Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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venerdì 22 ottobre 2021

Sportster Bobber/Tracker





Ecco un esempio di come mettere le mani su uno Sportster "bobberizzandolo" per la città senza fare danni. Quando parlo di "danni" faccio riferimento a quelle modifiche irreversibili che spesso si fanno non dettate da esigenze pratiche come, ad esempio, rotture causate da incidenti

Molti hanno l'insana abitudine di segare i supporti del parafango, che stanno dopo gli ammortizzatori, per conferire allo Sportster di turno un aspetto più filante. Intervento irreversibile!!!!!

Questo Sportster 883 non ha nulla di trascendentale ma solo pochi interventi e ben mirati, che dovrebbero essere presi seriamente in considerazione

E' sufficiente togliere il parafango anteriore e montarne uno corto posteriormente per far cambiare aspetto alla moto. Se si vuole andare un poco oltre, come in questo caso, si può anche montare una forcella a steli rovesciati proveniente da una Buell, utilizzando il cerhio originale. Il motore, salvo un kit dinojet ed uno scarico due-in-uno, è assolutamente originale. La verniciatura e l'abbinamento cromatico sono di fondamentale importanza. 

Che ne dite ????? 

mercoledì 13 ottobre 2021

Di corsa!!!!!!! Rush - Forty-Eight






Il piatto forte dei ragazzi di Speed and Custom sono i tracker su base Sportster: moto estreme che infiammano gli animi. La ricetta più o meno è sempre la stessa, ma i ragazzacci inglesi ogni volta riescono a trovare la chiave del successo affinando un progetto di base estremamente valido ed intrigante. Questa volta la moto è un tributo al film che ha portato sul grande schermo la figura del pilota di Formula Uno James Hunt, facendone conoscere tutti gli aspetti. 

La base, ovviamente, è un Forty-Eight elaborato a dovere. Ogni dettaglio è stato studiato nei minimi termini, riportando subito la mente agli anni d'oro (....anche per chi non li ha mai vissuti) della Formula Uno. In primis sono stati montati pneumatici dal grande tassello Michelin Anakee (anche se sopra vi è stata  impressa la scritta Good Year), ma è solo l'inizio del lavoro, anche se una delle parti più importanti insieme alle sovrastrutture. Non solo è stata studiata minuziosamente la grafica, ma anche forma e materiali scelti per codone/sella, serbatoio, tabelle porta numero, paramotore e faro (che è stato sostituito con uno dalla forma rettangolare e spostato nell'insolita posizione appena sopra la piastra anti-svirgolo della forcella).

Il serbatoio del carburante è da 12,5 litri (quello originale il classico "peanut" da 8,5 litri) ma sopra vi è stata saldata un'altra parte che contiene la strumentazione ed il tappo del rifornimento. Il codone è un altro pezzo pregiato, non solo per la forma che richiama la parte posteriore della McLaren di James Hunt, ma anche grazie  all'utilizzo dell'alcantara sul sellino con le cuciture a vista. A corredo le bellissime tabelle porta numero, specialmente quella montata al posto del faro anteriore che segue il profilo della forcella.

Ciclistica e motore hanno visto interventi minimi ma fondamentali per migliorare la guida del Forty-Eight ed il suo spirito selvaggio, ora molto racing. La forcella originale è stata dotata di molle progressive, mentre posteriormente sono stati montati un paio di ammortizzatori Ohlins con serbatoio separato. Uno scarico due-in-uno della HP Corse, abbinato al montaggio di un cornetto di aspirazione (realizzato in casa) al posto del filtro dell'aria originale, interventi che hanno comportato una nuova mappatura della centralina (purtroppo non si conosce il guadagno in termini di potenza e coppia massima), rappresenta l'elaborazione base per il motore.

I bollenti spiriti sono tenuti a bada sia da una corona con catena al posto della cinghia originale, sia da un paio di dischi freno di maggior diametro che lavorano abbinati alle pinze originali. A completamento una generale opera di alleggerimento di tutta la moto.

Vedendo questo Forty-Eight viene voglia di entrare immediatamente in pista con qualsiasi mezzo......

giovedì 16 settembre 2021

Sportster XLDS - Tribute Ducati Scrambler




Praticamente irriconoscibile. Un lavoro di fino ha reso questo Sportster 883 del 1988 (quattro marce e trasmissione finale a catena) una perfetta street-tracker/scrambler, non fosse per il motore poco potente seppur elaborato (l'ideale sarebbe stato utilizzare per la trasformazione un 1200 S con testata a doppia candela).

