Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 14 aprile 2021

Bad Rocker






sportster 1200 cafe racer

Ecco cosa succede quando il puro spirito rocker si lega con il più underground contesto suburbano nell'elaborare uno Sportster XLH 1200 del 1988.

E' inutile raccontare per l'ennesima volta l'origine delle cafe racer e quanto si sviluppò attorno al movimento rocker. Però un aspetto va sottolineato: la ricercatezza della perfezione, anche a livello stilistico, delle moto che venivano elaborate. Ogni aspetto era oggetto di una notevole attenzione, con lo scopo di andare più veloce possibile.

Quando si intende costruire una cafe racer che si richiami in tutto e per tutto alle moto degli anni sessanta, si deve andare nella direzione appena evidenziata. 

Su questo Sportster troviamo aspetti delle cafe racer, ma anche di moto che molto poco hanno a che fare con quel movimento culturale. Sembra di trovarsi in presenza di una sorta di "dinosauro" dell'era paleolitica costruito con parti trovate in giro, senza un preciso ordine. Accanto al bellissimo serbatoio in alluminio battuto a mano ed alle pedane arretrate della LSL, troviamo la parte anteriore (forcella, cerchio, faro e supporti) che sembrano prelevati da qualche mercatino dell'usato senza far troppo caso all'usura delle parti. Peggio ancora la sella e gli ammortizzatori.

Come tutti gli Sportster proposti all'interno di questo blog, anche questo ha una logica. 
E' la dimostrazione lampante di come sia una moto "trasversale" e talmente rozza e solida da accettare qualsiasi tipo di intervento. Da quanto è dato sapere, il motore ha moltissimi chilometri sulle spalle ed è di serie salvo il carburatore S&S ed il doppio scarico "home made".  

mercoledì 24 marzo 2021

Cafe caliente

sportster cafe racer

sportster cafe racer

sportster cafe racer

sportster cafe racer


Lo Sportster del 2003 emana cattiveria da ogni sua parte. 


Raramente tra i vari Sportster visti lungo più di un ventennio è capitato di notarne qualcuno che sembrava progettato e costruito attorno ad un telaio. Approfondendo, si tratta solo di mera impressione, dal momento che il telaio di questo Sportster cafe racer è totalmente di serie, salvo qualche mano di vernice rosso acceso. 

L’effetto “factory” è dato probabilmente dal minuzioso lavoro di alleggerimento globale e riposizionamento di molte componenti, oltre che all’utilizzo di un reparto sospensioni di alto livello (forcella USD prelevata da un Suzuki GSX-R con pinze ad attacco radiale e doppio ammortizzatore Ohlins con serbatoio separato, posteriormente) che lavora su un forcellone artigianale in alluminio.

Parafango anteriore, cupolino, serbatoio del carburante e codone (che contiene anche il serbatoio dell’olio) sono costruiti in materiale composito ed ampiamente modellati sul telaio in modo da esaltarne il profilo filante. Quello che all’apparenza la parte meno curata, ovvero il motore, in realtà nasconde importanti modifiche. Un kit S&S che porta la cilindrata a 1460 cc (sono stati allargati i carter), abbinato ad alberi a cammes Andrews, carburatore S&S Super E ed un paio di scarichi artigianali con terminali a trombone, fanno di questo Sportster un vero “animale”. 

Un moderno cafe racer lontano dalla concezione tradizionale ma con un appeal notevole.
 

mercoledì 17 febbraio 2021

Profumo Britannico


sportster cafe racer storz kit


sportster cafe racer storz kit

sportster cafe racer storz kit

Arriva dal Giappone, ha stile inglese e cuore americano.

Non è uno dei tanti indovinelli o domande che si trovano sull'enigmistica, ma un bellissimo Sportster Evolution cafe-racer realizzato nella terra del Sol Levante, dove sembrano saperla molto lunga in tema di elaborazione di Sportster. 

La ricetta non è delle più originali, dal momento che è stato utilizzato un kit Storz (composto da serbatoio, codone e comandi arretrati in alluminio) prodotto agli inizi degli anni novanta, ma non si tratta di una semplice cafe-racer  “plug and play”. 

