Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 30 novembre 2022

DRAGSTER SPIRIT!!!! - 1971 Sportster XLH 883





Gli anni settanta segnano un cambiamento epocale nella società odierna e nemmeno Harley-Davidson non sfugge a questa ansia di rinnovamento, nata dal movimento culturale del 1968, e presenta diverse novità sui modelli Sportster che, dal 1972, avrà il motore con alesaggio aumentato, portando la cilindrata a 1000 (in luogo degli originari 883 cc).

La moto della foto è una delle ultime versioni con motore 883, dato che si tratta di un XLH del 1971 (la H aggiunta alla sigla XL fu un una mossa del marketing HD per differenziare il motore più potente grazie ad un aumento del rapporto di compressione da 7,5:1 a 9:1 e del diametro delle valvole, oltre all'adozione di punterie più leggere) ed è stata elaborata tenendo ben presente il periodo di nascita, in modo da avere un aspetto più aggressivo, ma rendendola comunque utilizzabile tutti i giorni. 

Il primo passo è stato quello di conferire un assetto "low" montando ammortizzatori più corti e tagliando il telaio nella parte del cannotto di sterzo, determinando una maggior inclinazione dello stesso e, di conseguenza, un maggior interasse della moto. 

Nell'effettuare il lavoro sul telaio è stato buttato via il vecchio impianto elettrico e sostituito con uno totalmente rifatto e con differenti cablaggi. Ne ha beneficiato anche il faro anteriore alloggiato in una scatola di alluminio che contiene anche il tachimetro. 

Il motore è rimasto praticamente di serie salvo un carburatore S&S Super E abbinato a due drag-pipes, una nuova accensione e frizione rinforzata. La sella singola Le Pera e, soprattutto, i raggi dei cerchi verniciati sono una vera finezza!


mercoledì 16 novembre 2022

PERDETE PESO NON DENARO !!!!! - 1995 Sportster 883 custom






Sono tra coloro che vedono il custom come un modo per migliorare la propria moto, senza necessariamente dissanguarsi a livello economico, facendo interventi radicali, che non sono garanzia di un risultato di alto livello. Certamente, avendo a disposizione un budget importante si ha più libertà di scelta (a patto di avere altrettanto gusto), ma non è tutto conseguenziale.

Ecco un esempio di come realizzare un ottimo "middle custom" con pochè risorse, magari utilizzando un vecchio Sportster che avete comprato da molti anni oppure che vi ha lasciato in eredità qualche parente. 

Iniziate togliendo i parafanghi originali, questo contribuirà a rendere la linea della moto molto più filante. Se avete una buona manualità, utilizzate i supporti posteriori del telaio per ancorarvi un archetto, realizzato piegando un tubo tondo di non grande diametro, che possa reggere uno striminzito parafango in alluminio (su questo Sportster il tubo piegato è stato direttamente saldato, soluzione forse dal miglior effetto visivo ma che non consente di portare la moto come era in origine). 

Se siete dei meccanici provetti potrete pure divertirvi sostituendo il serbatoio dell'olio ed il supporto della batteria con qualcosa fatto direttamente da voi, ma non è fondamentale, perchè in questo caso è molto difficile. Lo scopo di questa operazione ???? Eliminare le sporgenze dal telaio....

Montate una coppia di ammortizzatori performanti (Ohlins in questo caso), pinze freno Performance Machine, una sella piatta con cuciture a rombo ed il gioco è fatto!!!!

Se poi volete ancora qualcosa, potrete mettere le mani su motore in maniera più o meno pesante, ma bisogna assolutamente rivolgersi a professionisti del settore. Il vecchio "small-block" da 883 cc è stato elaborato con testate Buell, pistoni Wiseco con alesaggio maggiorato (ora la cilindrata è di 1200 cc), nuovi cilindri, carburatore Mikuni HSR 42, scarichi drag-pipes corti con diametro da due pollici.

Cosa ne dite ????


 

mercoledì 19 ottobre 2022

Streamliner Sportster - 1998 Sportster 1200





Quando si parla di Streamliner, il pensiero va sempre al mondo delle drag-race a due e quattro ruote, poiché si fa riferimento a mezzi dalla forma insolita assomiglianti a veri e propri missili. 

