborato pesantemente, verniciatura vistosa. Questo prima che negli anni duemila si affermasse il fenomeno cafe racer e, un decennio più tardi, si iniziasse ad esplorare infinite forme di customizzazione.

Specialmente in Francia si poneva molta attenzione all'aspetto cromatico, fondamentale per supportare un'ottima elaborazione.

Nel 1997 sulla rivista Freeway Magazine Italia appare questo Sportster costruito in Spagna seguendo quella logica. La base di partenza è un 883 del 1991 con cambio a cinque rapporti e trasmissione finale a cinghia, sul quale viene montata una forcella a steli rovesciati prelevata da una Suzuki GSX-R 750, abbinata a cerchi della Performance Machine in lega da 17 pollici di diametro con canale da 3.5 (anteriore) e 4.5 pollici al posteriore.  La stessa azienda fornisce anche i dischi freno, molto in voga in quegli anni.

Il motore subisce un notevole aumento di potenza grazie alla cilindrata portata a 1427 cc tramite pistoni Axtell, carburatore S&S Super G dotato di Thunderjet, cammes Redshift, aste Crane, scarico due-in-uno Supertrapp.

Troviamo una serie di altri componenti di pregio come le pedane arretrate Storz, specchietti Arlen Ness e carrozzeria di tipo “warbird”, altro elemento che per un periodo di tempo è stato utilizzato in molte preparazioni.


venerdì 27 novembre 2020

Flattrack 750 by Harley-Davidson Monza





E' la bellissima  “special” realizzata da Harley-Davidson Monza, ma non ha come base uno Sportster......


Molti sicuramente storceranno il naso e riceverò diverse critiche, anche a fronte del fatto che questo blog è dedicato allo Sportster (seppur con qualche piccola divagazione), ma questa motoretta la dovevo assolutamente pubblicare e dire la mia, anche se è conosciuta da tempo.

Prima di continuare a leggere rispondete ad una semplice domanda: avete mai provato la Street-Rod 750 ?????? Se non lo avete fatto, provatela quanto prima, liberi da pregiudizi sul fatto che non sia una  “vera” Harley-Davidson.

Di certo la Street Rod 750 è molto “plasticosa” e se togliete il logo sul serbatoio potrebbe sembrare tranquillamente una di quelle tante moto cinesi dai nomi improponibili che circolano da tempo. Ma provate a salirci sopra e prima ancora a girale un poco intorno.....

Io l'ho provata dagli amici di Harley-Davidson Jesi e mi sono ricreduto!!!! Se cliccate qui leggerete le mie impressioni  e potrete farvi un'idea.
Tanto per fare un paragone, poco prima della Street Rod 750 ho provato la Royal Enfield Interceptor 650 (sulla quale sono salito nuovamente poco tempo addietro) che, seppur ottimamente realizzata, dalle linee coinvolgenti, dall'incredibile fascino “british” e dal prezzo giusto, lascia a desiderare in quanto a pure sensazioni di guida, se paragonata alla Street Rod 750 la quale, al contrario, è un “brutto anatroccolo”.

Della Flattrack 750 ho avuto modo di parlare con l'amico Paolo Ghirindelli del blog Due Cilindri il quale dopo aver visto (e penso anche provato) la moto me ne ha tessuto le lodi. Molti sui social ne hanno parlato malissimo ed una persona che l'ha comprata si è detto pentita perchè per l'idea che aveva in testa forse era più indicato uno Sportster da trasformare in casa. 

Diciamola tutta: è una moto da fighetto. Una moto che possono permettersi in pochi, perchè i 13.400 Euro richiesti sono tanti denari (anche se giustificati dalla qualità dell'elaborazione), soprattutto se si pensa che con poco di più (13.900 Euro) si compra il nuovo Softail Standard con motore da 1746 cc (!!!!!!!!). Certo, non si parla di una cifra impossibile, ma la moto è di fascia medio-alta. 

