Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 27 luglio 2022

Verso l'inferno!!!!! - 1977 Sportster XLCH chopper




Non importa da dove tu venga e dove tu voglia andare. Potrai prendere mille direzioni. Potrai percorrere mille strade. Potrai incontrare mille persone. Potrai anche decidere di viaggiare da solo. 

Dovrai essere sempre accompagnato dal tuo senso di libertà che, insieme al rispetto per gli altri, dovrà prevalere su ogni tua scelta. Potrai pure decidere di viaggiare una vita con un'unica destinazione verso  l'inferno dei mortali: due ruote rozze su un telaio rigido ed un motore arcaico, con forcelle che sembrano puntare inesorabilmente verso l'alba o il sole che tramonta. L'importante è che tu decida di farlo. 

Un chopper è la moto ideale. Affronterai inconvenienti, ma fanno parte della strada scelta.

Puoi iniziare il tuo lungo viaggio partendo da un vecchio Sportster Ironhead sul quale farai interventi nel tuo garage di casa, magari con l'aiuto di qualche amico fidato, un paio di birre e del sano rock-and roll ad accompagnare la tua sete di libertà.

Potrai alloggiare il motore in un telaio rigido, oppure lavorare su quello che hai montando due barre in acciaio al posto degli ammortizzatori ed eliminando i supporti del telaio posteriormente, dove potrai mettere un parafango a filo di ruota con una sella a doppia altezza ed un lungo sissy-bar dove legare tenda e sacco a pelo. Poi eliminerai tutto il superfluo (ad iniziare dal parafango anteriore) e si semplificherai l'impianto elettrico. 

Il motore, per non comprometterne l'affidabilità, lo dovrai controllare da cima a fondo ma facendolo restare di serie. Un bel serbatoio da 12,5 litri rappresenterà per te la scelta corretta per non doversi fermare continuamente al benzinaio e rischiare di rimanere a secco.

Sei pronto a partire????

mercoledì 20 luglio 2022

Bobber Elegante - 2001 Sportster 883






Bobber e chopper sono tra quelle moto che, quando vengono costruite o elaborate, sono soggette a diverse interpretazioni: si può cercare l'aspetto rude oppure, al contrario, scegliere di dare un tocco raffinato. 

Quando si decide per questa seconda opzione bisogna avere cura dei particolari.

Su questo Sportster notiamo una vernice viola "metal-flake" estesa anche a telaio (che ha comportato lo smontaggio pezzo per pezzo di tutta la moto), serbatoio dell'olio e forcellone, oltre alla cromatura di diverse parti.

E' stato montato un corto parafango con sella fatta a mano (dopo aver segato i supporti posteriori del telaio) e fanalino fissato sotto al parafango.

Serbatoio dell'olio e del carburante sono stati realizzati a mano. In particolare quello del carburante è stato sagomato a mano nella parte interna.

Grande lavoro è stato il riposizionamento della batteria sotto al forcellone, con il vantaggio di abbassare il baricentro.

La moto è stata tutta abbassata attraverso una coppia di ammortizzatori più corti e l'abbassamento di due centimetri della forcella originale, ottenuto tramite una lavorazione al tornio. Sopra è stata montata una copertura verniciata nella stessa tinta del resto della carrozzeria. Il resto della ciclistica resta di serie, così come il motore (accuratamente lucidato) che vede solo il montaggio di uno striminzito filtro dell'aria aperto ed un paio di scarichi liberi che scorrono sovrapposti. 

mercoledì 6 aprile 2022

Kuzuri Sportster 1200 chopper






E' noto che la globalizzazione e la relativa diffusione dei social-media ha portato verso la conoscenza di situazioni prima ad appannaggio di pochi, facendo emergere anche nuove realtà del tutto inaspettate.

E tra le realtà del tutto inaspettate vi è l'Indonesia dove grazie  alla diffusione della cultura "custom"  ogni tanto saltano fuori belle realizzazioni, assai rare quando si parla di Harley-Davidson in generale e Sportster in particolare.

Il chopper che vedete è addirittura una vera "perla", stante il numero di parti costruite a mano e la perfetta armonizzazione delle linee. Si nota l'impronta della vecchia scuola nipponica (anche grazie alle numerose visite al Custom Show di Yokohama), solo che in questo caso si è fatto ricorso all'utilizzo di un moderno motore Evolution e non un vecchio Ironhead. 