La costruzione del primo “streamliner” è avvenuta nel lontano 1972 per gare di drag-race anche se ora, nella maggior parte dei casi, questi mezzi dalla forma insolita vengono utilizzati principalmente per battere i record di velocità sul lago salato di Bonneville nello Utah in agosto.

Poco in voga tra i customizzatori, lo stile “streamliner” ha pochissimi adepti per la complessità nella ricerca delle linee.

Questo Sportster 1200 è stato costruito in Francia ed ha una carrozzeria interamente in alluminio modellata a mano, con parafanghi con dotati di rivetti. Quasi tutto è stato realizzato in casa, a partire anche dal forcellone tubolare in acciaio, dall’alloggiamento del manubrio, integrato nel copri-forcella, fino nuovo coperchio della batteria

Il motore è stato interamente ricostruito, pur senza subire modifiche, e l’impianto elettrico revisionato. L’unica concessione è stata fatta ad un filtro dell’aria a tromboncino, dotato di retina ed al montaggio di un paio di collettori Supertrapp, abbinati ad terminale proveniente da una Harley-Davidson Breakout.

Di pregevole fattura anche i cerchi costruiti appositamente in alluminio, con diametro entrambi da 19 pollici, dalla azienda Metalsport Wheels sui quali calzano pneumatici Avon Roadrider. Il reparto freni, con dischi, pompe e pinze è affidato alla Beringer.  Ci sono volute circa 1400 ore di lavoro per realizzare questo Sportster. Forse nemmeno troppe….   

mercoledì 14 settembre 2022

Basso ma non troppo!!!! - 2014 Sportster 883 Superlow custom




Tra tutte le versioni dello Sportster ad iniezione, prodotte dal 2007 in poi, il Superlow (nelle cilindrate 883 e 1200) è quella che ha conquistato meno gli appassionati anche se, almeno in Italia, le quotazioni dell’usato restano comunque altissime. 

Rispetto alla versione standard, che ha cerchi da 16 pollici al posteriore e 19 all’anteriore, monta cerchi in lega nelle misure da 17 pollici al posteriore e 18 all’anteriore, oltre all’altezza da terra che si riduce ancora di più. In più troviamo un serbatoio del carburante da 17 litri, invece del classico “peanut” dal 12,5 litri ed un manubrio dalla forma differente e leggermente più alto. 

Lanciato sul mercato soprattutto per avvicinare un pubblico femminile allo Sportster, grazie al baricentro nettamente più basso che fa percepire meno gli oltre 200 kg della moto e favorisce la maneggevolezza nelle manovre da fermo, sebbene sia stata successivamente dotata di borse e parabrezza per favorirne i viaggi ed arricchita di cromature (versione Superlow 1200T), come detto prima non ha avuto grandi riscontri sul mercato. 

Uno dei difetti principali forse è stata la ridotta luce a terra che fa toccare cavalletto e pedane alla prima curva decisa.

Ecco allora un’idea per metterci le mani. La moto che proponiamo ha pochi interventi dei quali il cambio della forcella e degli ammortizzatori (originali da 336 mm e nuovi con altezza regolabile da 347 a 355 mm) con elementi Ohlins è forse il più importante. Per il resto si ha una coppia di dischi freno a “margherita”, una verniciatura arancio metallizzato con loghi AMF, filtro dell’aria e terminali aperti (con relativo aggiornamento della centralina), sella differente e manubrio con il traversino. 


sabato 30 luglio 2022

Nero e basta!!!! - 1995 Sportster custom on Freeway Magazine Italia n.43 ottobre 1997







Negli anni novanta gli Sportster customizzati (in Italia e nell'Europa continentale) erano questi. Gli ovali in terra battuta erano per una cerchia ristretta di appassionati e, comunque, avevano una diffusione solo nel Regno Unito dove venivano utilizzate moto leggere: quindi niente Sportster, a differenza degli USA. 

Di conseguenza il concetto di street-tracker doveva ancora essere elaborato e sviluppato e, quelle poche elaborazioni sul tema, erano spesso opera di qualcuno che era stato negli States. 

Le cafe-racers sarebbero ritornate in voga solo a partire dagli anni duemila grazie, soprattutto, a Triumph e Carlo Talamo: da quel momento in poi si sarebbero viste anche trasformazioni a tema su base Sportster.