Però nella Flattrack 750 c'è moltissima sostanza. Più di quanto sembri. La moto, pur essendo praticamente di serie a livello tecnico (salvo i pneumatici da flat-track, il filtro dell'aria aperto ed il terminale Supertrapp) è stata rimaneggiata con una cura incredibile e la massima attenzione ai molti particolari. Evidente è lo spostamento di tutte le varie tubazioni del motore, nonché della loro sostituzione con altro materiale. Non immediatamente percepibile è la generale opera di alleggerimento a livello globale. Ad Harley-Davidson Monza sono riusciti non solo a rendere fascinosa una moto obiettivamente brutta, ma ad esaltarne il carattere.

Entra poi in gioco un altro aspetto, ma qui si esula dal mero lavoro sulla moto.
Guglielmo Zappa, attingendo ai suoi trascorsi (oltre venti anni a maneggiare vendere Harley-Davidson.....) “Talamiani”, ti vende non solo una bellissima “special”, ma anche un'idea. E qui sta principalmente il suo abile lavoro di marketing e comunicazione a cui facevo riferimento sopra, parlando dei suoi trascorsi. La linea di abbigliamento dedicata ed altri gadget che vengono dati insieme alla moto ne aumentano moltissimo il fascino.

Ora non mi resta che provarla non appena sarà possibile. Evitando poi di indebitarmi fino al collo per comprarla......




 


mercoledì 25 novembre 2020

Ghost Rider Buell



Vi ricordate l'eroe della Marvel impersonato da Nicolas Cage ???? Aveva un “panhead” simile a quello di Easy Rider, uno Sportster 883 con codino da flat-track e manubrio largo, privo di parafango anteriore ed una Buell con la quale compiva le sue migliori acrobazie: celebre l'inseguimento in autostrada con tanto di frenata con impennata della ruota posteriore....

La moto è una X1, qui abilmente replicata, con specifici interventi. Telaio e forcellone interamente cromati (così come l'alloggiamento per la batteria, carter motore e copri-testate), verniciatura “flame” su base bianca anche per la sella, rimozione dei parafanghi.

A livello tecnico, l'intervento più importante ha riguardato il kit con protossido d'azoto (con relativa bombola montata sopra il filtro dell'aria) in grado di far fare alla moto accelerazioni brucianti, un doppio scarico sotto sella (diversamente da quello originale che andava sotto in motore in modo da abbassare anche il baricentro), un ammortizzatore posteriore fornito dalla Penske, ed una coppia di pneumatici tassellati.

Ora non resta che trovare una X1 da elaborare!!!!


 

mercoledì 18 novembre 2020

Under 6!!!!



I dragster non sono quel genere di moto in voga nel vecchio continente. Ogni tanto si vedono elaborazioni a tema e ci sono anche dei campionati organizzati, ma si tratta di ben poco, diversamente da quanto avviene negli Stati Uniti.

Questo Sportster costruito per le gare di accelerazione è apparso sulla rivista Freeway Magazine del lontano 1995, mostrando quanto si può elaborare lo “small-block” (inserito in un telaio apposito...).  

La cilindrata è infatti arrivata a 1900 (pistoni Ross) ed è stato indispensabile intervenire su imbiellaggio (S&S) ed albero motore per evitare rotture immediate. Carburatore S&S, teste STD, cammes Zippers ed accensione Dyna S Single Fire (che fornisce la scintilla all'interno del cilindro nella fase utile e non in maniera simultanea) completano l'opera.

Sono passati oltre venti anni dalla costruzione di questo Sportster per le drag-racing e questo la dice lunga su quanto questo motore sia robusto, dal momento che è stato spremuto a dovere.


mercoledì 11 novembre 2020

Smanett-One!!!!!