Contrariamente a quanto si possa pensare non si è proceduto a modificare un modello già esistente, ma si è comprato un motore da 1200 cc in pessimo stato, attorno al quale è nato il progetto. Il telaio rigido è stato costruito direttamente in Indonesia, andando nella precisa direzione di un design senza tempo. 

Rigenerato lo "small-block", senza alcuna modifica (salvo scarichi e filtro dell'aria aperto), si è provveduto ad avviare il processo di sabbiatura dello stesso. Ad una forcella  con steli da 39mm è stato abbinato un cerchio da 21 pollici con pneumatico Avon Speedmaster. Scelta del tutto insolita quella di montare un pneumatico Firestone posteriormente accoppiato ad un cerchio da 18 pollici.

L'estrema ricerca della pulizia delle linee ha richiesto che i cavi fossero il più possibile nascosti. Nel contempo si è cercato di limitare il peso al massimo e questo ha comportato oltre l'eliminazione di  tutte le parti superflue e l'alleggerimento di altri componenti ricorrendo alla vecchia scuola attraverso fori sugli stessi. Qualche dettaglio veramente "cool" come la chiave di accensione spostata sul carter sinistro ed il tendicatena creato utilizzando parti di uno skate.

 

giovedì 24 febbraio 2022

Sportster XLCH 1969 chopper





La maggior parte degli appassionati conosce bene la storia dei primi chopper risalenti alla fine del secondo conflitto mondiale, quando negli USA reduci dalla guerra iniziarono a spogliare le loro moto di tutto il superfluo per farle andare più veloce e per porsi in netto contrasto con il perbenismo dilagante del paese. Tendenza che, parallelamente, si sviluppò in Inghilterra con il movimento legato alle cafe-racer.

Potrebbe capitare (a patto di avere molta fortuna ovviamente....) di trovarsi tra le mani un vecchio motore Ironhead Sportster: cosa farne ???? Una soluzione potrebbe essere quella di creare un chopper come questo, abbinandolo ad un telaio rigido e poco altro.

La moto in questione, a fronte di una sua semplicità, è frutto di un attento studio che ha comportato un restauro completo di motore e telaio (oltre ad una sostituzione degli ammortizzatori con un telaio aggiuntivo posteriore rigido).

Il tutto è stato abbinato a cerchi Borrani, forcella da 43 mm, una coppia di corti scarichi, uno striminzito parafango posteriore, ed un serbatoio del carburante piccolissimo fornito dalla ditta britannica Wassel. 

Il chopper è molto rifinito (da notare i cavi del manubrio inseriti tutti all'interno dello stesso), ma si può replicare tranquillamente e con una spesa irrisoria.

Siete pronti a cercare in qualche fienile un vecchio motore Ironhead Sportster????? 

mercoledì 27 ottobre 2021

Fiamme perenni!!!! - XLH 883 del 1990






Godetevi questo "chopperino" semplice, semplice, ma dall'indiscutibile fascino, realizzato sulla base di un vecchio Sportster, quattro marce, con trasmissione finale a catena, dalla linea semplice ed essenziale che non concede nulla a fronzoli vari. 

Premetto che in Italia una moto del genere, per poter essere in regola con il Codice della Strada, necessita di una serie di adempimenti burocratici (che confluiscono nell'aggiornamento della carta di circolazione) da far passare la voglia di costruirsela, ma vale la pena vedere come è fatto. 

Il primo aspetto da tenere in considerazione riguarda il telaio originale sostituito con uno rigido (....comunque improponibile in alcune città italiane a causa delle buche, vere e proprie voragini....). Poi, a voler essere pignoli, l'assenza di specchietti, frecce e....silenziatori!!!! Il rigido, comunque, è stato ottimamente realizzato, utilizzando molte parti originali, come freni, cerchi e forcella, abbinati ad un serbatoio del carburante da 12,5 litri (in luogo dell'originale peanut da 8,5 litri), un differente serbatoio dell'olio, sagomato all'interno del telaio ed uno striminzito parafango posteriore in alluminio. Il motore è originale salvo due drag-pipes ed un carburatore S&S con filtro dell'aria aperto. 

