Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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giovedì 6 giugno 2024

Sogni ribelli!!!!





L'European HOG Rally 2024 che si svolgerà a Senigallia metterà in mostra chopper simili con abbondanti cromature, alluminio billet a profusione, verniciature metal flake e telai rigidi ????? La domanda è più che lecita dal momento che siamo in estate ed il chopper sembra legarsi benissimo con questa stagione. Inoltre, proprio questo tipo di chopper sembra più in linea con gli "hogger" rispetto a quelli rozzi e selvaggi (con anche forcelle chilometriche) che si vedono ogni tanto.

Lo Sportster apparve sulla rivista Freeway Magazine nel lontano 2005 e fu subito apprezzato per le linee pulite (non si vedevano le saldature fatte) ed i numerosi particolari estremamente curati. Per alcuni aspetti richiamava le moto costruite da Arlen Ness, sebbene il motore utilizzato fosse uno "small-block" Evolution interamente stock, salvo scarichi e filtro dell'aria.

La forcella Springer altro dettaglio degno di nota.

C'è da dire, inoltre, che in quel periodo in Italia il custom su base Harley-Davidson stava acquistando nuovamente una propria fisionomia, spinta dal nuovo corso dell'importatore e dai tanti preparatori che si erano affermati. Internet ancora non era diffuso come oggi, ma le molteplici riviste di settore contribuirono non poco alla crescita della cultura custom, prima lasciata a poche persone.

 

mercoledì 29 maggio 2024

Cosa non fare con una Buell a traliccio






                                           


Vi ricordate di Erik Buell e delle sue splendide moto che utilizzavano il motore Sportster 1200 debitamente "pompato" ????? Bene!!!!! Tenetevi l'immagine che avete ben stretta, perchè ultimamente stiamo assistendo a sempre più persone che "cannibalizzano" senza pietà diversi modelli S1 ed M2 quando, invece, andrebbero conservati con cura e restaurati sebbene, come in questo caso, il risultato finale sia sorprendente. 

Da questo blog mi sono espresso mille volte sul fatto che determinati modelli di moto (e di Sportster in particolare) vadano elaborati senza stravolgimenti, migliorandone solo alcuni aspetti, ed apportando modifiche reversibili.

Tornando al discorso Buell, i modelli con il telaio in traliccio, quelli prodotti più o meno fino agli inizi degli anni duemila, rappresentano il maggior valore laddove, lo stesso appeal e successo commerciale non hanno avuto le versioni XB con il telaio che funge da serbatoio del carburante, sebbene la soluzione tecnica sia stata alquanto ingegnosa. 

Il motore di una Buell S1 del 1996, praticamente di serie salvo accensione Dyna Single Fire, bobine S&S e scarico corto dotato di valvola interna per variarne il rumore, è stato alloggiato in un telaio rigido che assomiglia molto ai vecchi Softail per le geometrie. I cerchi solo da 18 pollici al posteriore e da 21 pollici all'anteriore, abbinati a freni Beringer (dietro) e Performance Machine (davanti).

Il serbatoio del carburante è in puro stile Sportster, mentre gli striminziti parafanghi sono in alluminio sagomati a mano. Poi ci sono tutta una serie di particolari che rendono la moto molto interessante tra cui, soprattutto, la vernice verde di telaio e carrozzeria che risalta molto abbinata al nero di motore, cerchi ed altre parti della moto. 

Il progetto finale ricorda una Harley-Davidson Breakout, in particolare alla bellissima realizzazione, tributo a Le Mans, realizzata dal dealer H-D Bologna ed apparsa sulle pagine della rivista Low Ride tempo addietro.   


venerdì 10 maggio 2024

Il chopper di Gesù!!!!!!!





Da sempre l'idea del chopper è legata a qualcosa di mistico, forse perchè i primi chopper hanno iniziato ad essere sdoganati con Easy Riders, trovando consacrazione nei primi anni settanta durante l'epoca dei "figli dei fiori", nei quali si diffusero diversi culti religiosi all'interno delle varie comunità spontaneamente sorte, che si staccavano nettamente dal comune vivere ed agire.

Questo chopper su base Sportster 883 del 2002 è costruito da un'officina nipponica di nome Jesus Cycles.....