Le moto di questo servizio sono state sostanzialmente elaborate seguendo le tendenze di quel periodo: ampio utilizzo di alluminio (spesso anche per i cerchi come nel caso degli OMP montati sulla moto nera), motore elaborato pesantemente (carburatore, scarico, alberi a cammes e teste). 

Altra caratteristica delle elaborazioni degli anni novanta è la linea della moto che resta praticamente fedele all'originale e l'utilizzo, in molti casi, di piastre larghe (erano diventate un vero e proprio must....). 

Sullo Sportster nero troviamo un altro elemento di novità: il motore nero che anticipa la tendenza "dark custom" che si svilupperà recentemente sui modelli di serie

martedì 21 giugno 2022

Sportster 883 Standard 2009 - KR TRIBUTE





Avete tra le mani il vostro 883 standard ad iniezione e non sapete come modificarlo senza spendere una fortuna ?????

Questo Sportster potrebbe essere fonte di idee.....

Iniziamo con una debita considerazione: la parola "custom" non va necessariamente associata a quella di "costosa". Ciò vuol dire che si può creare una bella moto pur spendendo pochissimo, a patto di avere gusto ed idee giuste.

Tributare il vostro "Sportster special" a qualche modello del passato potrebbe essere una mossa vincente come nel caso di questo 883 standard del 2009, che ha qualche raffinatezza in più rispetto al bel risultato che si può comunque raggiungere. I cerchi originali a raggi, infatti, sono stati sostituiti con altri in lega  la cui misura all'anteriore è rimasta quella originale (19 pollici), mentre è cambiata quella al posteriore (18 pollici invece degli originali 16). E' stato poi montato anche un doppio disco del freno.

Fuori da questi interventi che possiamo definire "supplementari", troviamo una nuova carrozzeria verniciata in rosso con fregi a rilievo sul serbatoio del carburante dalla differente forma, sella singola con molle e doppio silenziatore in titanio (invece di due scarichi drag-pipes), filtro dell'aria aperto, comandi Misumi Engineering, faro anteriore custom, soffietti forcella.

Tralasciando la spesa più importante riguardante i nuovi cerchi, per il resto lo Sportster non ha richiesto un grande impegno finanziario, a fronte di un sicuro effetto scenico.   

mercoledì 15 giugno 2022

Sportster Roots - 1956 KH



Tutti sanno che lo Sportster nacque nel 1957 come risposta efficace all'avanzata dell'industria motociclistica britannica, ma pochi sono a conoscenza del fatto che, qualche anno prima (1952), Harley-Davidson provò a mettere sul mercato il modello K per contrastare il dominio inglese nelle competizioni. Modello con cubatura originaria di 750 cc e valvole laterali, evoluto per qualche anno in differenti versioni, fino a quando venne soppiantato dallo Sportster. 

In questa sua evoluzione, nel 1954 la cilindrata venne portata ad 883 ed il modello prese il nome di KH, cui seguiva anche un aumento di potenza oltre che diverse migliorie sul motore. Seguirono ulteriori versioni.

Questo KH è stato restaurato avendo come ispirazione la versione per le gare di flat-track, ovvero il modello KR, provvedendo a montare il motore sul telaio rigido della moto da corsa, cercando di ridurre il peso al massimo (attraverso l'eliminazione del parafango anteriore ed il montaggio di un parafango posteriore in alluminio molto sottile) ed utilizzando altri particolari nati per le corse dell'epoca, come i doppi scarichi liberi stile drag-pipes e la sella singola. 

Diversamente dalle moto da flat-track, qui non è stato eliminato il freno anteriore ma è stato montato un tamburo a doppia camma ed è stato mantenuto l'impianto elettrico in modo da poter utilizzare la moto tutti i giorni. Il motore è stato completamente revisionato ma mantenuto originale.

Un restauro veramente ben riuscito.