Trovata la chiave stilistica, si è andato oltre migliorando motore e ciclistica. Pistoni Wiseco che innalzano a 1200 l'originaria cilindrata 883, teste Buell Thunderstorm, alberi a cammes Andrews N8, carburatore Kehin FCR e scarico due-in-uno, sono indispensabili per avere prestazioni adeguate all'indole dello Sportster. Il reparto sospensioni vede una coppia di ammortizzatori Ohlins e la forcella originale rivisitata internamente. Montata la trasmissione finale a catena.

Non si comprende la scelta di non intervenire sul reparto freni e di montare ammortizzatori che, pur validissimi tecnicamente, stonano con la linea della moto. Ma si tratta di dettagli. In fondo nessuno è perfetto......


mercoledì 20 gennaio 2021

Lato oscuro.....


buell xb12s cafe racer



buell xb12s cafe racer


Buell XB12S e George.....


Vicino al “mezzo secolo” di età George è più inquieto che mai. Ha vissuto una vita piena di alti e bassi, cercando di combattere sempre quel demone, quel lato oscuro di ogni essere umano che spesso ha preso il sopravvento dominandone le scelte e facendogli compiere azioni insensate. Vede quel vuoto sotto ai suoi piedi e ne sente gli echi, ma non riesce ad accettarlo. Non riesce a farsi una ragione, in una continua alternanza di pace e guerra, gioia e dolore, che non gli danno tregua. 

Tra un passato che lo tormenta ed un futuro che lo tenta come il frutto proibito di Adamo ed Eva. In un attimo molla la tranquilla vita da uomo della “middle class” per gettarsi nell'oblio. Via la macchina, via la casa ben arredata (anche se non di lusso), via la camicia inamidata per andare al lavoro, che lascia il posto a t-shirt nere e giubbotto di pelle.  George, poi, si trasferisce in un garage/loft attrezzato a casa-officina-pub-scannatoio. Compra una vecchia Buell XB12S. La moto che più lo rappresenta. 

Inizia a lavorarci sopra in un delirio che dura mesi, indeciso tra una modifica bella prima ed orribile dopo, fino a trovare quello che sembra essere il presente della sua vita, ossia quello stridente legame tra passato e futuro. La moto viene verniciata totalmente in nero opaco. 

La parte posteriore del telaio lascia il posto ad un codone in materiale composito (con nuovo posizionamento di tutto l'impianto elettrico e della batteria) che richiama le moto degli anni sessanta, mentre il frontale assomiglia a quello di un'astronave. Il motore resta di serie, ma un paio di tubi liberi permettono alla Buell di far sentire tutta la sua voce. George si è fatto definitivamente inghiottire dalla sua parte oscura, pronto a seminare il panico nelle strade della sua città. 




mercoledì 11 novembre 2020

Smanett-One!!!!!



 
                                       
                                                                         
          

Le preparazione in chiave racing degli Sportster, in Europa negli anni novanta, era sostanzialmente quella che si vede su questa moto apparsa sulle pagine della rivista italiana Freeway Magazine del 1995: si interveniva a fondo sul motore (talvolta anche sulla ciclistica adottando cerchi e forcelle prelevati da "jap" sportive), si montavano parafanghi in materiale plastico (prelevati da qualche catalogo) e si verniciava la moto in maniera abbastanza vistosa. Semi-manubri e pedane arretrate erano d'obbligo, seppur il concetto di cafe-racer si sarebbe affermato come moda negli anni duemila. 

Su questo Sportster 883 del 1989 (con trasmissione finale a catena e cambio a quattro rapporti) è stato cromato anche il telaio. Il motore è stato elaborato secondo la ricetta dell'epoca che prevedeva carburatore (nello specifico S&S Super E), motore portato a 1200 cc con pistoni dal diametro più grande (quasi sempre si utilizzavano i Wiseco dello stesso peso degli originali), alberi a cammes dal profilo più spinto (Andrews come in questo caso o Screamin'Eagle) e scarico due-in-uno Supertrapp (raramente venivano adottati altri scarichi). In più sono state lucidate le teste e rifatto completamente l'imbiellaggio.

