The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 19 giugno 2024

Easy Rider dreaming




Arriva l’estate e sono molto più inquieto del solito.

Probabilmente sto invecchiando di brutto, perché passato il mezzo secolo si inizia ad invecchiare, anche se mi sento ancora l’età di un ventenne,

ma la grande città, comunque, mi va stretta, sempre più stretta.

I palazzi, le vie, i negozi, che per anni hanno cullato i sogni di una giovinezza sono improvvisamente diventati troppo stretti. O forse troppo ingombranti e fastidiosi da tollerare…...il clima è cambiato, specialmente dopo il Covid-19.

Come posso scappo via nell’attesa, prima o poi, magari di riuscire ad andarmene per sempre…..

Per ora utilizzo il mio Sportster Street-Tracker per scappare dalla città, ma sto già progettando la mia prossima moto.

Ho sempre Easy Rider nel cervello. Ho sempre in testa l’idea di buttare quel maledetto orologio dentro qualche buca….

Il mio futuro Sportster potrebbe essere decisamente questo: motore 883 del 2003, stock ed interamente revisionato, montato su telaio rigido e sella con le molle, cerchi da 19 pollici con ruote tassellate, manubrio alto come il sissy-bar, scarichi che  sparano verso l’alto, serbatoio “peanut” da 12,5 litri, carrozzeria inesistente (voglio avere la moto più leggera possibile), parti in alluminio lucidate e protette a dovere.

Il promontorio dove puntare la forcella forse è più vicino di quanto possa pensare…..




mercoledì 12 giugno 2024

Classic City Racer!!!!! - 1998 Sportster 1200 custom





Spesso quando si interviene su una moto c'è il rischio di peggiorarne alcuni aspetti, rendendo l'elaborazione non in linea con il mezzo stesso.

Questo è un discorso che si fa a trecentosessanta gradi e riguarda tutte le motociclette. Mi è capitato, non di rado, di vedere mezzi stravolti e peggiorati, magari anche belli dal punto di vista estetico e con qualche buona idea. Esempi ne abbiamo particolarmente con le elaborazioni delle vecchie Buell con telaio a traliccio, oppure con qualche modello Sportster particolare.

Questo Sportster 1200 del 1998 in qualche modo ha seguito la sua naturale inclinazione, elaborato con lo scopo da migliorarne potenza e guidabilità, nell'ottica di un utilizzo prettamente cittadino.

Pochi e sapienti interventi sono stato quello che ci volevano.

Innanzitutto il motore, rimasto di serie salvo un carburatore S&S dotato di filtro dell'aria a cono, abbinato ad un paio di scarichi liberi, per passare alla ciclistica, con forcella e freni di serie, ma con un paio di ammortizzatori posteriori di tipo progressivo e due cerchi da 18 pollici. La trasmissione finale a catena ha sostituito quella originaria a cinghia ed è stata montata una corona leggermente più grossa dell'originale in modo da avere maggior spunto. 

Indispensabile togliere peso. Quale miglior soluzione se non quella di eliminare il parafango anteriore, sostituire il posteriore con un'unità in alluminio dopo aver provveduto, oltretutto, alla semplificazione dell'impianto elettrico ?????

Il manubrio da flattrack ed il serbatoio del carburante maggiorato, verniciato di un color rosso ciliegio completano questa bellissima opera!

giovedì 6 giugno 2024

Sogni ribelli!!!!





L'European HOG Rally 2024 che si svolgerà a Senigallia metterà in mostra chopper simili con abbondanti cromature, alluminio billet a profusione, verniciature metal flake e telai rigidi ????? La domanda è più che lecita dal momento che siamo in estate ed il chopper sembra legarsi benissimo con questa stagione. Inoltre, proprio questo tipo di chopper sembra più in linea con gli "hogger" rispetto a quelli rozzi e selvaggi (con anche forcelle chilometriche) che si vedono ogni tanto.

Lo Sportster apparve sulla rivista Freeway Magazine nel lontano 2005 e fu subito apprezzato per le linee pulite (non si vedevano le saldature fatte) ed i numerosi particolari estremamente curati. Per alcuni aspetti richiamava le moto costruite da Arlen Ness, sebbene il motore utilizzato fosse uno "small-block" Evolution interamente stock, salvo scarichi e filtro dell'aria.