Chi avesse la fortuna di trovarsi tra le mani un modello della serie K, può cliccare su questo link che fa riferimento ad un vecchio post in cui ho segnalato i siti di ricambi per queste moto.

martedì 31 maggio 2022

Ritorno al carburatore: Sportster 883R del 2010






E' noto che le Harley-Davidson a carburatore sono sempre più ricercate specialmente dalle vecchie generazioni che hanno vissuto il passaggio all'iniezione. I modelli Sportster a carburatore prodotti fino al 2003 soffrivano di un elevato numero di vibrazioni a causa del motore montato su supporti rigidi e del tipo di telaio molto stretto nella zona posteriore che non garantiva il necessario confort. 

Nel 2004 è iniziata la produzione del nuovo Sportster con il telaio differente, il motore montato su supporti elastici ed il carburatore. Quasi una rivoluzione rispetto al modello prodotto fino al 2003. 

Purtroppo è durato molto poco. Le normative (specialmente europee) in tema di emissioni inquinanti hanno imposto l'adozione dell'iniezione elettronica, tarpando le ali agli appassionati del vecchio carburatore. Molti hanno deciso di ripiegare sui vecchi modelli, ma qualcun altro (pochi) ha scelto una strada diversa (non semplice) montando il carburatore sul modello ad iniezione.

In passato vi abbiamo proposto uno dei kit che si trovano in commercio ad un prezzo ragionevole. 

Qui si va oltre perchè sullo Sportster 883R è stato molto di più accentuando lo spirito custom abbinato ad elementi racing. Non solo alimentazione a carburatore ma anche motore portato a 1200 cc, filtro aria Kuryakyn (molto di moda sulle elaborazioni di questo tipo negli anni novanta) e scarico due-in-due alto in stile flat-track.

Parliamo poi della parte ciclistica con il perfetto abbinamento di una coppia di ammortizzatori posteriori Ohlins con serbatoio separato alla forcella originale rivisitata internamente con molle progressive ed olio più denso. Aumentata la potenza e nettamente migliorata la ciclistica si è reso necessario ricorrere a dischi flottanti della Misumi con pinze Brembo anteriormente e posteriormente. 

Trattandosi di una moto customizzata, ma non stravolta nell'estetica, la linea resta pressochè fedele all'originale, venendo sostituiti solo serbatoio del carburante (ora un peanut da 8,5 litri), sella e comandi a pedale (ora montati arretrati). 


mercoledì 4 maggio 2022

Downtown Racer - 1991 Sportster XLH 883







Siamo da sempre abituati a considerare il popolo giapponese (e gli orientali in genere) come un popolo estremamente pragmatico e metodico, abituato a fare scelte razionali che seguono logiche consolidate.

Si rimane perplessi quando dal paese del Sol Levante qualcuno rompe questi schemi. Così anche in tema di customizzazione delle moto.

Questo Sportster è un chiaro esempio di reinterpretazione dello stile "suburbano" in maniera del tutto sconosciuta.

L'idea da cui si è partiti è stata quella di avere una moto in grado di dare molte soddisfazioni anche sulle strade di montagna, ragion per la quale il primo passo da fare era migliorarne la guidabilità, riducendone il peso.

Si è reso necessario, quindi, montare una coppia di cerchi da 18 pollici (in luogo degli originali 16 pollici al posteriore e 19 all'anteriore) più larghi degli originali, sui quali sono stati montati pneumatici Continental Conti Road Attack 2. La cinghia dentata della trasmissione finale ha lasciato il posto ad una catena. 

Se la forcella è rimasta quella originale con steli da 39mm (pur se rivisitata internamente e dotata di barra antisvirgolo della Screamin'Eagle), posteriormente sono stato montati una coppia di ammortizzatori Ohlins più lunghi degli originali. Dischi flottanti con pinze Brembo sono assolutamente necessari per questo tipo di moto. 

Per ridurre il peso senza snaturare lo Sportster è stato modificato il telaio posteriormente aggiungendo un arco sul quale ancorare uno piccolo parafango in alluminio, utilizzato anche anteriormente. 

Il motore viene liberato solo attraverso il montaggio di un carburatore Mikuni HSR42 abbinato ad uno scarico due-in-uno totalmente libero e dall'andamento insolito (realizzato interamente a mano). 

La sella bianca cucita a mano dalla forma a silhouette ed il manubrio alto e stretto con il traversino sono altri elementi di spicco di questo Sportster del tutto atipico ma, se visto nella giusta ottica, con una buona dose di fascino.


mercoledì 2 marzo 2022

Bomba fiammante!!!!