A parte la verniciatura, negli anni questo modo di rivisitare gli Sportster in chiave quasi pistaiola ha fatto tendenza.


giovedì 3 settembre 2020

Sportster........Mondiale!!!!!!






 Apparso nel lontano 2003, è una di quelle preparazioni che oggi sarebbero molto in voga.

Scorrendo l'album dei ricordi, mi sono imbattuto in questo Sportster apparso sulla rivista Cafe Racer e sono convinto che oggi riscuoterebbe ancor più successo, sebbene la tendenza sia verso le ruote tassellate piuttosto che verso i semi-manubri, ovverosia le cafe racer.

Il nome stesso dice da dove è stata tratta l'ispirazione per rivisitare questo Sportster 883 Evolution.
Il primo passo è stato quello di smontare tutto,  verniciando telaio e carrozzeria (il serbatoio del carburante proviene da un Parilla fine anni cinquanta) della stessa tinta del Mondial cui si ispira la moto.

Si è poi aggiunto qualche dettaglio come i collettori paralleli al motore, le marmitte a bottiglia (per un periodo tanto in voga su preparazioni a tema), manubrio, comandi “old style”, faro e parte superiore della forcella. Il motore a parte un filtro dell'aria aperto e gli scarichi è totalmente originale. 
Rivedendo questa elaborazione dopo tanti anni ci si emoziona lo stesso perchè è stata ottimamente realizzata e ben presentata sulla rivista.


mercoledì 22 luglio 2020

Pioggia Sporca - Black Rain








Lo stile XLCR 1000 ha diverse sfumature....


Tra le tante moto che, in qualche modo, hanno fatto la storia del cinema (principalmente Harley-Davidson) troviamo lo Sportster cavalcato da Michael Douglas in "Black Rain". Diversamente da quanto possa sembrare, non siamo in presenza di un vero XLCR 1000 ma di un moderno Sportster Evolution costruito seguendo quel filone, che può essere tranquillamente riprodotto senza grossi problemi non appena si trova un serbatoio adeguato che richiami quello dell'XLCR 1000, un ampio cupolino dotato ed un codone come quelli da flat-track dotato di sella piatta, manubrio drag-bar e pedane di serie. 

Ovviamente si parla di modificare uno Sportster in questo modo per renderlo quanto più vicino possibile all'XLCR 1000. Se si vuole ottenere un effetto molto simile, si possono utilizzare anche il serbatoio "peanut" di serie, il parafango posteriore originale (accorciato un poco) con una sella piatta tipo "badlander" e, volendo, anche un paio di comandi arretrati.

Lo Sportster in questione è un Evolution a quattro rapporti con trasmissione finale a catena a cui è stato sostituito il cerchio originale da sedici pollici con uno da diciotto pollici. Per il resto abbiamo gli interventi indicati sopra, con  cupolino e marmitte che richiamano fedelmente lo Sportster di "Black Rain", mentre qualche altro dettaglio (come la sella) è di libera interpretazione. Ciclistica e motore sono originali salvo il cerchio posteriore ed un filtro dell'aria aperto abbinato al differente scarico.
Se non vi fosse la quasi impossibilità di trovare un serbatoio  "replica" XLCR 1000 a prezzi "umani", siamo in presenza di una di quelle realizzazioni da poter replicare senza grossi problemi e senza spendere una fortuna nel garage di casa.

Quanti ne vorrebbero una ???????? 
 


mercoledì 29 aprile 2020

XR-TT Replica 1200


Nessuna diavoleria tecnica per questa “replica”.


Chissà come mai, quando si pensa di replicare qualche moto iconica vengono spesso in mente sacrifici umani e denaro speso a palate.
Fortunatamente non è sempre così. Bisogna avere, però, l'occhio fine ed il polso della situazione.
Per avere un “XR-TT Replica” basta relativamente poco. Con qualche accorgimento può essere assemblato anche in casa. 

