Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 8 settembre 2021

Spirito Racing!!!!! - XLH 1970

 






Gli anni settanta segnano un cambiamento epocale nella società odierna e nemmeno Harley-Davidson non sfugge a questa ansia di rinnovamento nata dal movimento culturale del 1968 e presenta diverse novità sui modelli Sportster che, dal 1972, avrà il motore con alesaggio aumentato, portando la cilindrata a 1000 (in luogo degli originari 883 cc).

La moto della foto è una delle ultime versioni con motore 883, dato che si tratta di un XLH del 1971 (la H aggiunta alla sigla XL fu un una mossa del marketing HD per differenziare il motore più potente grazie ad un aumento del rapporto di compressione da 7,5:1 a 9:1 e del diametro delle valvole, oltre all'adozione di punterie più leggere) ed è stata elaborata ispirandosi alle vecchie KR 750 da competizione con motore a valvole laterali. 

Il telaio originale è stato sostituito con uno di tipo rigido ed è stato abbinato a cerchi e freni originali (a tamburo!). Nel montare il motore (rimasto di serie salvo un carburatore S&S Super E abbinato ad un filtro dell'aria aperto e due drag-pipes) si è provveduto a ricostruire tutto l'impianto elettrico, ora dotato di diversi cablaggi e semplificato. 

L'impronta racing impone di non lasciare spazio ad inutili accessori e di contenere il più possibile il peso. Ecco che il parafango posteriore è ridotto al minimo e l'anteriore eliminato, mentre il serbatoio del carburante è il classico "peanut" da 8 litri.  Ovviamente di specchietti e frecce nemmeno a parlarne. Pur se la moto sembra costruita per gli ovali in terra battuta, mancano un paio di pneumatici con il tassello. Ma si tratta di dettagli......

venerdì 27 novembre 2020

Flattrack 750 by Harley-Davidson Monza





E' la bellissima  “special” realizzata da Harley-Davidson Monza, ma non ha come base uno Sportster......


Molti sicuramente storceranno il naso e riceverò diverse critiche, anche a fronte del fatto che questo blog è dedicato allo Sportster (seppur con qualche piccola divagazione), ma questa motoretta la dovevo assolutamente pubblicare e dire la mia, anche se è conosciuta da tempo.

Prima di continuare a leggere rispondete ad una semplice domanda: avete mai provato la Street-Rod 750 ?????? Se non lo avete fatto, provatela quanto prima, liberi da pregiudizi sul fatto che non sia una  “vera” Harley-Davidson.

Di certo la Street Rod 750 è molto “plasticosa” e se togliete il logo sul serbatoio potrebbe sembrare tranquillamente una di quelle tante moto cinesi dai nomi improponibili che circolano da tempo. Ma provate a salirci sopra e prima ancora a girale un poco intorno.....

Io l'ho provata dagli amici di Harley-Davidson Jesi e mi sono ricreduto!!!! Se cliccate qui leggerete le mie impressioni  e potrete farvi un'idea.
Tanto per fare un paragone, poco prima della Street Rod 750 ho provato la Royal Enfield Interceptor 650 (sulla quale sono salito nuovamente poco tempo addietro) che, seppur ottimamente realizzata, dalle linee coinvolgenti, dall'incredibile fascino “british” e dal prezzo giusto, lascia a desiderare in quanto a pure sensazioni di guida, se paragonata alla Street Rod 750 la quale, al contrario, è un “brutto anatroccolo”.

Della Flattrack 750 ho avuto modo di parlare con l'amico Paolo Ghirindelli del blog Due Cilindri il quale dopo aver visto (e penso anche provato) la moto me ne ha tessuto le lodi. Molti sui social ne hanno parlato malissimo ed una persona che l'ha comprata si è detto pentita perchè per l'idea che aveva in testa forse era più indicato uno Sportster da trasformare in casa. 

Diciamola tutta: è una moto da fighetto. Una moto che possono permettersi in pochi, perchè i 13.400 Euro richiesti sono tanti denari (anche se giustificati dalla qualità dell'elaborazione), soprattutto se si pensa che con poco di più (13.900 Euro) si compra il nuovo Softail Standard con motore da 1746 cc (!!!!!!!!). Certo, non si parla di una cifra impossibile, ma la moto è di fascia medio-alta. 