Sembra una macchina del tempo. Uno di quegli oggetti capaci di proiettarti immediatamente a tanti anni addietro, perchè lo Sportster è costruito secondo alcune delle tendenze tanto in voga agli inizi degli anni novanta. 

Sul tema, all'interno di questo blog, sono stati pubblicati diversi articoli della rivista Freeway Magazine (cercateli nella sezione "Etichette" in basso sulla destra), ma vale la pena ammirare questa opera d'arte, non solo bella esteticamente, ma anche maledettamente tecnologica, considerando che la base di partenza è uno Sportster 1200 del 1993 sul quale, a parte il telaio (seppur modificato nella zona di attacco del forcellone) non è rimasto nulla di originale

Il progetto ha voluto una ciclistica moderna abbinata al vecchio "small block" debitamente elaborato, corredata da un quantità infinita di alluminio ed una vernice metallizzata, impreziosita da fiamme. Paradossalmente, proprio sul motore sono stati limitati gli interventi con un carburatore S&S, cammes Andrews ed un doppio scarico libero in titanio realizzato in casa. 

Il comparto sospensioni vede una forcella Ohlins a steli rovesciati prelevata da una Kawasaki ZRX1200, dotata di piastra antisvirgolo, abbinata ad un cerchio Bito (anche al posteriore) ed un impianto frenante completo Brembo con doppio disco e pinze a quattro pistoni. Posteriormente lascia a bocca aperta il bellissimo forcellone in alluminio ricavato dal pieno prodotto dalla Over Racing che lavora con l'ausilio di una coppia di ammortizzatori prodotti direttamente dalla Sundance ed impianto frenante Performance Machine. Per ospitare questo forcellone ed un cerchio maggiorato la trasmissione finale a catena è praticamente obbligatoria. 

Lungo il lavoro di adattamento al telaio del vecchio Sportster.....La carrozzeria è interamente in alluminio, ma se Storz fornisce il serbatoio del carburante, i parafanghi invece sono della Hot-Dock. Ovviamente è infinita la lista delle parti in alluminio realizzate in casa. Sebbene la tendenza a realizzare questo tipo di special sia superata da circa venti anni, questo Sportster 1200 intriga come non mai!!!!!


martedì 8 febbraio 2022

Sportster Iron 1200 anni 80






Riportare uno Sportster del 2019 indietro nel tempo può non essere operazione semplicissima se si vuole raggiungere il risultato di avere una moto che rispecchi fedelmente i criteri dell'epoca. I dettagli sono il segreto fondamentale, poichè ciclistica e motore rimangono di serie. 

Di moto votate al culto degli anni ottanta, soprattutto a tema Sportster, ne sono state viste poche ed è quindi non semplicissimo lavorare in questa direzione, pure se non si vogliono apportare modifiche sostanziali alla moto.

Il primo passo è stato smontare la maggior parte dei componenti originali come l'avantreno, serbatoio, parafanghi, impianto elettrico, lasciando solo telaio, motore e cerchi. Poi è iniziato il lento lavoro di scelta e montaggio delle parti. 

Anteriormente la scelta è caduta su Super Glide con doppio disco che ha necessitato di un lavoro di adattamento, così come la scelta ed il montaggio del parafango posteriore che si voleva un poco curvato in modo da poter montare una sella tipo "chopper" abbinafa ad un lungo sissy bar. 

Il motore è stato lasciato originale ma, anche in questo caso, difficile è stato trovare scarico e filtro in puro stile anni ottanta. Dopo attente ricerche sono stati scelti filtro LC Fabrications e scarico due-in-uno Lowbrow Customs. Biltwell invece fornisce manopole e pedane. Per avere uno Sportster totalmente in linea con le moto dell'epoca si è reso indispensabile sostituire la trasmissione originaria a cinghia con una a catena. Importantissima, ai fini di un ottimo risultato finale, è stata anche la scelta della grafica del serbatoio, l'abbinamento cromatico, nonchè i pneumatici (Dunlop K491). 

Una bellissima personalizzazione che, contrariamente a quanto possa sembrare, ha comportato un lavoro non da poco, ma senza stravolgere la moto che può essere utilizzata tutti i giorni.