La forcella Springer altro dettaglio degno di nota.

C'è da dire, inoltre, che in quel periodo in Italia il custom su base Harley-Davidson stava acquistando nuovamente una propria fisionomia, spinta dal nuovo corso dell'importatore e dai tanti preparatori che si erano affermati. Internet ancora non era diffuso come oggi, ma le molteplici riviste di settore contribuirono non poco alla crescita della cultura custom, prima lasciata a poche persone.

 

mercoledì 29 maggio 2024

Cosa non fare con una Buell a traliccio






                                           


Vi ricordate di Erik Buell e delle sue splendide moto che utilizzavano il motore Sportster 1200 debitamente "pompato" ????? Bene!!!!! Tenetevi l'immagine che avete ben stretta, perchè ultimamente stiamo assistendo a sempre più persone che "cannibalizzano" senza pietà diversi modelli S1 ed M2 quando, invece, andrebbero conservati con cura e restaurati sebbene, come in questo caso, il risultato finale sia sorprendente. 

Da questo blog mi sono espresso mille volte sul fatto che determinati modelli di moto (e di Sportster in particolare) vadano elaborati senza stravolgimenti, migliorandone solo alcuni aspetti, ed apportando modifiche reversibili.

Tornando al discorso Buell, i modelli con il telaio in traliccio, quelli prodotti più o meno fino agli inizi degli anni duemila, rappresentano il maggior valore laddove, lo stesso appeal e successo commerciale non hanno avuto le versioni XB con il telaio che funge da serbatoio del carburante, sebbene la soluzione tecnica sia stata alquanto ingegnosa. 

Il motore di una Buell S1 del 1996, praticamente di serie salvo accensione Dyna Single Fire, bobine S&S e scarico corto dotato di valvola interna per variarne il rumore, è stato alloggiato in un telaio rigido che assomiglia molto ai vecchi Softail per le geometrie. I cerchi solo da 18 pollici al posteriore e da 21 pollici all'anteriore, abbinati a freni Beringer (dietro) e Performance Machine (davanti).

Il serbatoio del carburante è in puro stile Sportster, mentre gli striminziti parafanghi sono in alluminio sagomati a mano. Poi ci sono tutta una serie di particolari che rendono la moto molto interessante tra cui, soprattutto, la vernice verde di telaio e carrozzeria che risalta molto abbinata al nero di motore, cerchi ed altre parti della moto. 

Il progetto finale ricorda una Harley-Davidson Breakout, in particolare alla bellissima realizzazione, tributo a Le Mans, realizzata dal dealer H-D Bologna ed apparsa sulle pagine della rivista Low Ride tempo addietro.   


mercoledì 22 maggio 2024

Attacco al custom!!!!!







Bello. Elegante. Emozionante. Performante. Questi sono solo alcuni degli aggettivi che si possono esprimere per questo Sportster che trasuda di custom da ogni angolo

Esempio di maestria nella ricerca della raffinatezza dei particolari e nella semplicità delle affilanti linee, dove l’ampia lavorazione dell’alluminio diventa elemento preponderante ed, al contempo, insostituibile per questa moto.

Il difficile, però, è coniugare alla perfezione stile e prestazioni, senza cadere nello scontato o nell’inutile. La scelta di ogni componente deve essere, quindi, effettuata con estrema cura.

Il modello 883 standard del 2008 è la base ideale da cui partire per un progetto così ambizioso, in cui l’unico elemento di serie rimane il telaio, seppur modificato nella parte posteriore con l’eliminazione dei supporti del parafango.

Il motore di serie viene interamente sostituito con un’unità S&S da 1600 cc. Per l’esattezza il motore si chiama “SB100” ed è dotato anche di un radiatore dell’olio supplementare.  Per una potenza da drag-racing è stato indispensabile installare una trasmissione adeguata, optando per una Baker con cambio a sei velocità  e coperchio in alluminio aperto.