Però nella Flattrack 750 c'è moltissima sostanza. Più di quanto sembri. La moto, pur essendo praticamente di serie a livello tecnico (salvo i pneumatici da flat-track, il filtro dell'aria aperto ed il terminale Supertrapp) è stata rimaneggiata con una cura incredibile e la massima attenzione ai molti particolari. Evidente è lo spostamento di tutte le varie tubazioni del motore, nonché della loro sostituzione con altro materiale. Non immediatamente percepibile è la generale opera di alleggerimento a livello globale. Ad Harley-Davidson Monza sono riusciti non solo a rendere fascinosa una moto obiettivamente brutta, ma ad esaltarne il carattere.

Entra poi in gioco un altro aspetto, ma qui si esula dal mero lavoro sulla moto.
Guglielmo Zappa, attingendo ai suoi trascorsi (oltre venti anni a maneggiare vendere Harley-Davidson.....) “Talamiani”, ti vende non solo una bellissima “special”, ma anche un'idea. E qui sta principalmente il suo abile lavoro di marketing e comunicazione a cui facevo riferimento sopra, parlando dei suoi trascorsi. La linea di abbigliamento dedicata ed altri gadget che vengono dati insieme alla moto ne aumentano moltissimo il fascino.

Ora non mi resta che provarla non appena sarà possibile. Evitando poi di indebitarmi fino al collo per comprarla......




 


mercoledì 7 ottobre 2020

The Blaster!!!!





Quest'altra preparazione in chiave flat-track della Blast è il segno che forse il "mono" Buell aveva qualcosa da dire......


Più passa il tempo e meno comprendo le politiche di Harley-Davidson degli ultimi venti anni, specialmente per quanto riguarda la gestione del marchio Buell e della produzione Sportster.

La Buell Blast. La moto non era bella da vedere (seppur in linea con le scelte stilistiche Buell) ed aveva poca potenza, oltretutto il motore non era bicilindrico. Il mercato non la accolse positivamente. La scelta di cessarne la produzione fu più che sensata. Ma perchè abbandonare totalmente un progetto fatto in casa, oltretutto togliendo semplicemente un cilindro ad un basamento (il motore è quello dello Sportster mozzato del cilindro posteriore) quando bastava metterlo in "naftalina" per un poco di tempo ?????

Scelta non comprensibile se si pensa (come i tempi lasciavano intravedere) che ora il mercato delle motociclette è dominato da bicilindrici frontemarcia e monocilindrici di stampo classico.
Che senso ha avviare accordi con aziende per produrre "mono" marchiati HD lontani anni luce dalla tradizione americana ?????

La Blast qui presentata è stata preparata a dovere sia nella ciclistica che nel motore. Il telaio originale è stato sostituito con un con un C&J abbinato a cerchi a tre razze Performance Machine e freno posteriore Brembo.

La parte più interessante riguarda l'elaborazione del motore, avvenuta tramite un kit "Big Bore" che porta la ciclindrata a 515 cc (lasciando invariata la corsa) con un aumento di potenza dagli originali 30 cv agli attuali 46 cv (!!!!!). Il kit comprende cilindro e pistoni maggiorati (con relativo spinotto di attacco del pistone alla biella) ed una differente guarnizione. Notevole l'aumento del rapporto di compressione che ora arriva a 10,5:1. Il tutto abbinato ad uno scarico Supertrapp.

Vedendo questa Buell Blast da flat-track aumenta il rammarico per la cessata produzione di questo "mono"!!!!!!

mercoledì 22 aprile 2020

Ora legale!!!!

harley davidson xr750 street tracker

harley davidson xr750 street tracker

harley davidson xr750 street tracker

harley davidson xr750 street tracker

Qualcuno è riuscito nell'intento di addomesticare (si fa per dire) una belva come l'XR750 da flat-track....


…..e di farla circolare sulle strade statunitensi, situazione quasi impossibile in Italia (se si vuole essere in regola con le norma del Codice della Strada).
Per legalizzare la moto sono bastati pochi accorgimenti: faro posteriore, targa freno anteriore.
In più la “belva”, rispetto a quando correva sugli ovali in terra battuta, ha avuto qualche accorgimento.