Gli interventi sono stati molti ed hanno abbracciato ogni aspetto della moto, a partire dall'insolita verniciatura color sabbia abbinata ad una sella marrone in pelle (visto motore e cerchi in alluminio sarebbe riuscito meglio un altro abbinamento). La carrozzeria ridotta al minimo, con parafanghi corti in materiale plastico ed un porta-faro anteriore in stile cross sono indispensabili per la buona riuscita del progetto. Fondamentale è cercare di contenere il peso, tanto è vero che è stato rimosso il coperchio del pignone per far posto ad uno costruito in casa e traforato, oltre al carter degli alberi a cammes sostituito con uno della EMD. 

La parte più importante del progetto, tuttavia, ha riguardato il lavoro sulla parte centrale e posteriore del telaio per ancorare il singolo ammortizzatore Ohlins a sinistra ed eliminare gli attacchi del doppio ammortizzatore. 

Si è reso indispensabile dotare il forcellone di barre di rinforzo ed ancoraggio all'ammortizzatore, grazie anche all'aiuto di un importante leveraggio. 

La forcella è stata prelevata da una Ducati e lavora in simbiosi con un paio di dischi flottanti e pinze Brembo che lavorano sul cerchio originale ( da 19 pollici come quello montato posteriormente ) con pneumatici tassellati.  Non meno importante l'intervento sul motore che ha visto il trapianto di cilindri e teste di una Buell XB del 2003 ed il montaggio di alberi a cammes Andrews N-2, oltre ad un carburatore Screamin'Eagle. Ovviamente ci sono altri dettagli come i comandi arretrati ed il manubrio di tipo crossistico.

Questo Sportster è molto intrigante ed è una bella idea anche se i costi di realizzazione non debbono essere proprio bassi


giovedì 19 agosto 2021

Desert Rat Sportster

desert rat sportster 1200

desert rat sportster 1200

desert rat sportster 1200

desert rat sportster 1200

Nelle caldi estate una delle prime cose che viene in mente da fare è quella di inforcare la propria moto e partire. Tra i tipi di moto che solleticano il palato,  specialmente in questo periodo dell'anno, vi sono le scrambler. La voglia di mare necessita spesso di una moto ancor più specifica, in grado di affrontare senza problemi la sabbia. Costruirsi una "desert" su base Sportster, come in questo caso, può risultare un gioco abbastanza semplice utilizzando, oltretutto, come base i modelli Sportster che meno piacciono. Mi riferisco agli 883 standard ad iniezione prodotti poco prima del modello 883 Iron, anche se in questo caso è stato utilizzato un 1200 del 2015.

Partiamo dai pneumatici: i Pirelli MT 60 sono l'ideale per qualsiasi scrambler ed adatti praticamente per ogni terreno, oltretutto si trovano nelle misure indicate all'interno della carta di circolazione e, quindi, rispettando il Codice della Strada. Per le sovrastrutture si può montare un serbatoio maggiorato presente sullo Sportster Superlow (al contrario non si deve montare assolutamente il piccolo "peanut" da 8 litri del Forty Eight), ma anche utilizzare l'originale. Importanza notevole rivestono i parafanghi. 

L'ideale è ricorrere ad un paio in alluminio come quelli di questo 1200 (ve ne sono in giro una infinità a prezzi più che onesti) ma si può optare anche per un parafango posteriore di seconda mano usato e riprofilato. Importante è che la linea della moto sia "snella". Si possono montare ammortizzatori posteriori più lunghi ed avere maggior escursione anche sulla forcella, come in questo caso, oppure lasciare l'assetto stock. 

Un paracolpi in alluminio sul telaio è un altro accessorio indispensabile, così come un manubrio con il traversino. Passiamo ad un aspetto molto delicato: la parte posteriore del telaio (qui sono stati eliminati i supporti originali del parafango e costruito un "archetto" che ha permesso di montare una sella dalla sagomatura differente) che può essere lasciata tranquillamente stock, cambiando solo la sella ed il fanale posteriore. Ultimo discorso gli scarichi. Una coppia di scarichi alti sono un "must" (qui sono stati montati degli Iron Cobras), ma si possono tenere anche i collettori originali, montando un paio di terminali corti.