E' evidente il richiamo alla moto di Capitan America (Peter Fonda) in Easy Rider, per diversi aspetti quali la linea snella, gli scarichi alti, il piccolo serbatoio del carburante, il telaio rigido ed altri particolari che, in questo caso, non sono stati estremizzati come sul Panhead del film, ma mitigati nell'ottica del sano pragmatismo nipponico. 

La forcella ha la giusta inclinazione, il sissy bar non è alto come un grattacielo, il freno a disco viene montato anche anteriormente, la sella (composta di due parti) dotata di molle per il guidatore.

Il motore Sportster originale alloggiato in un telaio rigido sottoposto prima a modanatura e dopo verniciato in un colore grigio scuro-blu metallizzato, forse molto più adatto ad uno street-tracker di qualche contesto suburbano che ad un chopper in puro stile anni settanta.

 

giovedì 21 marzo 2024

RUDE CITY BOBBER






Trasformare radicalmente uno Sportster, a partire dal telaio, potrebbe non essere una buona idea, se si abita in qualche grande città dove buche e malformazioni dell'asfalto regnano spesso incontrastate. Eppure quando mi sono imbattuto in questo bobber realizzato sulla base di un vecchio Sportster 883 del 1995, ho pensato che fosse stato creato pensando proprio a qualche terribile "downtown". Il colore nero, il motore sabbiato, l'impianto elettrico ridotto all'inverosimile, le sovrastrutture minimal ed uno scarico aperto a trombone, si sposano alla perfezione con l'atmosfera tetra e grigia di alcune metropoli.

Il progetto è partito dalla scelta di un telaio Paughco di tipo rigido (in Italia è un bel problema riuscire ad omologare un telaio del genere al posto dell'originale....) abbinato allo small block di serie, al quale è stata data un poco più di verve grazie ad un carburatore S&S con filtro a tromboncino ed uno scarico libero due-in-uno interamente realizzato a mano. 

Se i freni sono originali, lo stesso non può dirsi per il resto: i cerchi originali hanno lasciato il posto a due unità da 18 pollici con pneumatici Firestone ANS, mentre la forcella è stata sostituita con una con steli da 35mm sulla quale è stata montata un copertura sulla parte alta.

Da notare l'adattamento del serbatoio dell'olio proveniente da un vecchio Ironhead 1000 e la posizione di guida studiata per essere più centrata possibile attraverso l'utilizzo di un manubrio "a corna di bue" ed un paio di pedane centrali.

Sebbene la moto sembri costruita in maniera veloce ed approssimativa, in realtà si tratta solo di mera apparenza.


mercoledì 7 febbraio 2024

First chance!!!!!





Può essere strano un nome simile per una moto molto vissuta e con diversi chilometri (....anzi miglia.....) alle spalle, ma quanto è capitato a questo Sportster rende bene l'idea.

Non si sa per quale oscuro motivo, la moto ha avuto molti proprietari nella città di Pittsburg  che l'hanno usata poco per poi sbarazzarsene abbastanza presto. Uno di questi decide di farne un bel rigido, ma qualcosa ancora non va.

Un giorno, una bella ragazza che ha frequentato l'istituto d'arte decide di sostituire la sua Honda CB350, alla quale si è distrutto il motore, con una Harley-Davidson usata. Visto l'annuncio tra tanti si innamora del vecchio Ironhead e decide di portarselo nel garage, dove personalmente esegue alcuni i lavori per adattarlo ai propri gusti ed esigenze.

Il periodo American Machine Foundry Company (AMF) è il riferimento gli interventi che mirano al sodo. Nessun restauro. La moto deve essere vissuta. 

La sella singola con le molle lascia il posto ad una sagomata perfettamente con il telaio rigido, dove viene saldato un lungo sissy-bar, così come il freno anteriore che finisce in qualche tombino. 

Il doppio faro rettangolare ed il manubrio a corna di bue sono un altro "must" del decennio ed, in generale, dei chopper in stile anni settanta.

Il vecchio Ironhead 1000 ha sempre svolto il suo lavoro a dovere nonostante i cambi di proprietà. Gli unici interventi un filtro dell'aria aperto ed un paio di drag-pipes.

Una moto affascinante, lontana da molte customizzazioni fatte con l'unico intento di apparire. 