Per frenare i bollenti spiriti del potente bicilindrico i freni di serie non bastano e si ricorre ad un impianto completo Brembo abbinato a sospensioni Ohlins e forcellone posteriore allungato. Anche i cerchi sono in alluminio ricavati dal pieno ma, del tutto inusuale, la scelta di ricorrere ad unità da 21 pollici all’anteriore (in luogo della misura originale da 19), mantenendo quello posteriore da 16 pollici, dettata unicamente da questioni di stile. 

La verniciatura brillante è una vera opera d’arte! …..come del resto tutta la moto!!!!!!


mercoledì 15 maggio 2024

Compratela!!!!!!!





Da poco è apparso questo annuncio di vendita allettante!!!! Si tratta della prima versione di quella che, forse, è la moto da corsa più rappresentativa di Harley-Davidson. La prima versione, prodotta dal 1970 al 1972, è quella meno ricercata causa numerosi problemi di affidabilità sorti, ma anche quella più difficile da trovare.

Si caratterizza principalmente per il motore con i cilindri in ghisa, il singolo carburatore Tillotson posto tra i due cilindri sul lato destro, i doppi scarichi di tipo drag-pipes che escono bassi sullo stesso lato ed il cambio a quattro rapporti. Questa versione sviluppò poco più di 60 cv a circa 6200 giri.

L'esemplare in vendita sembra abbia corso dal 1970 al 1982 (si stima abbia percorso quaranta miglia anche se chilometraggio totale è sconosciuto), monta forcella Ceriani ed ammortizzatori Girling.

La cifra richiesta è 15000 Dollari e la moto, ovviamente, si trova negli States. Ma vale la pena farci un pensierino concreto. Non vi resta, quindi, che guardarvi prima il video (che potrebbe non vedersi se lo caricate con il telefonino) e dopo cliccare sul link sottostante:



https://bringatrailer.com/listing/1970-harley-davidson-xr-750/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR27MA49ZkFRzU8eCtcp_P4Dh9WEQWI37eVeuE_hddER2gavPvj-jTOf8CI_aem_AeFqtp2ei_FC7tpMvRIh5-8zyV4IkRinjC2VV5quF_YHjsJZgyrUEvYFBib-ibXXTLMo9xRY-O-0ZVlBin5gKRTw





venerdì 10 maggio 2024

Il chopper di Gesù!!!!!!!





Da sempre l'idea del chopper è legata a qualcosa di mistico, forse perchè i primi chopper hanno iniziato ad essere sdoganati con Easy Riders, trovando consacrazione nei primi anni settanta durante l'epoca dei "figli dei fiori", nei quali si diffusero diversi culti religiosi all'interno delle varie comunità spontaneamente sorte, che si staccavano nettamente dal comune vivere ed agire.

Questo chopper su base Sportster 883 del 2002 è costruito da un'officina nipponica di nome Jesus Cycles.....

E' evidente il richiamo alla moto di Capitan America (Peter Fonda) in Easy Rider, per diversi aspetti quali la linea snella, gli scarichi alti, il piccolo serbatoio del carburante, il telaio rigido ed altri particolari che, in questo caso, non sono stati estremizzati come sul Panhead del film, ma mitigati nell'ottica del sano pragmatismo nipponico. 

La forcella ha la giusta inclinazione, il sissy bar non è alto come un grattacielo, il freno a disco viene montato anche anteriormente, la sella (composta di due parti) dotata di molle per il guidatore.

Il motore Sportster originale alloggiato in un telaio rigido sottoposto prima a modanatura e dopo verniciato in un colore grigio scuro-blu metallizzato, forse molto più adatto ad uno street-tracker di qualche contesto suburbano che ad un chopper in puro stile anni settanta.

 

giovedì 2 maggio 2024

Top Fuel II




I fratelli De Pretto, meglio noti come DP Custom Cycles, ci hanno abituato ad elaborazioni per certi versi estreme, con uno stile del tutto particolare improntato fatto di verniciature pastello, telai rigidi, vecchi Ironhead Sportster vitaminizzati, gommoni posteriori automobilistici e turbo compressori (qualche volta). 

Top Fuell II vede anche l'utilizzo di una forcella Springer, forse un poco in antitesi con il carattere "racing" della moto, anche se il richiamo è alla Ford Galaxy del 1965 che vinse il Campionato Nascar. 

