Tutto su Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità fatta in Italia dagli anni novanta. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

martedì 11 ottobre 2016

One Puch

one puch sportster brat by zadig motorcycles side right

one puch sportster brat by zadig motorcycles front left angle

one puch sportster brat by zadig motorcycles front right angle

one puch sportster brat by zadig motorcycles rear exhausts

one puch sportster brat by zadig motorcycles tank

one puch sportster brat by zadig motorcycles front handlebar brake

one puchsportster brat  by zadig motorcycles front and fork

one puch sportster brat by zadig motorcycles engine and tank

 

Arriva dal Belgio questo Sportster brat, con un retrogusto cafè, che si ispira alla cultura gitana. 


Da sempre le pellicole cinematografiche hanno rappresentato fonte di ispirazione per il mondo  “custom” delle due ruote, specialmente il film era incentrato in qualche modo sulle motociclette. Le Harley-Davidson  “Panhead” di Billy e Captain America in “Easy Rider”, tanto per fare un esempio, sono state oggetto di vera e propria venerazione per molti che le hanno volute in qualche modo replicare.

Ma, come detto, se le moto hanno rappresentato il maggior elemento di ispirazione, il custom in genere  ha attinto in qualche modo da tutto il cinema in genere. Come non citare le ultime moto realizzate direttamente da alcuni concessionari  Harley-Davidson di Australia e Nuova Zelanda in omaggio agli eroi della Marvel ????
Pare che questo Sporty si ispiri ad un film di Brad Pitt dei primi anni duemila.

Si tratta di una moto essenziale e selvaggia, privata di tutto il superfluo, dove l'unica concessione alla comodità è data da una striminzita sella in cuoio, che si sposa alla perfezione con i motivi gitani incisi sul serbatoio recuperato in una pattumiera.

Non è uno Sportster dell'anteguerra, ma una 883 del 2007 abilmente invecchiata, anche attraverso un uno sapiente degli spazi vuoti: il telaio è stato modificato nella parte posteriore in modo da poter dare alloggio al doppio scarico libero che si sviluppa sotto la sella e poter riallocare la batteria, offrendo la sensazione di qualcosa che viene da un tempo lontano. Tutto è finalizzato a questo aspetto: dal faro anteriore dotato di vetro giallo, ai pneumatici, alle manopole marroni che si intonano alla perfezione con la sella, al filtro dell'aria con la retina, allo stupendo tappo del serbatoio.


UP: le incisioni sul serbatoio

DOWN: il contachilometri originale di tipo digitale che stona con il tipo di moto.