Il motore è rimasto come era in origine, con i due carburatori Mikuni da 38mm ed il doppio scarico Supertrapp sul lato sinistro, ma per adattare la moto all'utilizzo stradale è stata montata una frizione Magura.

Il telaio C&J è stato sottoposto ad una attenta verifica e nuovamente verniciato, la forcella proviene da una Honda CBR600, mentre il singolo ammortizzatore posteriore e della Penske, del quale è stato leggermente aumentato l'interasse per avere maggiore carico sulla parte anteriore e permettere alla moto di curvare più velocemente (si tratta di una moto stradale...).

Parlando del comparto freni, all'anteriore troviamo Brembo (disco da 320mm)  ed al posteriore Grimeca.
I cerchi sono entrambi in alluminio forgiato da 19 pollici della Performance Machine, mentre la carrozzeria è interamente in fibra di carbonio.

Certo che definire  “stradale” una moto simile che sviluppa quasi 100 cv, solo perchè ha targa e faro posteriore mi sembra esagerato..... 


venerdì 3 aprile 2020

Dirt-Tracker!!!!! (Sportster 883 R)

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

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Sebbene sia stata costruita nei primi anni duemila, lo Sportster di HD Pavia sembra non mostrare i segni del tempo.

Quando vidi questo Sportster sulla carta stampata rimasi folgorato. Una moto ben fatta e senza stravolgimenti stilistici, anche se, forse, un poco esagerata quanto ad elaborazione del motore. La rivista Cafe Racer la descrive così a livello estetico  “......con una sapiente scelta dei cromatismi omaggia, omaggia l'estetica di moto d'altri tempi......”.

In pratica, attingendo al vasto catalogo Screamin'Eagle, a Pavia hanno pensato di elaborare a livello estetico un 883R come le moto che correvano il Campionato Italiano Short-Track inventato da Carlo Talamo negli anni novanta. Almeno per quanto riguarda l'estetica ed alcune soluzioni della ciclistica come la trasmissione finale a catena, i pneumatici Pirelli MT60 da dirt-track su cerchi a raggi da 17 pollici, l'ampio manubrio.
Il motore, invece, è stato pesantemente elaborato intervenendo anche su cilindrata e teste.

Nel luglio del 2019 ho avuto la fortuna (per caso) di imbattermi in questo Sportster mentre mi aggiravo nella concessionaria di Jesi (la moto dovrebbe essere lì tutt'ora) e vi assicuro che dal vivo è ancora più bello
Forse un tantino alta rispetto a quanto pensassi ma, a parte questo dettaglio, ho girato intorno alla moto per qualche minuto trovandola ben fatta. Non solo. Sia per come è stata curata, sia per il tipo di elaborazione, sembra un'opera assai recente.

Mi risulta che sia in vendita. Non vi resta che contattare Luca Fava di HD Jesi e vi dirà tutto, consigliandovi per il meglio su ulteriori modifiche da effettuare. 


mercoledì 25 marzo 2020

FS1200R

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

fs1200r sportster 1200 roadster flattrack

Da Speed & Custom arriva questo interessante Sportster da flattrack.


C'è molto di italiano in questo Sportster, dato che è stato costruito in collaborazione con i ragazzi di Free Spirits (l'azienda italiana produttrice di molte parti speciali per Harley-Davidson e non solo....) e proprio per questo, in qualche modo, mi piace ancora di più. Non si è trattato di prendere parti e montarle su una moto, ma di studiare il progetto con l'azienda italiana.

La lista è lunga: forcellone, sotto telaio in vetroresina originariamente creato per l'XR1200, risers del manubrio, pedaline ecc 
Qualche altro componente è stato realizzato a mano , come le tabelle porta numero ed il codone in alluminio,  qualche altro è stato prelevato tra gli “avanzi” dell'officina, come il serbatoio del carburante di una Street Rod 750, che si trova più infossato sul telaio, offrendo una linea più pulita a differenza di quello originale. 

