Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 8 dicembre 2021

Caffè Metallico - Sportster 1200 S cafe racer







Le cafe-racer stanno perdendo seguito negli ultimi tempi, a fronte di preparazioni in chiave street-tracker o scrambler molto più in linea con i contesti urbani fatti di strade dissestate e con la nuova moda del traverso che sembra aver colpito moltissime persone. Ovviamente (e per fortuna) non tutti la pensano così e le cafe-racer sembrano ritornare ad appannaggio di quella nicchia di affezionati che le aveva fatte conoscere diversi anni addietro. Come per tutte le elaborazioni non serve spendere una fortuna o intervenire pesantemente sulla moto per decretarne la sua perfetta riuscita. E' fondamentale operare nella maniera corretta.

Se analizziamo questo Sportster, si può vedere che è la classica moto da realizzare tranquillamente nel garage di casa: basta avere gusto e fiuto. 

Tanto per rendere l'idea, serbatoio del carburante e codone sono in alluminio, di tipo "plug in", della azienda americana Storz Performance e non necessitano di particolari accorgimenti per essere montati. Diverso il discorso dell'ampio cupolino che è stato appositamente realizzato in fibra

Ciclistica e motore sono praticamente originali. Il 1200 a quattro candele ha avuto qualche cavallo in più grazie ad un carburatore Mikuni HSR 42 ed uno scarico due-in-uno privo di silenziatore (sarebbe bello sentire la musica!), mentre la ciclistica ha una coppia di ammortizzatori di tipo "progressive" ed un cerchio da 18 pollici al posteriore (in luogo di quello originale da 16), mentre quello anteriore rimane nella misura da 19 pollici (i pneumatici sono Dunlop K427). 

Semi-manubri RSD e pedane arretrate completano l'opera. L'impianto frenante è quello originale, così come la trasmissione finale che resta a cinghia. Ben studiata la verniciatura marrone metallizzato in linea con il tipo di motocicletta. 

mercoledì 17 novembre 2021

Genuine Speed Sports

sportster 1200 s cafe tracker





I "maestri" di Hide Motorcycle esplorano un nuovi confini con questo Sportster  1200 S coniugando elementi di diverse tipologie di moto, dando vita ad un "ibrido" che ha il sapore di qualcosa di innovativo. 

Le linee sono filanti e dure (con il serbatoio stretto ed allungato ed il piccolo manubrio drag bar) sembrano richiamare quelle del cafe-racer per eccellenza: l'XLCR 1000. Le sovrastrutture ridotte all'inverosimile, con il parafango anteriore quasi inesistente e quello posteriore tolto dal telaio accorciato, unitamente a pneumatici leggermente tassellati ed un alleggerimento globale della moto, grazie all'utilizzo dei materiali plastici ed all'eliminazione del superfluo ed il riposizionamento di alcune parti (come la batteria tra telaio e ruota posteriore ed il serbatoio dell'olio cilindrico), sono tipiche invece delle street-tracker. Ma non si tratta di un abbinamento solo a livello estetico. 

Lo Sportster è stato migliorato nella guidabilità facendo "respirare" un poco più il motore del "quattrocandele" attraverso scarichi liberi e filtro dell'aria aperto, intervenendo anche sulla ciclistica attraverso componenti specifici con design classico come la forcella (Ceriani ???), le pinze freno Brembo e gli ammortizzatori prodotti dalla Sundance Harley-Davidson. 

Salvo il posizionamento della batteria che andrebbe rivisto, si tratta di una splendida moto che probabilmente è destinata a fare tendenza.

mercoledì 12 maggio 2021

XLCR 48

sportster forty eight cafe racer




sportster forty eight cafe racer

Il “cafe racer” più famoso ispira il proprietario di questo Forty-Eight del 2016, che abbandona la sua tranquilla anima bobber per votarsi a quella più selvaggia delle.


Se pensiamo a quando fu prodotto l’XLCR 1000 ed al “flop” a livello commerciale che ne seguì (tra il 1977 ed il 1977 ne verranno vendute poco più di 3100 e molte resteranno nei concessionari per diversi anni a seguire….), viene da sorridere non poco ora che il valore dell’usato ha raggiunto prezzi stellari (quotazioni dai 14 mila ai 19 mila Euro) e lo stile XLCR ha fornito un ulteriore spunto nell’elaborazione delle moto. 