Vi è venuta voglia di costruirlo ??????

venerdì 22 ottobre 2021

Sportster Bobber/Tracker





Ecco un esempio di come mettere le mani su uno Sportster "bobberizzandolo" per la città senza fare danni. Quando parlo di "danni" faccio riferimento a quelle modifiche irreversibili che spesso si fanno non dettate da esigenze pratiche come, ad esempio, rotture causate da incidenti

Molti hanno l'insana abitudine di segare i supporti del parafango, che stanno dopo gli ammortizzatori, per conferire allo Sportster di turno un aspetto più filante. Intervento irreversibile!!!!!

Questo Sportster 883 non ha nulla di trascendentale ma solo pochi interventi e ben mirati, che dovrebbero essere presi seriamente in considerazione

E' sufficiente togliere il parafango anteriore e montarne uno corto posteriormente per far cambiare aspetto alla moto. Se si vuole andare un poco oltre, come in questo caso, si può anche montare una forcella a steli rovesciati proveniente da una Buell, utilizzando il cerhio originale. Il motore, salvo un kit dinojet ed uno scarico due-in-uno, è assolutamente originale. La verniciatura e l'abbinamento cromatico sono di fondamentale importanza. 

Che ne dite ????? 

mercoledì 8 settembre 2021

Spirito Racing!!!!! - XLH 1970

 






Gli anni settanta segnano un cambiamento epocale nella società odierna e nemmeno Harley-Davidson non sfugge a questa ansia di rinnovamento nata dal movimento culturale del 1968 e presenta diverse novità sui modelli Sportster che, dal 1972, avrà il motore con alesaggio aumentato, portando la cilindrata a 1000 (in luogo degli originari 883 cc).

La moto della foto è una delle ultime versioni con motore 883, dato che si tratta di un XLH del 1971 (la H aggiunta alla sigla XL fu un una mossa del marketing HD per differenziare il motore più potente grazie ad un aumento del rapporto di compressione da 7,5:1 a 9:1 e del diametro delle valvole, oltre all'adozione di punterie più leggere) ed è stata elaborata ispirandosi alle vecchie KR 750 da competizione con motore a valvole laterali. 

Il telaio originale è stato sostituito con uno di tipo rigido ed è stato abbinato a cerchi e freni originali (a tamburo!). Nel montare il motore (rimasto di serie salvo un carburatore S&S Super E abbinato ad un filtro dell'aria aperto e due drag-pipes) si è provveduto a ricostruire tutto l'impianto elettrico, ora dotato di diversi cablaggi e semplificato. 

L'impronta racing impone di non lasciare spazio ad inutili accessori e di contenere il più possibile il peso. Ecco che il parafango posteriore è ridotto al minimo e l'anteriore eliminato, mentre il serbatoio del carburante è il classico "peanut" da 8 litri.  Ovviamente di specchietti e frecce nemmeno a parlarne. Pur se la moto sembra costruita per gli ovali in terra battuta, mancano un paio di pneumatici con il tassello. Ma si tratta di dettagli......

giovedì 3 giugno 2021

Little HD

sportster chopper freeway magazine 1996




Quando, negli anni novanta, la presenza HD in Italia iniziò a farsi sempre più importante, grazie a Carlo Talamo ed alla sua Numero Uno, immediatamente emerse una netta distinzione tra chi aveva il "1340" e chi aveva lo Sportster. Il primo era, per la maggior parte dei casi, l'harleysta "figo", mentre lo Sportster veniva considerata la moto di passaggio verso la cilindrata maggiore. 

Il mondo delle corse statunitensi con gli Sportster era pressochè sconosciuto in Italia e poco nel resto dell'Europa. Le preparazioni che utilizzavano come base gli "small block" non erano moltissime. 

Accanto alle rivisitazioni in chiave sportiva, con ciclistiche prelevate da moderne "jap" iniziarono a diffondersi chopper su base Sportster con telai cambiati. Questo Sportster 883 del 1988 segue la tendenza dell'epoca: telaio rigido (Pauchgo) con largo cerchio posteriore da 16 pollici ed anteriore da 19, manubrio basso, abbondanza di cromature, motore elaborato ricorrendo all'aumento di cilindrata tramite pistoni maggiorati Wiseco, montati dopo aver alesato i cilindri, carburatore S&S, scarichi liberi.    

mercoledì 16 dicembre 2020

Nata per vincere






Negli anni novanta apparvero in Europa su alcune riviste specializzate (….all'epoca internet non esisteva...) i primi chopper di Arlen Ness, caratterizzati da lunghi ed avvolgenti parafanghi in materiale plastico, verniciature “flame”, manubri ape-hanger, cerchi lenticolari cromati, ampio utilizzo di alluminio billet. 