Per creare una vera moto da ovale in terra battuta, si è dovuto ricorrere alla sostituzione del cerchio posteriore con uno più grande del diametro di 19 pollici (come all'anteriore) ed al montaggio di pneumatici specifici (Dunlop DT3 flattrack). Questa scelta ha permesso di avere un assetto uniforme senza dover lavorare troppo sulla lunghezza degli ammortizzatori o della forcella, sebbene al posteriore si sia optato per degli Ohlins Blackline che alzano un poco il retrotreno.

Sul motore sono stati utilizzati gli stessi accorgimenti riservati alla ciclistica: pochi interventi e ben mirati: il filtro dell'aria proviene dal ricco catalogo Harley-Davidson ed è stato girato all'indietro per richiamare la linea della “Alloy XR750” (quella della seconda serie con le testate in alluminio ed il doppio carburatore) e sono stati montati due scarichi alti interamente progettati in casa e rivestiti di ceramica.
La verniciatura rosso pastello esalta ancora di più questo 1200 Roadster di ultima generazione. 

Una vera moto da flattrack che si può tranquillamente replicare in casa senza spendere una fortuna!!!!!!   


lunedì 10 febbraio 2020

Profondo rosso!!!!!!

sportster xlch 1969 street tracker

sportster xlch 1969 street tracker

sportster xlch 1969 street tracker

sportster xlch 1969 street tracker

sportster xlch 1969 street tracker

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Uno dei modelli Sportster  “racing” viene riportato agli antichi splendori con un lavoro certosino. Ora l'XLCH del 1969 mette paura.....


Tradizione vuole che alla sigla “CH”,  il seguito della XL denotante i modelli Sportster, venisse dato un doppio significato: per alcuni voleva dire “Competition Hot”, per altri invece “California Hot”.
Qualunque fosse il reale significato della sigla, è indubbio che lo Sportster XLCH venne costruito per soddisfare i pruriti di quanti volevano una moto dallo spirito racing da poter utilizzare su strada ed anche nei circuiti con poche modifiche.   

L'esemplare qui proposto rappresenta il miglioramento di un modello già di per se riuscito.
Il telaio originale, che garantiva molta maneggevolezza ma ben poca stabilità alle alte velocità, è stato sostituito con un'unità rigida proveniente dal modello KR all'interno del quale è stato alloggiato il motore totalmente revisionato e verniciato in nero, senza modifiche volte ad aumentarne le prestazioni.

La forcella è una Kayaba, mentre i cerchi sono Borrani da 19 pollici all'anteriore e 18 al posteriore. 
Il colore rosso pastello del serbatoio e del parafango posteriore, abbinato al logo dell'epoca, esalta ancora di più lo spirito racing di questo XLCH che tanto appassiona. 


mercoledì 5 febbraio 2020

K-MODEL 1953

harley davidson k model 1953 flat track

harley davidson k model 1953 flat track

harley davidson k model 1953 flat track

harley davidson k model 1953 flat track

harley davidson k model 1953 flat track

harley davidson k model 1953 flat track


Beccatevi questo modello K da dirt-track personalizzato a dovere con pochi tocchi.


Trovare ancora in giro per il mondo qualche vecchio modello K è impresa ardua. Si tratta di moto che non ebbero successo ai tempi che furono, immediatamente soppiantate dagli Sportster (....il modello K ha avuto una vita relativamente breve rispetto allo Sportster: dal 1952 al 1958....). Tuttavia, come spesso accade quando si parla di motociclette in generale, ci sono dei veri cultori di questo modello. 

La moto qui presentata non è originale ed ha spunti stilistici dello Sportster XLCH, come il serbatoio del carburante, il motore con cilindrata aumentata da 750 a 900, la sella, il coperchio del filtro dell'aria. La forcella è di serie, i freni provengono da un KR, gli scarichi tipo drag-pipes anche essi provenienti da un KR.

Sicuramente un ottimo lavoro di restauro. 

giovedì 30 gennaio 2020

Tribute to Mert Lawwill!!!!!

sportster big bore 1400 street tracker mert lawwill tribute

sportster big bore 1400 street tracker mert lawwill tribute

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Il famoso ed amato Campione di flat-track degli anni settanta viene omaggiato con questo Sportster 1200 del 2005 che ha diverse soluzioni inusuali.....


