Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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sabato 30 luglio 2022

Nero e basta!!!! - 1995 Sportster custom on Freeway Magazine Italia n.43 ottobre 1997







Negli anni novanta gli Sportster customizzati (in Italia e nell'Europa continentale) erano questi. Gli ovali in terra battuta erano per una cerchia ristretta di appassionati e, comunque, avevano una diffusione solo nel Regno Unito dove venivano utilizzate moto leggere: quindi niente Sportster, a differenza degli USA. 

Di conseguenza il concetto di street-tracker doveva ancora essere elaborato e sviluppato e, quelle poche elaborazioni sul tema, erano spesso opera di qualcuno che era stato negli States. 

Le cafe-racers sarebbero ritornate in voga solo a partire dagli anni duemila grazie, soprattutto, a Triumph e Carlo Talamo: da quel momento in poi si sarebbero viste anche trasformazioni a tema su base Sportster.

Le moto di questo servizio sono state sostanzialmente elaborate seguendo le tendenze di quel periodo: ampio utilizzo di alluminio (spesso anche per i cerchi come nel caso degli OMP montati sulla moto nera), motore elaborato pesantemente (carburatore, scarico, alberi a cammes e teste). 

Altra caratteristica delle elaborazioni degli anni novanta è la linea della moto che resta praticamente fedele all'originale e l'utilizzo, in molti casi, di piastre larghe (erano diventate un vero e proprio must....). 

Sullo Sportster nero troviamo un altro elemento di novità: il motore nero che anticipa la tendenza "dark custom" che si svilupperà recentemente sui modelli di serie

martedì 21 giugno 2022

Sportster 883 Standard 2009 - KR TRIBUTE





Avete tra le mani il vostro 883 standard ad iniezione e non sapete come modificarlo senza spendere una fortuna ?????

Questo Sportster potrebbe essere fonte di idee.....

Iniziamo con una debita considerazione: la parola "custom" non va necessariamente associata a quella di "costosa". Ciò vuol dire che si può creare una bella moto pur spendendo pochissimo, a patto di avere gusto ed idee giuste.

Tributare il vostro "Sportster special" a qualche modello del passato potrebbe essere una mossa vincente come nel caso di questo 883 standard del 2009, che ha qualche raffinatezza in più rispetto al bel risultato che si può comunque raggiungere. I cerchi originali a raggi, infatti, sono stati sostituiti con altri in lega  la cui misura all'anteriore è rimasta quella originale (19 pollici), mentre è cambiata quella al posteriore (18 pollici invece degli originali 16). E' stato poi montato anche un doppio disco del freno.

Fuori da questi interventi che possiamo definire "supplementari", troviamo una nuova carrozzeria verniciata in rosso con fregi a rilievo sul serbatoio del carburante dalla differente forma, sella singola con molle e doppio silenziatore in titanio (invece di due scarichi drag-pipes), filtro dell'aria aperto, comandi Misumi Engineering, faro anteriore custom, soffietti forcella.

Tralasciando la spesa più importante riguardante i nuovi cerchi, per il resto lo Sportster non ha richiesto un grande impegno finanziario, a fronte di un sicuro effetto scenico.   

mercoledì 15 giugno 2022

Sportster Roots - 1956 KH



Tutti sanno che lo Sportster nacque nel 1957 come risposta efficace all'avanzata dell'industria motociclistica britannica, ma pochi sono a conoscenza del fatto che, qualche anno prima (1952), Harley-Davidson provò a mettere sul mercato il modello K per contrastare il dominio inglese nelle competizioni. Modello con cubatura originaria di 750 cc e valvole laterali, evoluto per qualche anno in differenti versioni, fino a quando venne soppiantato dallo Sportster. 

In questa sua evoluzione, nel 1954 la cilindrata venne portata ad 883 ed il modello prese il nome di KH, cui seguiva anche un aumento di potenza oltre che diverse migliorie sul motore. Seguirono ulteriori versioni.