Se siete fissati con con le grafiche AMF cliccate sull'articolo dedicato all'interno di questo blog.

https://www.1957legend.it/2020/10/amf-graphics.html


mercoledì 25 ottobre 2023

SEXUAL CHOCOLATE - 1985 Sportster XLH 1000 - chopper






Vi è mai capitato di vedere un nome attribuito a qualche oggetto e capire immediatamente che è quanto mai azzeccato ????? Bene: questo è uno di quegli esempi!!!!! Ma quale è il legame uno Sportster nato negli anni ottanta e rivisitato al tempo dei figli dei fiori, con "la droga degli Dei" (il cioccolato) ?????

Il legame effettivamente non vi è, ma questo vecchio Ironhead 1000 è il risultato di un percorso pittorico-espressivo del costruttore, che lo ha portato (anche attraverso l'apprendimento  dell'arte del tatuaggio) a creare un chopper assolutamente sexy ed intrigante e con una verniciatura studiata nei minimi dettagli, il cui nome è dato dalla sua passione per il colore marrone che gli ha fatto pensare immediatamente ad un raffinato tipo di cioccolato.

Il centro del progetto, a parte la verniciatura, è rappresentato dal telaio rigido di provenienza TC-Bros tagliato e saldato in modo da essere ancora più basso nella parte posteriore con la forcella inclinata di quattro gradi, sulla quale sono stati montati due fari rettangolari in puro stile "seventy".

I cerchi sono originali, al pari del motore che ha avuto bisogno solo di una generica messa a punto ed è stato abbinato ad un paio di scarichi di tipo "drag-pipes" ed un filtro dell'aria aperto. Ovviamente la trasmissione finale è a catena.

mercoledì 19 luglio 2023

Balliamo il twist!!!!! - 2001 Sportster 1200 chopper



I chopper, per cultura ed approccio di vita, non sono nel mio codice genetico, trasmesso di conseguenza su questo blog, dove la massima esaltazione è nel vedere Sportster con i quali fare il diavolo a quattro su qualche pista sterrata o di asfalto. 

Ma siamo in piena e rovente estate. A parte le scrambler, che oltre ad essere di moda sembrano le moto più adatte per questo tipo di stagione, penso a qualche bel chopper da utilizzare al tramonto su qualche sperduta strada vicino al mare. L'immagine che mi viene spesso in mente è la scena finale del film Harley-Davidson & Malboro Man dove Mickey Rourke dopo aver caricato sulla sua moto una dolce donzella, parte per una meta imprecisata e sconfinata.

Questo Sportster chopper costruito dagli americani di Twisted Chopper, incarna alla perfezione l'idea di libertà che si vuole assaporare in questa stagione.

Costruito da zero attorno ad un motore Sportster 1200 totalmente originale (salvo il filtro dell'aria e lo scarico due-in-uno libero) incastrato in un telaio rigido appositamente studiato con un'inclinazione del cannotto di sterzo di circa trenta gradi, abbinato a cerchi in alluminio ricavato dal pieno nelle misure da 18 pollici al posteriore (inusuale) e 21 pollici all'anteriore, completato da una forcella di tipo "Springer" priva di freno. Si tratta di uno di quei chopper curati all'inverosimile, realizzati seguendo la scuola iniziata sul finire degli anni ottanta, dove l'ampio utilizzo di alluminio di tipo billet per numerose parti era un "must", abbinato a verniciature ricercate e vistose come quella scelta per questo Sportster.

Vi verrebbe voglia di salirci e gustarvi un tramonto al mare ??????


 

venerdì 19 maggio 2023

2007 - XB MUTANT SPRINGER


 



Non ci crederete ma.....è una Buell!!!!!! 

Una di quelle cose da non fare assolutamente, dato che è sempre più difficile trovare esemplari di questo marchio, ma un incidente può cambiare la visione del mondo.......e questa XB proviene proprio da un incidente che ha coinvolto il proprietario (con moto ovviamente distrutta), il quale ha voluto omaggiare il nonno che vagabondava su un vecchio WL 750.