Ovviamente la parte più difficile è rappresentata dalle sovrastrutture in fiberglass che possono essere commissionate e fatte realizzare a qualunque azienda del settore (anche se in questo caso troviamo un grosso serbatoio in alluminio che funge anche da serbatoio dell'olio).
La base di partenza ottimale (come in questo caso) è uno Sportster Evolution pre-2003, meglio se nella cilindrata 1200 (per ovvie ragioni legate alla maggior potenza del motore).
Su questo Sportster è stato spostato il serbatoio dell'olio sotto al motore e collocata la batteria dentro al grosso codone.

A livello ciclistico, la forcella è rimasta di serie ed ha subito il trapianto di nuove molle abbinate ad olio più denso. Posteriormente un paio di ammortizzatori Koni regolabili, leggermente più lunghi degli originali, lavorano su un differente forcellone in alluminio. I cerchi sono a raggi da 18 pollici. Completa la ciclistica un ammortizzatore di sterzo WP e pedane arretrate.
Il motore è strettamente di serie, salvo un carburatore Mikuni HSR42 ed un paio di scarichi Supertrapp alti.

La colorazione, ovviamente, è fedele all'originale. 
Come si vede, gli interventi sono stati importanti, ma si può anche optare per un intervento solo sulle sovrastrutture e sugli scarichi. 

lunedì 17 febbraio 2020

Cafe Metallico




L’Ironhead elaborato secondo la ricetta tradizionale cattura i consensi di quanti amano le VERE cafe racer.


Metallo battuto a mano a profusione, sovrastrutture ridotte all’essenziale, semi-manubri e comandi arretrati, motore opportunamente elaborato, verniciatura praticamente inesistente. 

Ogni tanto capitano piccole varianti sul tema e si tratta quasi sempre di ottime realizzazioni, ma sono rarità. Tutto ruota attorno al vecchio XLX 883 del 1983, modello “ponte” tra i vecchi Ironhead degli anni settanta ed i nuovi e più moderni Evolution del 1986, dei quali ha il basamento motore (con il cambio spostato a sinistra). Un modello poco riuscito e sconosciuto a molti a causa del periodo in cui è stato prodotto e delle non molte unità uscite dalla catena di montaggio

Lo Sportster è stato completamente smontato procedendo alla lucidatura di motore e telaio. Quest’ultimo è il risultato della fusione del telaio originale con tubi in acciaio molto più leggeri. La forcella ha steli da 35mm ed è stata accorciata, mentre posteriormente sono stati montati un paio di ammortizzatori Progressive leggermente più lunghi. Cerchi, freni e motore sono originali, salvo un filtro dell’aria più aperto ed un paio di collettori alti con terminali dalla consueta forma “a sigaro”. 

Il resto è un tripudio di moltissime parti realizzate a mano ed assai curate che impreziosiscono non poco questo bellissimo cafe racer.


domenica 29 dicembre 2019

Furiosa!!!!!

furiosa sportster 2004 custom sport with modified engine

furiosa sportster 2004 custom sport with modified engine

furiosa sportster 2004 custom sport with modified engine

furiosa sportster 2004 custom sport with modified engine


Indole sportiva e spunti custom caratterizzano questo Sportster con motore bombardato!



Siamo in presenza di una di quelle moto che andavano tanto di moda negli anni novanta, dove alla meccanica Harley-Davidson veniva spesso abbinata una ciclistica moderna ed una verniciatura studiata per le moto sportive dell’epoca. 

Qui siamo in presenza di uno Sportster 883 a carburatore del 2004 totalmente stravolto.  Parlare della “Furiosa” in termini di mera customizzazione è riduttivo, dal momento che la moto è stata costruita quasi completamente, tranne la parte centrale del telaio ed il basamento del motore

La parte più evidente del lavoro è rappresentato dal grosso pneumatico posteriore da 250 mm che ha comportato un grandissimo lavoro di adattamento di telaio e forcellone (uniti da una coppia di ammortizzatori Ikon), nonchè di allineamento della trasmissione finale (a catena invece della tradizionale cinghia dentata). La ridotta carrozzeria è stata costruita a mano, situazione necessaria anche per poter inglobare nel codone la batteria. La forcella proveniente da una Suzuki GSX-R ed ha pinze Tokico ad attacco radiale. 