Questo KH è stato restaurato avendo come ispirazione la versione per le gare di flat-track, ovvero il modello KR, provvedendo a montare il motore sul telaio rigido della moto da corsa, cercando di ridurre il peso al massimo (attraverso l'eliminazione del parafango anteriore ed il montaggio di un parafango posteriore in alluminio molto sottile) ed utilizzando altri particolari nati per le corse dell'epoca, come i doppi scarichi liberi stile drag-pipes e la sella singola. 

Diversamente dalle moto da flat-track, qui non è stato eliminato il freno anteriore ma è stato montato un tamburo a doppia camma ed è stato mantenuto l'impianto elettrico in modo da poter utilizzare la moto tutti i giorni. Il motore è stato completamente revisionato ma mantenuto originale.

Un restauro veramente ben riuscito.

Chi avesse la fortuna di trovarsi tra le mani un modello della serie K, può cliccare su questo link che fa riferimento ad un vecchio post in cui ho segnalato i siti di ricambi per queste moto.

martedì 31 maggio 2022

Ritorno al carburatore: Sportster 883R del 2010






E' noto che le Harley-Davidson a carburatore sono sempre più ricercate specialmente dalle vecchie generazioni che hanno vissuto il passaggio all'iniezione. I modelli Sportster a carburatore prodotti fino al 2003 soffrivano di un elevato numero di vibrazioni a causa del motore montato su supporti rigidi e del tipo di telaio molto stretto nella zona posteriore che non garantiva il necessario confort. 

Nel 2004 è iniziata la produzione del nuovo Sportster con il telaio differente, il motore montato su supporti elastici ed il carburatore. Quasi una rivoluzione rispetto al modello prodotto fino al 2003. 

Purtroppo è durato molto poco. Le normative (specialmente europee) in tema di emissioni inquinanti hanno imposto l'adozione dell'iniezione elettronica, tarpando le ali agli appassionati del vecchio carburatore. Molti hanno deciso di ripiegare sui vecchi modelli, ma qualcun altro (pochi) ha scelto una strada diversa (non semplice) montando il carburatore sul modello ad iniezione.

In passato vi abbiamo proposto uno dei kit che si trovano in commercio ad un prezzo ragionevole. 

Qui si va oltre perchè sullo Sportster 883R è stato molto di più accentuando lo spirito custom abbinato ad elementi racing. Non solo alimentazione a carburatore ma anche motore portato a 1200 cc, filtro aria Kuryakyn (molto di moda sulle elaborazioni di questo tipo negli anni novanta) e scarico due-in-due alto in stile flat-track.

Parliamo poi della parte ciclistica con il perfetto abbinamento di una coppia di ammortizzatori posteriori Ohlins con serbatoio separato alla forcella originale rivisitata internamente con molle progressive ed olio più denso. Aumentata la potenza e nettamente migliorata la ciclistica si è reso necessario ricorrere a dischi flottanti della Misumi con pinze Brembo anteriormente e posteriormente. 

Trattandosi di una moto customizzata, ma non stravolta nell'estetica, la linea resta pressochè fedele all'originale, venendo sostituiti solo serbatoio del carburante (ora un peanut da 8,5 litri), sella e comandi a pedale (ora montati arretrati). 


mercoledì 4 maggio 2022

Downtown Racer - 1991 Sportster XLH 883







Siamo da sempre abituati a considerare il popolo giapponese (e gli orientali in genere) come un popolo estremamente pragmatico e metodico, abituato a fare scelte razionali che seguono logiche consolidate.

Si rimane perplessi quando dal paese del Sol Levante qualcuno rompe questi schemi. Così anche in tema di customizzazione delle moto.

Questo Sportster è un chiaro esempio di reinterpretazione dello stile "suburbano" in maniera del tutto sconosciuta.

L'idea da cui si è partiti è stata quella di avere una moto in grado di dare molte soddisfazioni anche sulle strade di montagna, ragion per la quale il primo passo da fare era migliorarne la guidabilità, riducendone il peso.