E’ ancor più incredibile se pensiamo la tranquilla anima bobber di un Forty-Eight venga incattivita da una preparazione a tema. Si tratta solo di modifiche estetiche, dal momento che ciclistica e motore (salvo differenti scarichi e filtro dell’aria aperto) sono praticamente di serie. Chi l’ha realizzata, infatti, voleva volgere lo sguardo XLCR 1000 e non ha esitato a costruire in proprio tutte le parti. Troviamo infatti un bellissimo serbatoio in alluminio abbinato a codino e carena in vetroresina. La forma del serbatoio ed i semi-manubri fanno assomigliare il Forty-Eight più ad una cafe racer in stile britannico. Lesa maestà ????

mercoledì 28 aprile 2021

Aluminium cafe!








Nell'assaporare questo Sportster da forte aroma metallico di caffè, bisogna assolutamente liberarsi da tutti i preconcetti legati a questo tipo di moto, tramandati dai puristi del genere. "Cafe racer" non sono solo le moto che provengono dai celebri anni sessanta o le repliche più o meno fedeli costruite ai giorni nostri, ma tutte quelle che, in qualche modo, ne richiamano il concetto: aspetto minimalista, semi-manubri, comandi arretrati, guida racing, forte richiamo al passato. 

Chi ha messo le mani sullo Sportst er 883 del 2006 deve essersi liberato di questi preconcetti cercando di riuscire (compito molto difficile) ad abbinare la moderna tecnologia di alcune parti (indispensabili per migliorarne la guidabilità) con elementi del passato e qualche richiamo agli anni venti, come la forma finale degli scarichi, il tappo del serbatoio, le frecce posteriori messe alla base del bellissimo forcellone dotato di arco superiore agganciato al telaio, in modo da guidare in movimento del mono ammortizzatore Bitubo. 

Preziosismi, come tutto il resto della moto, derivanti da un fine progetto realizzato al computer in 3D. Se forcella e freni sono praticamente di serie (da notare la lampada old-style utilizzata come faro.....), lo stesso non si può dire del motore che vede un altro, notevole, preziosismo: il montaggio di un doppio carburatore Mikuni che ha imposto una rivisitazione della testata posteriore e l'inversione delle valvole, poichè dove originariamente usciva il condotto di scarico ora trova posto quello di aspirazione di uno dei due carburatori. Per abbassare il baricentro è stato posizionato il serbatoio dell'olio sotto al forcellone, ancorato al telaio, realizzato interamente in alluminio, in modo da seguire il profilo del telaio. Questa soluzione ha comportato anche un nuovo alloggiamento della batteria, ora dentro al bellissimo codone di chiara ispirazione flat-track. 

Per le soluzioni tecniche adottate, forse è il più bello Sportster cafe racer presentato su questo blog!

mercoledì 14 aprile 2021

Bad Rocker






sportster 1200 cafe racer

Ecco cosa succede quando il puro spirito rocker si lega con il più underground contesto suburbano nell'elaborare uno Sportster XLH 1200 del 1988.

E' inutile raccontare per l'ennesima volta l'origine delle cafe racer e quanto si sviluppò attorno al movimento rocker. Però un aspetto va sottolineato: la ricercatezza della perfezione, anche a livello stilistico, delle moto che venivano elaborate. Ogni aspetto era oggetto di una notevole attenzione, con lo scopo di andare più veloce possibile.

Quando si intende costruire una cafe racer che si richiami in tutto e per tutto alle moto degli anni sessanta, si deve andare nella direzione appena evidenziata. 

Su questo Sportster troviamo aspetti delle cafe racer, ma anche di moto che molto poco hanno a che fare con quel movimento culturale. Sembra di trovarsi in presenza di una sorta di "dinosauro" dell'era paleolitica costruito con parti trovate in giro, senza un preciso ordine. Accanto al bellissimo serbatoio in alluminio battuto a mano ed alle pedane arretrate della LSL, troviamo la parte anteriore (forcella, cerchio, faro e supporti) che sembrano prelevati da qualche mercatino dell'usato senza far troppo caso all'usura delle parti. Peggio ancora la sella e gli ammortizzatori.