La costruzione di questo Sportster ha richiesto moltissime ore di lavoro, poichè il vecchio Ironhead del 1981 è stato smontato completamente, revisionato da cima a fondo, abbinato ad un carburatore S&S ed un paio di scarichi costruiti in casa sui quali è stato dato il trattamento di ceramica che crea un effetto vintage-racing di notevole spessore.

Il telaio è di tipo rigido, sul quale spicca il serbatoio dell’olio a botticella verniciato in bianco come i cerchi a raggi, sui quali sono stati montati una coppia di pneumatici Firestone 5×16 (posteriore) ed Avon 3.5×19 (anteriore), forse più adatti per andare al pub che per fare qualche curva in stile Moto Gp…...

giovedì 25 aprile 2024

Glamster




Costruita dall'officina Lucky Cat's Garage (si trova a quasi cento chilometri da Parigi), il nome è un chiaro riferimento ad un modello di casco prodotto dalla Shoei che unisce lo stile vintage con tecniche moderne. 

A prima vista questo Sportster 883 del 1994 sembra sia stato unicamente decorato con una bella verniciatura dalle tinte metalflake (utilizzando una particolare tecnica di doratura) e niente altro. In realtà sono stati apportati interventi pesanti (soprattutto al "piccolo" bicilindrico di Milwaukee) ma, per la maggior parte, abilmente celati.

Scopo della elaborazione del motore era quella di ottenere moltissima coppia ai bassi e medi regimi, visto l'utilizzo stradale della moto. 

Si è ricorso, quindi, ad un kit della Hammer Performance che porta la cilindrata a 1250. Sono state poi montati alberi a cammes della Buell M2 Cyclone ed un carburatore S&S Super E, abbinato al filtro dell'aria "Two Throat" prodotto dalla stessa casa. Completano l'elaborazione del motore una accensione Dynatek 2000 single-fire ed uno scarico due-in-uno Bassani con silenziatore ridotto al minimo.

La ciclistica sembra tutta originale, ma nasconde qualche intervento indispensabile. La tradizionale trasmissione finale a cinghia dentata ha lasciato il posto ad una catena, in grado di contenere la notevole coppia che sprigiona ora lo "small-block", ed è stata abbinata ad un cerchio posteriore in alluminio da 18 pollici sul quale è montato un pneumatico Avon Speedmaster MK2, così come sul cerchio anteriore che, invece, è rimasto nella misura originale da 21 pollci. I freni sono Brembo. 

Ciò che contribuisce a rendere questo Sportster ancor più intrigante sono anche due particolari a prima vista di poco conto, quale il montaggio di una borsa rigida con un numero da corsa ed una sella singola fornita dalla Airtech Streamlining, che riportano indietro la lancetta del tempo di parecchi anni..... 


 

mercoledì 17 aprile 2024

1967 - Sportster XLCH




E’ lecito pensare che nessuno in Harley-Davidson, nel lontano 1958, avrebbe mai lontanamente pensato che lo Sportster sarebbe diventato un vero e proprio marchio di fabbrica, con alcune versioni destinate ad entrare nella storia. Probabilmente vi era solo la necessità di avere un modello in grado di contrastare l’avanzata delle terribili e leggere moto inglesi (le moto giapponesi a quattro cilindri si sarebbero affacciate sul mercato statunitense solo negli anni settanta) e non si pensava a cosa sarebbe accaduto dopo.

La prima versione dell’XL Sportster del 1957 subì immediatamente degli aggiornamenti e, nel 1958, prese vita l’XLCH, connotata da importanti interventi sulle testate (per molti la sigla CH sta per Competition Hot) che ne aumentavano la potenza. Ben presto diventò la moto preferita dai giovani smanettoni, rimanendo in produzione fino al 1979 e subendo altri, importanti, interventi (dal 1972 la cilindrata passò da 883 a 1000). 

Questo esemplare è stato interamente restaurato e cromato in molte parti (non è quindi completamente originale) e sembra che il motore sia stato ricostruito totalmente, insieme alla trasmissione ed alla frizione, pur mantenendo le caratteristiche originarie di telaio e motore.