Si è reso necessario, quindi, montare una coppia di cerchi da 18 pollici (in luogo degli originali 16 pollici al posteriore e 19 all'anteriore) più larghi degli originali, sui quali sono stati montati pneumatici Continental Conti Road Attack 2. La cinghia dentata della trasmissione finale ha lasciato il posto ad una catena. 

Se la forcella è rimasta quella originale con steli da 39mm (pur se rivisitata internamente e dotata di barra antisvirgolo della Screamin'Eagle), posteriormente sono stato montati una coppia di ammortizzatori Ohlins più lunghi degli originali. Dischi flottanti con pinze Brembo sono assolutamente necessari per questo tipo di moto. 

Per ridurre il peso senza snaturare lo Sportster è stato modificato il telaio posteriormente aggiungendo un arco sul quale ancorare uno piccolo parafango in alluminio, utilizzato anche anteriormente. 

Il motore viene liberato solo attraverso il montaggio di un carburatore Mikuni HSR42 abbinato ad uno scarico due-in-uno totalmente libero e dall'andamento insolito (realizzato interamente a mano). 

La sella bianca cucita a mano dalla forma a silhouette ed il manubrio alto e stretto con il traversino sono altri elementi di spicco di questo Sportster del tutto atipico ma, se visto nella giusta ottica, con una buona dose di fascino.


mercoledì 2 marzo 2022

Bomba fiammante!!!!









Sembra una macchina del tempo. Uno di quegli oggetti capaci di proiettarti immediatamente a tanti anni addietro, perchè lo Sportster è costruito secondo alcune delle tendenze tanto in voga agli inizi degli anni novanta. 

Sul tema, all'interno di questo blog, sono stati pubblicati diversi articoli della rivista Freeway Magazine (cercateli nella sezione "Etichette" in basso sulla destra), ma vale la pena ammirare questa opera d'arte, non solo bella esteticamente, ma anche maledettamente tecnologica, considerando che la base di partenza è uno Sportster 1200 del 1993 sul quale, a parte il telaio (seppur modificato nella zona di attacco del forcellone) non è rimasto nulla di originale

Il progetto ha voluto una ciclistica moderna abbinata al vecchio "small block" debitamente elaborato, corredata da un quantità infinita di alluminio ed una vernice metallizzata, impreziosita da fiamme. Paradossalmente, proprio sul motore sono stati limitati gli interventi con un carburatore S&S, cammes Andrews ed un doppio scarico libero in titanio realizzato in casa. 

Il comparto sospensioni vede una forcella Ohlins a steli rovesciati prelevata da una Kawasaki ZRX1200, dotata di piastra antisvirgolo, abbinata ad un cerchio Bito (anche al posteriore) ed un impianto frenante completo Brembo con doppio disco e pinze a quattro pistoni. Posteriormente lascia a bocca aperta il bellissimo forcellone in alluminio ricavato dal pieno prodotto dalla Over Racing che lavora con l'ausilio di una coppia di ammortizzatori prodotti direttamente dalla Sundance ed impianto frenante Performance Machine. Per ospitare questo forcellone ed un cerchio maggiorato la trasmissione finale a catena è praticamente obbligatoria. 

Lungo il lavoro di adattamento al telaio del vecchio Sportster.....La carrozzeria è interamente in alluminio, ma se Storz fornisce il serbatoio del carburante, i parafanghi invece sono della Hot-Dock. Ovviamente è infinita la lista delle parti in alluminio realizzate in casa. Sebbene la tendenza a realizzare questo tipo di special sia superata da circa venti anni, questo Sportster 1200 intriga come non mai!!!!!


martedì 8 febbraio 2022

Sportster Iron 1200 anni 80






Riportare uno Sportster del 2019 indietro nel tempo può non essere operazione semplicissima se si vuole raggiungere il risultato di avere una moto che rispecchi fedelmente i criteri dell'epoca. I dettagli sono il segreto fondamentale, poichè ciclistica e motore rimangono di serie. 

Di moto votate al culto degli anni ottanta, soprattutto a tema Sportster, ne sono state viste poche ed è quindi non semplicissimo lavorare in questa direzione, pure se non si vogliono apportare modifiche sostanziali alla moto.