Per la prima volta faccio una stima molto approssimativa della spesa cercando di tenermi largo con i prezzi ma molto contenuto con gli interventi:

-250 Euro i Pirelli MT 60

-300 Euro coppia di parafanghi grezzi in alluminio 

-250 Euro tra fanale posteriore con portatarga e manubrio

-150 Euro un paratelaio (vi sono da tutti i prezzi e mi sono tenuto nella media)

-400 Euro terminali corti

totale circa 1400 Euro.

A questo importo possiamo aggiungere

-400 Euro una sella artigianale

-1500 Euro per gli scarichi completi

-250 Euro per l'acquisto di un serbatoio maggiorato

qui arriviamo a circa 2200 Euro che sommati a quelli di prima diventano 3600 Euro cui vanno aggiunte le spese per la manodopera (da quantificare), salvo si faccia tutto in casa da soli. 

mercoledì 23 giugno 2021

Desert Wolf!

desert wolf sportster 1200 el solitario




"Il lupo del deserto" è apparso qualche tempo addietro, ma merita assolutamente di essere riproposto in questa torrida estate, dove qualche escursione sulla sabbia potrebbe rappresentare un modo per affrancarsi anche dalle ristrettezze della pandemia. Contrariamente a molte elaborazioni di Sportster “da sabbia”, questa volta è stato scelto un modello post-2003 (con il telaio allargato nella parte centrale e posteriore ed il motore montato su supporti elastici che aumentano il peso globale della moto di quasi 50 kg), più precisamente un 1200 Roadster che è stato elaborato pesantemente in vista di una traversata nel deserto, privilegiando quindi l’aspetto funzionale rispetto a quello estetico. Non che sia una moto brutta. Anzi e molto bella, ma esce fuori dai canoni tradizionali a cui si è abituati. 

Per riuscire a compiere una vera e propria spedizione in Marocco per quasi 3000 km nel deserto (ne sono stati preparati diversi esemplari), David Borras alias El Solitario, ha dovuto elaborare lo Sportster secondo precisi criteri (la verniciatura non è tra questi….).

Prima di tutto bisognava aumentare la luce da terra. Forcella ed ammortizzatori forniti da Ohlins sono stati fondamentali per questo scopo. La moto doveva avere poi un comportamento “neutro” sulla sabbia. Si è ricorso all’utilizzo di una coppia di cerchi Kineo da 19 pollici con pneumatici Dunlop da flat-track. Per evitare problemi al motore e rotture varie, era indispensabile anche pensare ad uno scarico dalle forme differenti. L’italiana SC Project ha studiato appositamente uno scarico alto due-in-uno con terminale a cono, dotato di retina finale. 

Non meno importante è stata la scelta dell’impianto di illuminazione (doppio faro della PIAA) e set di bagagli (con il portapacchi per il parafango) fornito dalla Kriega. E la sella di pelliccia nera ????? Una splendida trovata in puro stile El Solitario!!!!!! 


 

mercoledì 17 marzo 2021

The Ruler

sportster 883 scrambler desert blu

sportster 883 scrambler desert blu

sportster 883 scrambler desert blu

sportster 883 scrambler desert blu

sportster 883 scrambler desert blu

sportster 883 scrambler desert blu


Lo Sportster per andare ovunque.


Il Covid-19 sta distruggendo sogni e speranze di un'intera umanità. Se avessimo potuto pensare a qualcosa di terrificante per il pianeta avremmo immaginato altro, ma non una pandemia simile, in cui il futuro è visto in maniera nebulosa da tutti. Quanto meno nell'immediato. Per molti è divenuto fondamentale razionalizzare le spese all'inverosimile. Seppur non tra i beni essenziali, anche la moto non si sottrae a queste condizioni e le customizzazioni diventano spesso solo una maniera per adattare la motocicletta alle proprie esigenze, cercando di ottenere "tanta resa con poca spesa".