 
                                       
                                                                         
          

Le preparazione in chiave racing degli Sportster, in Europa negli anni novanta, era sostanzialmente quella che si vede su questa moto apparsa sulle pagine della rivista italiana Freeway Magazine del 1995: si interveniva a fondo sul motore (talvolta anche sulla ciclistica adottando cerchi e forcelle prelevati da "jap" sportive), si montavano parafanghi in materiale plastico (prelevati da qualche catalogo) e si verniciava la moto in maniera abbastanza vistosa. Semi-manubri e pedane arretrate erano d'obbligo, seppur il concetto di cafe-racer si sarebbe affermato come moda negli anni duemila. 

Su questo Sportster 883 del 1989 (con trasmissione finale a catena e cambio a quattro rapporti) è stato cromato anche il telaio. Il motore è stato elaborato secondo la ricetta dell'epoca che prevedeva carburatore (nello specifico S&S Super E), motore portato a 1200 cc con pistoni dal diametro più grande (quasi sempre si utilizzavano i Wiseco dello stesso peso degli originali), alberi a cammes dal profilo più spinto (Andrews come in questo caso o Screamin'Eagle) e scarico due-in-uno Supertrapp (raramente venivano adottati altri scarichi). In più sono state lucidate le teste e rifatto completamente l'imbiellaggio.

A parte la verniciatura, negli anni questo modo di rivisitare gli Sportster in chiave quasi pistaiola ha fatto tendenza.


mercoledì 4 novembre 2020

Exciting racer!!!!!





Un prototipo da corsa realizzato inserendo il motore Harley-Davidson XR1000 del 1983 dentro ad un telaio in traliccio Buell.


Quando si parla di moto da corsa in casa Harley-Davidson possiamo vedere tante situazioni. La storia ci insegna infatti che la famosa XR750 è nata da un motore XLR inserito dentro il telaio di un KR750 (la versione racing della serie K, la progenitrice dello Sportster).

Da quanto si conosce di questa moto, sembra che telaio (della S1) e motore siano praticamente di serie: piccoli interventi nella parte posteriore del telaio ed all'interno del motore tramite un minuzioso lavoro di lucidatura delle teste e di bilanciamento degli organi interni, dopo averlo smontato tutto.

Differentemente dal motore originale, lo scarico è un due-in-uno che esce basso sul lato sinistro in modo da centralizzare il più possibile le masse abbassando il baricentro (prerogativa dei telai Buell).

Una entusiasmante moto da corsa!!!!!


mercoledì 28 ottobre 2020

Strano mix


Chi ha ideato questo Sportster ha voluto osare molto nelle forme e nell' utilizzo.


Negli anni novanta quando si customizzavano gli Sportster si interveniva solitamente in due direzioni ben precise: chopper-bobber oppure sportiva, dal momento che di scrambler non conosciute, le moto da flat-track erano ad appannaggio unicamente di un pubblico americano specialistico, mentre di cafe racer si sarebbe iniziato a parlare qualche anno dopo.....

Quando si interveniva in chiave sportiva, quindi, si elaborava dapprima il motore eppoi, molto spesso, si trapiantava la ciclistica di qualche modello racing del “Sol Levante”.  Il tutto abbinato a brillanti verniciature e cromo in abbondanza.

Lo Sportster 1200 R del 2007 qui proposto, riprende i concetti di quegli anni delle moto sportive portandoli ancora più avanti, con forti dubbi a livello estetico.

Il motore, salvo scarichi (collettori alti con terminali originali) e filtro più aperti resta di serie. Cambia la ciclistica con ammortizzatori posteriori dal maggiore interasse e l'allungamento della forcella che hanno di fatto aumentato l'altezza della moto da terra, rendendola simile ad un motard. I cerchi sono da 18 pollici, dal canale più largo (ha comportato la trasmissione finale a catena) e lavorano con l'ausilio di un impianto frenante Brembo.

Come detto è l'abbinamento della carrozzeria a dare risalto a questa moto, unitamente ad una verniciatura sgargiante che richiama le moto da cross.