Il primo passo è stato smontare la maggior parte dei componenti originali come l'avantreno, serbatoio, parafanghi, impianto elettrico, lasciando solo telaio, motore e cerchi. Poi è iniziato il lento lavoro di scelta e montaggio delle parti. 

Anteriormente la scelta è caduta su Super Glide con doppio disco che ha necessitato di un lavoro di adattamento, così come la scelta ed il montaggio del parafango posteriore che si voleva un poco curvato in modo da poter montare una sella tipo "chopper" abbinafa ad un lungo sissy bar. 

Il motore è stato lasciato originale ma, anche in questo caso, difficile è stato trovare scarico e filtro in puro stile anni ottanta. Dopo attente ricerche sono stati scelti filtro LC Fabrications e scarico due-in-uno Lowbrow Customs. Biltwell invece fornisce manopole e pedane. Per avere uno Sportster totalmente in linea con le moto dell'epoca si è reso indispensabile sostituire la trasmissione originaria a cinghia con una a catena. Importantissima, ai fini di un ottimo risultato finale, è stata anche la scelta della grafica del serbatoio, l'abbinamento cromatico, nonchè i pneumatici (Dunlop K491). 

Una bellissima personalizzazione che, contrariamente a quanto possa sembrare, ha comportato un lavoro non da poco, ma senza stravolgere la moto che può essere utilizzata tutti i giorni. 

venerdì 31 dicembre 2021

Crazy Sportster by Magnacycle






Odiate a morte i moderni "scooteroni" e non volete assolutamente separarvi dal vostro (ormai "vecchio") Sportster ?????

Questa è la soluzione che fa per voi......ma non pensateci più di un secondo ed agite d'istinto perchè si tratta di una scelta talmente strana ed inconsueta che potrebbe porvi una miriade di dubbi nella testa.

Il kit è prodotto dalla azienda americana Magnacycle  e del vostro Sportster rimarranno praticamente solo i cerchi ed il motore. 

Di questi kit  fino ad ora ne sono stati costruiti circa trenta, venduti ad un prezzo compreso tra 1700 e 4000 dollari, che comprendevano sostanzialmente telaio, carrozzeria e forcella, potendo essere utilizzati differenti motori Sportster. In una delle foto troviamo un motore Sportster Ironhead 1000 del 1972 con alberi a cammes Andrews e carburatore S&S, mentre nell'altra un moderno Sportster Evolution 883.

Poichè non si conoscono gli sviluppi di questo kit e se venga prodotto ancora, se volete buttare il vostro "scooterone" non vi resta che scrivere due righe all'azienda, magari prima di Natale, chiedendo se vi possono fare ancora questo regalo (....così per dire, dato che dovrete pagare il kit profumatamente....). 

Dimenticavo.....ovviamente dovrete tentare di omologarlo in Italia per poter circolare senza problemi con la legge.....

sabato 18 dicembre 2021

Resilienza - Sportster 883






Se cerchiamo su Google il significato del termine "resilienza", questo viene individuato con la capacità di un individuo di affrontare e superare un periodo traumatico o di grande difficoltà. E proprio la resilienza che ogni individuo in maniera più o meno marcata possiede, può permettergli di affrontare difficoltà traendone, in alcuni casi, dei benefici.

Imbattendomi in questo 883 mi viene in mente proprio la resilienza. Capita di vedere vecchi Sportster tenuti molto male che vengono messi in vendita perchè il proprietario non sa che farne. La soluzione è qui e basta perderci un poco di tempo.

Si cerca innanzitutto di fare un tagliando alla moto, pulirla e metterla in ordine per quanto possibile. Ribadisco che in Italia le Harley-Davidson debbono essere tutte lustrate. In altri paesi tipo gli States o il Giappone (.....sì il Giappone....) girano soprattutto vecchi Sportster che a vederli ci si domanda come facciano ancora a non smontarsi.....