L'ideatore di questo Sportster è partito con l'idea di avere un mezzo molto semplice e robusto in grado di portarlo ovunque. La scelta è caduta su un modello 883 del 2002 (soluzione ideale poichè i modelli post-2003 pesano molto di più per via del telaio allargato nella parte posteriore e dei silent-block montati), sul quale il motore è stato lasciato di serie, salvo un filtro dell'aria aperto ed una coppia di scarichi alti, dotati di corti silenziatori. I cerchi sono stati sostituiti entrambi con una coppia da 18 pollici (dotati di pneumatici tassellati). La trasmissione finale a cinghia ha lasciato il posto alla catena, soluzione che permette di modulare quasi a piacimento la lunghezza del rapporto finale senza troppi lavori. L'assetto  dello Sportster è stato alzato montando ammortizzatori posteriori più lunghi ed intervenendo sulla forcella. 

Come su molte elaborazioni a tema, il parafango posteriore originale è stato sostituito da uno in alluminio dal differente profilo, agganciato ad un archetto posteriore saldato al telaio. Il serbatoio del carburante proviene da una Kawasaki W650, mentre il gruppo manubrio-faro sembra provenire direttamente dagli anni sessanta/settanta. 

Siete pronti ad elaborare il vostro Sportster in questo modo ????

 

mercoledì 10 marzo 2021

Sportster for Evel Knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel

sportster 1200 scrambler evel knievel


Due belle realizzazioni firmate Lord Drake Customs 


Numerose sono state le moto dedicate negli anni al più famoso degli stunt su due ruote. In alcuni casi si è trattato di repliche fedeli di alcune delle sue tante moto, altre volte di realizzazioni che in qualche modo volevano ricordarlo.

Questi due Sportster appartengono al secondo tipo di moto e differiscono tra loro solo per pochi dettagli. Si tratta di modelli del 2005 (con il nuovo telaio più largo posteriormente e con motore montato su supporti elastici) a carburatore con motore 1200, rivisitati (ovviamente!!!) in chiave scrambler.

Su entrambi si è provveduto a tagliare i supporti del parafango posteriore per montarne uno in plastica, corto, da cross, eliminando anche il parafango anteriore in un caso. Posteriormente è stato scelto un cerchio da 18 pollici, in luogo dell'originale da 16, mentre anteriormente sono stati lasciati quelli originali dei modelli di provenienza da 19 e 21 pollici. Entrambe le moto calzano pneumatici da cross.

Il reparto sospensione ha previsto la sostituzione degli ammortizzatori posteriori con altri di maggiore interasse dotati di serbatoio separato, mentre le forcelle sono state migliorate nella risposta con nuove molle e differente olio. Su moto del genere è indispensabile la trasmissione finale a catena con una rapportatura corta, in luogo della cinghia originale. 

Il motore, stranamente, è rimasto originale su entrambe le moto salvo, come avviene, quasi sempre, il montaggio di uno scarico più libero (Vance & Hines due-in-uno) con relativo filtro dell'aria. I veri preziosismi sono soprattutto a livello cromatico, con molte componenti abilmente verniciate.      

mercoledì 2 settembre 2020

Fuck Honda!





Oltraggio a quella che da molti viene ritenuta la più grande casa motociclistica mondiale. 


Questa moto è l'esempio pratico che la mente umana ha pochi confini. Qualcuno avrebbe mai potuto pensare di riuscire a mettere il motore di uno Sportster Evolution all'interno di un telaio Honda XR 250 ??????

I motivi di questa scelta non li conosciamo, però ne vediamo i risultati. Secondo noi si tratta di una provocazione ben studiata (ed ottimamente riuscita!).

Il telaio originale della Honda è stato modificato nella zona centrale dove poggia il motore, allungato (la moto ora ha un maggiore interasse) e rinforzato per contenere le vibrazioni dello small-block Harley-Davidson 883 totalmente originale. Per il resto, tranne il serbatoio del carburante in alluminio al cui interno viene alloggiato anche quello dell'olio motore, le sovrastrutture sono quella della XR 250 e da lontano sembra una vera e propria Honda.

Che ne dite ????? 


giovedì 30 luglio 2020

Sportster Crosser: fatevela da cross!!!!!!!








Avete mai pensato di andare con il vostro Sporty a fare del cross ???? Questa elaborazione potrebbe fare al caso vostro.....


Tempo addietro su questo blog era stata presentata una bella elaborazione in chiave "crossistica" di un vecchio Sportster Ironhead con tanto di video. Si trattava, però, di un vecchio Ironhead. 