Sino all'avvento di internet e, soprattutto, alla celebrazione in ambito motoristico del culto dell'attore Steve McQueen, alla maggior parte degli appassionati il nome di Mert Lawwill non diceva nulla.
Confinato all'interno di uno sport ritenuto solo per il popolo a “stelle e strisce”, ha trovato il giusto riconoscimento grazie al film-documentario “On Any Sunday” di Steve McQueen sul mondo delle corse motociclistiche degli anni settanta, nella quale Mert Lawwill è uno dei protagonisti.

Nel tempo diverse moto gli sono state tributate, ma questo Sportster è forse una delle più belle realizzazioni anche se è stata utilizzata come base un recente modello con motore Evolution (molto più affidabile) invece di un vecchio Ironhead.

A parte la carrozzeria in alluminio con grafiche dedicate, ciò che colpisce maggiormente sono i due carburatori (Kehin originali a depressione) che escono sul lato destro, con il doppio scarico Supertrapp alto sul lato sinistro. Ma si tratta solo delle modifiche più evidenti (insieme allo spostamento della batteria sotto i due carburatori). Se si cerca il serbatoio dell'olio risulta quasi impossibile trovarlo perchè funge da tabella porta numero sul lato destro.....

Il telaio è stato interamente modificato per alloggiare un forcellone Penske dotato di doppio leveraggio che, sembra, sia stato studiato per trasmettere la forza motrice durante le accelerazioni anche nella parte anteriore del telaio, avendo così un comportamento omogeneo della moto. L'inclinazione del cannotto di sterzo è stata molto ridotta in modo da aumentare la maneggevolezza ed è stata montata una forcella a steli rovesciati.

Il motore rende questo Sportster mostruoso: 96 cv ottenuti portando la cilindrata a 1400 tramite pistoni, cilindri e teste, montando inoltre alberi a cammes Megacycle dal profilo nettamente più spinto degli originali per avere più compressione all'interno della camera di scoppio ed una maggiore propensione del motore a girare in alto. 
Cosa altro dire ??????

Che sicuramente un “mostro” del genere se lo potranno permettere in pochi. E non solo a livello economico.......




lunedì 6 gennaio 2020

Vincent-Lawwill 883 Iron!

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute

sportster 883 iron mert lawwill and vincent motorcycles tribute


Si parte dall'idea della XR750 del campione di Flat-Track Mert Lawwill per arrivare alle vecchie Vincent cafe racer.


Forse una trasformazione simile non l'avevo ancora vista. Non parlo di linee e forme, ma del concetto da cui si è partiti e del risultato finale a cui si è giunti. Debbo dire che, in questo senso, gli inglesi di Shaw Speed & Custom (ora Speed & Custom) sono stati a dir poco geniali nel saper fondere due modi di pensare in netto contrasto tra loro. 

Utilizzando alluminio a profusione (bellissimo il serbatoio del carburante ed il parafango posteriore sagomato, abbinato ad un nuovo telaietto in alluminio ed una doppia sella tipica delle moto da flat-track degli anni sessanta) e parti che richiamano le moto degli anni sessanta/settanta hanno dato vita ad uno Sportster entusiasmante. Una sorta di evoluzione della moto replica di Mert Lawwill presentata su questo blog.

Oltre le citate parti in alluminio, è stata prestata particolare attenzione ai cerchi Morad con diametro da 19 pollici e canale da 3,5 pollici al posteriore e 3 pollici all'anteriore, dotati di pneumatici Dunlop DT3 Flat-Track nelle misure 140/80/19 al posteriore e 13/80/19 all'anteriore. 

Ovviamente il montaggio di questi cerchi e le precise esigenze stilistiche hanno imposto la trasmissione finale a catena. Ciclistica e motore restano di serie salvo piccolissimi interventi come l'abbassamento della forcella ed il montaggio di una paio di scarichi drag-pipes della Paughco ed un filtro dell'aria aperto Stack Bison dotato di un coperchio in alluminio che simula il carburatore SU. 
Questo Sportster segna un deciso passo in avanti rispetto al tradizionale concetto di flat-tracker, street-tracker