Contrariamente a quanto potrebbe far pensare questa moto, il motore è stato elaborato seguendo una ricetta collaudata che garantisse grande affidabilità:  cilindrata portata a 1200 tramite pistoni Wiseco forgiati e nuovi cilindri, carburatore Mikuni HSR42 con filtro dell’aria a tromboncino e due corti scarichi liberi. La lista delle parti costruite in casa è lunghissima (paracatena, serbatoio dell’olio davanti al telaio, coperchio trasparente del basamento ecc.) e si tratta di elementi ottimamente realizzati.

Un solo dubbio riguarda questa moto ed attiene alla guidabilità, che sembra un aspetto secondario rispetto a quello estetico.



martedì 19 novembre 2019

Tifone malese!

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber

typhoon sportster cafe racer old school bobber


In Asia hanno iniziato a capire come mettere le mani sulle Harley……


La base è un Nightster 1200 del 2010 interpretato in chiave cafe racer con elementi “old-school” e bobber. Partendo dall'eliminazione dei supporti del parafango posteriore presenti sul telaio si è provveduto a costruire tutta la carrozzeria cercando di armonizzare le forme e linee. 


Accanto al corto codone con la pregevole sella ed allo squadrato serbatoio del carburante, trova posto l’affusolato cupolino di ispirazione navale che connota tutta la moto, nera come una suora di clausura. Gli elementi “old school” come le manopole d’orate ed il doppio, piccolo, faro anteriore incastrato nel cupolino, impreziosiscono ancor più lo Sportster sul quale è stato montato un carburatore S&S in luogo del tradizionale impianto ad iniezione, abbinato a filtro dell’aria costruito in casa, così come il cortissimi scarichi che “sparano” verso il basso. 


Assai complicato è stato effettuare la conversione da iniezione a carburatore poiché si è dovuto intervenire anche su altri elementi come l’accensione e sull’impianto elettrico. Ma per un “old school” che si rispetti il caro, vecchio, carburatore è un “must” indispensabile!  


martedì 29 ottobre 2019

Ironhead Harton

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame

sportster ironhead cafe racer with norton featherbed frame


Doppio carburatore e motore elaborato pesantemente per questa splendida cafe racer costruita secondo la tradizione più antica.


Questo è un altro esempio di cafe racer costruito su base Sportster Ironhead 1000, forse il motore più indicato fra quelli Harley-Davidson, se si vuole una moto che sia una vera replica di quelle in circolazione negli anni sessanta. Numerose sono le moto a tema presentate in questo blog, ognuna con qualche elemento di particolarità, pur seguendo il preciso filone che vede in un serbatoio basso e lungo in alluminio, semi-manubri, pedane arretrate e coda corta gli elementi caratteristici. 


Lo Sportster qui presentato ha anche un telaio Norton Featherbed con forcella Roadholder,  cerchi Borrani con freno anteriore Dresda da 270mm. L’elemento che incuriosisce non è rappresentato dai due carburatori Dell’Orto con filtri K&N, ma dalla testa cilindro posteriore che è stata invertita per montare il secondo carburatore, situazione che ha comportato il posizionamento del collettore di scarico davanti al cilindro, in prossimità di quello anteriore. Il lavoro ha comportato un nuovo posizionamento anche di valvole ed alberi a cammes, a loro volta invertiti. 


Questa è la parte più interessante di tutto l’Ironhead che ha subito altri interventi come una trasmissione primaria di nuova progettazione ed il montaggio di una frizione di tipo “a secco”, oltre ad un amento prestazionale del motore attraverso  accensione Crane, pistoni KB ad alta compressione e valvole Black Diamond Kibblewhite molto più grandi delle originali. 


Quasi tutte le parti sono state costruite su misura come, anche, il codone posteriore ed il parafango anteriore in alluminio. Progetti del genere dovrebbero essere incentivati……