Prelevato il motore da quello che restava, e dopo aver buttato l'impianto ad iniezione sostituendolo con un carburatore Mikuni HSR 42 affiancato da un'accensione Screamin' Eagle ed un paio di scarichi Bassani, è stato nuovamente alloggiato in un telaio costruito dalla azienda statunitense Redneck Engineering che ha il cannotto di sterzo inclinato di trentotto gradi. L'idea è stata quella di avere un mezzo molto basso ed i cerchi da 16 pollici (con larghezza da 3,5 pollici davanti e 5,5 pollici dietro, abbinate a pneumatici Dunlop D251 nelle misure 150x80R16 all’anteriore e 200x60R16 al posteriore) sono fondamentali per ottenere questo risultato.

La forcella tipo "Springer" è stato un altro "must" del progetto. Il bobber, sebbene dotato di cavalleria in eccesso, è stato pensato con un impianto frenante che genera non pochi dubbi sulla sua reale funzionalità, dato che vede montato un singolo freno a disco posteriormente, sul quale opera una pinza in alluminio billet a sei pistoni ricavata dal pieno della Performance Machine, così come in alluminio billet ricavato dal pieno sono le pedane fornite da Jocker Machine.

Domanda che molti potrebbero porsi: perchè pubblicare una moto che in fondo non piace ????? 

La risposta è molteplice. Questo blog è dedicato a Sportster e Buell (anche se per il futuro non si esclude altro) e cerco di dare una panoramica su quanto si può realizzare con queste moto, pure nel caso di mezzi che possano suscitare qualche disappunto. Inoltre, se è vero che critico ampiamente chi "smembra" certi modelli per farne delle special, eppur vero che, come in questa situazione, non si può non apprezzare il grande lavoro svolto nella progettazione e nella costruzione di questa Buell, unita ad un ottimo risultato.

mercoledì 5 aprile 2023

BOOTLEG!!!! - 1968 Sportster XLCH chopper







Finalmente è arrivata la primavera. Le giornate si sono allungate (grazie anche all'ora legale). C'è voglia di libertà e di lasciarsi alle spalle un inverno tumultuoso. Uno dei migliori modi potrebbe essere non solo andare in moto, ma addirittura di costruirsi un bel chopper anni settanta che faccia rivivere un periodo di spensieratezza prima dell'arrivo delle lotte politiche e del terrorismo......

Quello proposto oggi è esagerato, ma perfettamente in linea con quel periodo culturale e con la primavera appena arrivata. Un tributo alla libertà......

Telaio rigido costruito artigianalmente, abbinato ad un codone replica Ron Finch (maestro dei chopper anni settanta) che usa come unico elemento ammortizzante un un pneumatico da auto sgonfio montato su un cerchio da quindici pollici. Il tutto verniciato in fucsia-viola-metalflakes con diverse mani di vernice. Davanti una forcella di tipo "Springer" è stata abbinata ad un cerchio in alluminio da diciannove pollici privo di freno. Le particolari caratteristiche costruttive del telaio donano alla moto un interasse mostruoso.......

Il vecchio Ironhead Sportster è stato smontato in ogni sua parte, interamente ricostruito ed impreziosito attraverso la cromatura di alcune parti e la doratura dei cilindri. Salvo il montaggio di un carburatore S&S ed un paio di scarichi liberi, il cui processo di curvatura ha richiesto moltissimo tempo.

Con questo chopper XLCH possiamo affermare che il 1968 è più vicino che mai.....

giovedì 5 gennaio 2023

ROOLS RADICAL





Negli anni novanta c'era grande fiducia nel futuro. I Mondiali di calcio avevano mostrato al mondo intero un paese che piaceva. Il benessere economico degli anni ottanta sembrava in continua diffusione. In una parola c'era euforia. 

In Italia, nel mondo della moto, c'era voglia di "americanità" ed iniziarono a nascere le prime officine che costruivano special su base Harley-Davidson. Il must, almeno inizialmente, era montare ciclistiche jap su telai originali e motori elaborati (in prevalenza Sportster) oppure creare un bel rigido con una lunga forcella, seguendo lo stile scandinavo che tanto si stava affermando. Qualcuno addirittura osava montando pneumatici di auto (....ovviamente non omologati.....) che venivano utilizzati sgonfi in modo da fungere come una sorta di ammortizzatore supplementare.