Come tutti gli Sportster proposti all'interno di questo blog, anche questo ha una logica. 
E' la dimostrazione lampante di come sia una moto "trasversale" e talmente rozza e solida da accettare qualsiasi tipo di intervento. Da quanto è dato sapere, il motore ha moltissimi chilometri sulle spalle ed è di serie salvo il carburatore S&S ed il doppio scarico "home made".  

mercoledì 24 marzo 2021

Cafe caliente

sportster cafe racer

sportster cafe racer

sportster cafe racer

sportster cafe racer


Lo Sportster del 2003 emana cattiveria da ogni sua parte. 


Raramente tra i vari Sportster visti lungo più di un ventennio è capitato di notarne qualcuno che sembrava progettato e costruito attorno ad un telaio. Approfondendo, si tratta solo di mera impressione, dal momento che il telaio di questo Sportster cafe racer è totalmente di serie, salvo qualche mano di vernice rosso acceso. 

L’effetto “factory” è dato probabilmente dal minuzioso lavoro di alleggerimento globale e riposizionamento di molte componenti, oltre che all’utilizzo di un reparto sospensioni di alto livello (forcella USD prelevata da un Suzuki GSX-R con pinze ad attacco radiale e doppio ammortizzatore Ohlins con serbatoio separato, posteriormente) che lavora su un forcellone artigianale in alluminio.

Parafango anteriore, cupolino, serbatoio del carburante e codone (che contiene anche il serbatoio dell’olio) sono costruiti in materiale composito ed ampiamente modellati sul telaio in modo da esaltarne il profilo filante. Quello che all’apparenza la parte meno curata, ovvero il motore, in realtà nasconde importanti modifiche. Un kit S&S che porta la cilindrata a 1460 cc (sono stati allargati i carter), abbinato ad alberi a cammes Andrews, carburatore S&S Super E ed un paio di scarichi artigianali con terminali a trombone, fanno di questo Sportster un vero “animale”. 

Un moderno cafe racer lontano dalla concezione tradizionale ma con un appeal notevole.
 

mercoledì 17 febbraio 2021

Profumo Britannico


sportster cafe racer storz kit


sportster cafe racer storz kit

sportster cafe racer storz kit

Arriva dal Giappone, ha stile inglese e cuore americano.

Non è uno dei tanti indovinelli o domande che si trovano sull'enigmistica, ma un bellissimo Sportster Evolution cafe-racer realizzato nella terra del Sol Levante, dove sembrano saperla molto lunga in tema di elaborazione di Sportster. 

La ricetta non è delle più originali, dal momento che è stato utilizzato un kit Storz (composto da serbatoio, codone e comandi arretrati in alluminio) prodotto agli inizi degli anni novanta, ma non si tratta di una semplice cafe-racer  “plug and play”. 

Trovata la chiave stilistica, si è andato oltre migliorando motore e ciclistica. Pistoni Wiseco che innalzano a 1200 l'originaria cilindrata 883, teste Buell Thunderstorm, alberi a cammes Andrews N8, carburatore Kehin FCR e scarico due-in-uno, sono indispensabili per avere prestazioni adeguate all'indole dello Sportster. Il reparto sospensioni vede una coppia di ammortizzatori Ohlins e la forcella originale rivisitata internamente. Montata la trasmissione finale a catena.

Non si comprende la scelta di non intervenire sul reparto freni e di montare ammortizzatori che, pur validissimi tecnicamente, stonano con la linea della moto. Ma si tratta di dettagli. In fondo nessuno è perfetto......


mercoledì 20 gennaio 2021

Lato oscuro.....


buell xb12s cafe racer



buell xb12s cafe racer


Buell XB12S e George.....


Vicino al “mezzo secolo” di età George è più inquieto che mai. Ha vissuto una vita piena di alti e bassi, cercando di combattere sempre quel demone, quel lato oscuro di ogni essere umano che spesso ha preso il sopravvento dominandone le scelte e facendogli compiere azioni insensate. Vede quel vuoto sotto ai suoi piedi e ne sente gli echi, ma non riesce ad accettarlo. Non riesce a farsi una ragione, in una continua alternanza di pace e guerra, gioia e dolore, che non gli danno tregua. 