Fecero subito tendenza e molti si cimentarono nella costruzione di moto simili, utilizzando per lo più i Big Twin da 1340 cc (che Ness spesso elaborava all'inverosimile....).

Raramente si sono viste realizzazioni su base Sportster come questa.

Il motore Sportster 883 (elaborato fino a 1200 cc tramite pistoni Wiseco, con l'aggiunta di un carburatore S&S Super B e scarichi “fishtail”) è stato inserito in un telaio rigido, con una grande inclinazione del cannotto di sterzo,  abbinato ad un cerchio posteriore lenticolare ed uno anteriore a raggi (entrambi da 16 pollici). Il tutto corredato da alluminio a profusione.


mercoledì 21 ottobre 2020

After war


In Italia vedere un "vero" bobber è sempre più raro per diversi fattori, principalmente legati a problematiche di ordine legale ed al tipo di strade che, soprattutto nelle metropoli, sono dissestate.

Negli Stati Uniti, diversamente, i bobber su base HD sono un vero e proprio must e molte realizzazioni sono ispirate dalla tradizione americana.

Il motore di questo bobber su telaio rigido è di un XLCH 900 del 1969 (la versione più spinta dell'XLH), utilizzato molto spesso su bobber e chopper, lucidato e rimesso a nuovo nell'estetica ma non revisionato, cui sono stati sostituiti solo gli scarichi (con due drag-pipes) ed un filtro dell'aria aperto. La moto si ispira al periodo post-bellico della Seconda Guerra Mondiale e fondamentali sono stati la cura dei particolari, ad iniziare dalla verniciatura verde oliva e la forcella "Springer".  

Ogni dettaglio (anche il posizionamento del faro) è studiato attentamente. L'effetto è quello dei vecchi Flathead degli anni quaranta.


 

mercoledì 16 settembre 2020

Figlio dei fiori!!!!





Un vecchio Sportster Ironhead che sembra arrivare direttamente dagli psichedelici anni settanta.

Quando si parla di chopper, la maggior parte delle realizzazioni avvengono tenendo a mente quel periodo da cui, per molti, nacque tutto.

Diversamente da altri Sportster chopperizzati seguendo lo stile di quegli anni, la caratteristica principale di questo XLH del 1964 è quella di montare una carrozzeria in vetroresina (costruita proprio in quegli anni) formata da un unico, ridotto, elemento costituito da parafango-sella-serbatoio del carburante, verniciato in blu metallizzato a due colori, sul quale è stata montata una sella con funzione di sissy-bar e numerose cuciture diamantate all'interno.

Il telaio è stato lavorato nella parte posteriore in modo da farlo diventare rigido. I cerchi sono Borrani da 19 pollici all'anteriore e 18 al posteriore.
Il motore è stock, salvo un filtro dell'aria aperto ed una coppia di drag-pipes (che diventano un vero e proprio must su questo tipo di moto).
Si tratta di una moto che può essere tranquillamente costruita nel garage di casa senza particolari competenze e senza doversi indebitare per tutta la vita.
Volendo si possono ottenere gli stessi risultati anche lasciando gli ammortizzatori originali.   

mercoledì 15 luglio 2020

Hot Rod S1







Prendete il motore di una Buell S1 del 1996 e provate a montarlo su un telaio rigido......


.....non un telaio a caso, ma con precise caratteristiche: tubi di grosso diametro, inclinazione del cannotto di sterzo minima e trave centrale che non scende  "a picco" verso la parte posteriore del telaio. 

Vi piace l'idea ????? 

Bene. Senza stare a passare le giornate a cercare un telaio in giro, prendete quello di un vecchio Sportster Ironhead, tagliatelo nella parte posteriore e trasformatelo in rigido. Abbinate forcella e cerchi originali Sportster dotati di pneumatici Dunlop Qualifier e costruitevi da soli una serie di parti come il serbatoio dell'olio, il piccolo serbatoio del carburante, il parafango posteriore in alluminio con la relativa staffa, la sella e le pedane (oltre a qualche altro particolare). Il motore Buell è dotato di cavalli a sufficienza ma ha bisogno di far sentire la sua voce gutturale. Montate quindi uno scarico due-in-uno abbinato ad un filtro dell'aria aperto.  Poi verniciate tutto di nero con le grafiche John Player Special ed avrete un perfetto hot-rod!!!!!