Questo rigido si basa su un vecchio motore Sportster Ironhead 1000 del 1973, verniciato interamente in nero abbinato ad un telaio Paughco, forcella Tolle con piastre inclinate che conferiscono alla moto un interasse chilometrico, cerchio posteriore da quindici pollici con pneumatico Goodyear di tipo automobilistico che lavora su disco/corona sempre fornita dalla Tolle (altro must dell'epoca anche se veniva spesso utilizzato il disco/corona prodotto dalla ISR), motore di serie, salvo il carburatore Bendix

Freeway Magazine, nel corso degli anni, propose numerose elaborazioni a tema. Poi la spinta verso la costruzione di chopper chilometrici secondo i dettami scandinavi si affievolì e nel nuovo millennio se ne iniziarono a vedere sempre di meno nel vecchio continente.

mercoledì 23 novembre 2022

IGNORANZA PURA!!!!! - 1992 Sportster 883



Questa è una di quelle moto da poter realizzare se vi imbattete in uno Sportster dei primi anni novanta con diversi chilometri sulle spalle, che magari riuscite a comprare a poco prezzo. Meglio ancora se la moto presenta evidenti segni di vecchiaia oppure se è uscita malconcia da un incidente. La spesa, se riuscirete a fare tutto da soli, non sarà esagerata, altrimenti dovrete mettere in preventivo qualche soldino, ma il risultato vi potrà sorprendere

Questo Sportster del 1992 ha un telaio rigido (che in Italia, per poter essere in regola con il Codice della Strada, richiede una notevole serie di adempimenti burocratici e molto tempo.....), ma si può anche optare di utilizzare il telaio originale.

Il motore, per poter essere alloggiato in questo telaio artigianale, ha richiesto una serie di accortezze, tra cui anche un nuovo serbatoio dell'olio, l'alloggiamento della batteria dietro al motore, il rifacimento totale dell'impianto elettrico ma, soprattutto, la creazione di piastre in alluminio di ancoraggio del motore. 

Gran parte dell'effetto scenico è dato dalla carrozzeria in ferro vivo (solo serbatoio del carburante e corto parafango posteriore) e dal filtro a tromboncino montato sul carburatore S&S. 

Contribuiscono poi all'ottimo risultato estetico anche i cavi dell'olio a vista ed i pneumatici tassellati montati su cerchi in lega (21 pollici anteriore e 16 posteriore). La forcella a steli rovesciati completa l'opera sia a livello estetico che tecnico, mentre il motore, a parte il carburatore e lo scarico due-in-uno con terminale corto a tromboncino, è totalmente di serie.

Servono altri cavalli su questo tipo di moto ??? 

mercoledì 12 ottobre 2022

SLEDHEAD BOBBER - Evolution Sportster 1200 bobber





La presenza di chopper e bobber su questo blog è nettamente inferiore rispetto ad altri tipi di special, la maggior parte delle quali sono con il tassello.

Si tratta di moto che non sono nelle mie “corde”, dato che amo la velocità e la competizione. Eppure, ogni tanto, rimango letteralmente rapito da bobber o chopper. Solitamente si tratta di mezzi ignoranti con il motore Sportster elaborato. Un “non senso” su questo tipo di motociclette, ma che fa molto cool e mi attrae come il miele fa con gli orsi.

Questo Sportster Evolution richiama le moto costruite anni addietro da Zero Engineering. Il telaio (anche se non sembra) è quello originale, modificato nella parte posteriore in modo da renderlo rigido e nella zona del cannotto di sterzo per avere un maggior angolo di inclinazione (41 gradi) ed un profilo ancora più allungato, che lavora su forcella Springer e cerchi da sedici pollici (con pneumatici Avon sm 500 Mk1).

Il motore, come si può immaginare, è stato elaborato pesantemente: cilindrata portata a 1200, teste Thunderstorm ad alta compressione, alberi a cammes e bobine  Screamin’Eagle e carburatore Mikuni con filtro a cornetto, scarico due-in-uno fatto in casa.

Completano l’opera la trasmissione finale a catena, il parafango posteriore a filo di ruota ed un colore marrone metallizzato che rende lo Sportster ancor più rozzo.

Da notare: il serbatoio dell’olio a botte, il tubicino che misura il livello della benzina ed i semi-manubri che fanno molto drag-racing.