Tra un passato che lo tormenta ed un futuro che lo tenta come il frutto proibito di Adamo ed Eva. In un attimo molla la tranquilla vita da uomo della “middle class” per gettarsi nell'oblio. Via la macchina, via la casa ben arredata (anche se non di lusso), via la camicia inamidata per andare al lavoro, che lascia il posto a t-shirt nere e giubbotto di pelle.  George, poi, si trasferisce in un garage/loft attrezzato a casa-officina-pub-scannatoio. Compra una vecchia Buell XB12S. La moto che più lo rappresenta. 

Inizia a lavorarci sopra in un delirio che dura mesi, indeciso tra una modifica bella prima ed orribile dopo, fino a trovare quello che sembra essere il presente della sua vita, ossia quello stridente legame tra passato e futuro. La moto viene verniciata totalmente in nero opaco. 

La parte posteriore del telaio lascia il posto ad un codone in materiale composito (con nuovo posizionamento di tutto l'impianto elettrico e della batteria) che richiama le moto degli anni sessanta, mentre il frontale assomiglia a quello di un'astronave. Il motore resta di serie, ma un paio di tubi liberi permettono alla Buell di far sentire tutta la sua voce. George si è fatto definitivamente inghiottire dalla sua parte oscura, pronto a seminare il panico nelle strade della sua città. 




mercoledì 11 novembre 2020

Smanett-One!!!!!



 
                                       
                                                                         
          

Le preparazione in chiave racing degli Sportster, in Europa negli anni novanta, era sostanzialmente quella che si vede su questa moto apparsa sulle pagine della rivista italiana Freeway Magazine del 1995: si interveniva a fondo sul motore (talvolta anche sulla ciclistica adottando cerchi e forcelle prelevati da "jap" sportive), si montavano parafanghi in materiale plastico (prelevati da qualche catalogo) e si verniciava la moto in maniera abbastanza vistosa. Semi-manubri e pedane arretrate erano d'obbligo, seppur il concetto di cafe-racer si sarebbe affermato come moda negli anni duemila. 

Su questo Sportster 883 del 1989 (con trasmissione finale a catena e cambio a quattro rapporti) è stato cromato anche il telaio. Il motore è stato elaborato secondo la ricetta dell'epoca che prevedeva carburatore (nello specifico S&S Super E), motore portato a 1200 cc con pistoni dal diametro più grande (quasi sempre si utilizzavano i Wiseco dello stesso peso degli originali), alberi a cammes dal profilo più spinto (Andrews come in questo caso o Screamin'Eagle) e scarico due-in-uno Supertrapp (raramente venivano adottati altri scarichi). In più sono state lucidate le teste e rifatto completamente l'imbiellaggio.

A parte la verniciatura, negli anni questo modo di rivisitare gli Sportster in chiave quasi pistaiola ha fatto tendenza.


giovedì 3 settembre 2020

Sportster........Mondiale!!!!!!






 Apparso nel lontano 2003, è una di quelle preparazioni che oggi sarebbero molto in voga.

Scorrendo l'album dei ricordi, mi sono imbattuto in questo Sportster apparso sulla rivista Cafe Racer e sono convinto che oggi riscuoterebbe ancor più successo, sebbene la tendenza sia verso le ruote tassellate piuttosto che verso i semi-manubri, ovverosia le cafe racer.

Il nome stesso dice da dove è stata tratta l'ispirazione per rivisitare questo Sportster 883 Evolution.
Il primo passo è stato quello di smontare tutto,  verniciando telaio e carrozzeria (il serbatoio del carburante proviene da un Parilla fine anni cinquanta) della stessa tinta del Mondial cui si ispira la moto.

Si è poi aggiunto qualche dettaglio come i collettori paralleli al motore, le marmitte a bottiglia (per un periodo tanto in voga su preparazioni a tema), manubrio, comandi “old style”, faro e parte superiore della forcella. Il motore a parte un filtro dell'aria aperto e gli scarichi è totalmente originale. 
Rivedendo questa elaborazione dopo tanti anni ci si emoziona lo stesso perchè è stata ottimamente realizzata e ben presentata sulla rivista.