Lo "Sportster Crosser" si basa invece su un moderno Evolution 1200 a quattro candele del 2001 a carburatore. Fondamentale è stato l'alleggerimento globale della moto (per questo motivo è stato utilizzato un modello di Sportster costruito prima del 2004, con il motore montato rigidamente sul telaio, ma che pesa 50 kg in meno), utilizzando parti in alluminio e fiberglass (per la carrozzeria).

 Lavorando duramente in questa direzione sono stati tolti circa 70 kg dalla bilancia. A prima vista si nota l'eliminazione del carter copri pignone sul lato destro, il serbatoio dell'olio in alluminio ed il forcellone da cross. Ovviamente poi si è dovuta adattare apposita ciclistica composta da forcella da 49mm a steli rovesciati, ammortizzatori posteriori Ohlins, cerchi in alluminio e manubrio.

 Il motore è stock, salvo il "classico" carburatore Mikuni HSR da 42mm ed un paio di corti scarichi liberi. La verniciatura "Gulf" rende il giusto tributo a questa bellissima realizzazione.

Pronti a costruirne una ?????

Nel frattempo che ci pensate: buone ferie!!!! Ci vediamo alla fine di agosto!!!!!!!



mercoledì 1 luglio 2020

Vintage Scrambler!!!!!







Un moderno Sportster Evolution “scramblerizzato” a dovere secondo i dettami delle moto degli anni settanta. 


Ogni epoca ha le sue mode: è un principio che vale in ogni aspetto della vita umana.
In campo motociclistico, se gli anni ottanta e novanta hanno rappresentato il fiorire delle moto custom ed i primi anni duemila delle cafe racer, la tendenza attuale è verso le scrambler, moto da utilizzare praticamente in ogni circostanza e dall'indubbio fascino estetico.

Accanto a meccaniche moderne ed evolute, troviamo esemplari di moto costruiti su basi tecniche non all'avanguardia.
Lo Sportster in questione ne è un esempio. Modello di base non stravolto (un XLH 883 del 2000 a carburatore), sul quale si è operato con minimi accorgimenti ottimamente pensati, dove l'intervento più importante ha riguardato la parte posteriore del telaio con l'aggiunta di un arco imbullonato al telaio privo dei supporti del parafango precedentemente rimossi (soluzione che non piace assolutamente in quanto irreversibile!!!).

Il manubrio con il traversino come quello degli Sportster che guidava Evel Knievel, gli scarichi di tipo drag-pipes, la sella in pelle marrone, il carburatore Mikuni HSR da 42mm, il serbatoio del carburante dalla forma tondeggiante ed i pneumatici tassellati in maniera non eccessiva, rappresentano forse la miglior veste da dare allo Sportster senza spendere una fortuna, con la certezza di avere una moto “immortale”.



lunedì 6 aprile 2020

Vecchia idea!!!

sportster ironhead tracker odfu customs

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La famigerata XR750 ispira questo Ironhead riportato a nuovo dopo trent’anni di letargo…..

La vita è molto strana e spesso è produttiva di scelte che possono risultare del tutto incomprensibili. Prendiamo il caso di questo vecchio Sportster Ironhead trovato ridotto malissimo in un garage, privato di molte parti. L’idea di fondo era quella di costruire una moto da flat-track per gare d’epoca, ma poi si è pensato ad un utilizzo stradale. Nel frattempo il progetto era partito, per cui poi si è lavorato per addolcire il carattere del vecchio Ironhead. 


Il lavoro è iniziato finendo di smontare totalmente la moto,  riverniciando il telaio e modificandolo nella zona posteriore. Al telaio sono state abbinate sospensioni originali che lavorano su cerchi Borrani WM3 da 19 pollici dotati di pneumatici scolpiti Pirelli MT-53. Il motore è stato smontato completamente e, per non comprometterne l’affidabilità, ha mantenuto le caratteristiche originarie salvo un paio di scarichi alti con terminali a tromboncino ed un carburatore S&S con filtro dell’aria aperto. L’alluminio presente è stato quasi interamente spazzolato per donare un aspetto rude alla moto. 

La carrozzeria è in fibra di vetro e molto ben realizzata, con la striminzita sella rivestita in alcantara. Su questa moto stona solo la pompa freno anteriore Nisin, seppur molto valida tecnicamente, troppo moderna rispetto al resto della moto. Un piccolo appunto su un bellissimo progetto.