Una volta messa in ordine di meccanica e ciclistica con interventi ridotti al minimo, si passa al resto. Invece di perdere ore a capire cosa fare, si toglie tutto quanto inutile e mal ridotto, si monta un manubrio largo, un paio di drag-pipes (....ovviamente se non abitate nel centro storico di qualche città.....) ed al limite si vernicia il serbatoio (questo Sportster è però un poco più curato sebbene molto essenziale). Si recupera così una vecchia moto che ancora molto può dare spendendo poco.

mercoledì 24 novembre 2021

Red Feeling - Freeway Magazine Italia



Nel lontano 1998 appare questo Sportster sulle pagine della rivista Freeway Magazine. Siamo difronte ad un modo di interpretare le customizzazioni su base Sportster molto in voga nel vecchio continente, che sostanzialmente abbina verniciature sgargianti ad ampio utilizzo di alluminio e motori elaborati in maniera ben precisa. 

Anche la scelta di alcuni componenti segue una logica dell'epoca, per non dire una vera e propria moda, come le parti in alluminio billet della azienda italiana OMP, cerchi e freni americani Performance Machine, serbatoio del carburante dalle forme allungate. Sui motori si interveniva in maniera pesante oppure, come in questo caso con filtro dell'aria aperto ed un paio di scarichi liberi (Porker Shotgun). 

Altro elemento che caratterizzava questo tipo di elaborazioni era l'ampio utilizzo di cromature o di parti alluminio billet per carter e coperchi delle testate. Per lo più chi sceglieva di elaborare lo Sportster in questo modo utilizzava la moto solo per raduni o eventi e raramente si vedevano in giro fuori da queste occasioni.

mercoledì 3 novembre 2021

Thunderbird Sportster





Torniamo ancora molto indietro nel tempo con questo Sportster customizzato seguendo fedelmente i dettami dell'epoca.

Siamo nel 1996, periodo che potremmo definire di nascita del fenomeno custom (sebbene l'inizio delle elaborazioni sulle moto vada ricercata molto più indietro nel tempo....)  trainato in Italia dalla Harley-Davidson con Carlo Talamo e la sua Numero Uno che, almeno in questa fase, trova poco riscontro sui rotocalchi (se si eccettuano le famose pubblicità dello stesso Carlo Talamo che ogni tanto appaiono su vari tipi di riviste). Accanto alle moto personalizzate con qualche accessorio si iniziano a vedere custom particolarmente curate, che rispondono a canoni ben precisi, dove l'alluminio billet è elemento trainante, in controtendenza a quanto accadrà molti anni dopo con l'affermarsi della tendenza "dark-custom". 

Diverse aziende ed officine, intuito il trend, avevano iniziato a produrre parti per Harley-Davidson e si erano convertite al custom, anche se non in maniera totale.
Lo Sportster di queste pagine ha qualcosa in più: il telaio verniciato e sottoposto a "molding" (cioè quel procedimento volto all'eliminazione delle imperfezioni). Il motore Evolution 883 è tutto lucidato e potenziato attraverso alberi a cammes Andrews, Carburatore S&S Super E, scarico due-in-uno Supertrapp. Ciclistica con forcella dotata di steli da 41 mm ancorati a piastre larghe OMP, maggiormente inclinate di sei gradi (uno dei must di quegli anni), cerchi Arlen Ness da 18 e 21 pollici, forcellone JMC, freni Performance Machine (fino a quando venne introdotta di serie la pinza freno a doppio pistone fu fondamentale sostituire l'impianto frenante originale se si voleva stare un poco più tranquilli......).

Il nome scelto per Sportster di per se non dice nulla, ma facendo un passo indietro a quegli anni, ha molto di evocativo. Nel 1994 la Triumph presentò la sua prima "modern-classic" che tanto avrebbe fatto successo: la Thunderbird. 

Carlo Talamo, che da qualche anno aveva iniziato l'importazione con successo delle moto inglesi attraverso la sua Numero Tre, ne approfittò per creare qualche special dall'indubbio appeal come ad esempio il Thunderbird Sport.

In questi giorni ricorre l'anniversario della scomparsa di Carlo Talamo e lo Sportster di queste pagine fa battere molto il cuore.....