Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

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mercoledì 17 giugno 2020

Dallo Sportster Sport 1200 allo Sportster 1200S









Sul finire degli anni novanta entrò in produzione lo Sportster 1200 S con testata a doppia candela e maggiore potenza. Nel frattempo, però, l'importatore italiano Carlo Talamo aveva provveduto a “vitaminizzare” lo Sport 1200 con motore tradizionale.  Vediamone i passaggi.....


Iniziamo con il dire che Carlo Talamo, dopo i primi momenti di difficoltà prima con l'importazione Harley-Davidson eppoi con quella Trimuph, ha avuto un forte ascendente sui vertici sia della casa americana che di quella inglese. Diverse sue intuizioni si sono poi tramutate in modelli di serie alcuni dei quali con numeri di vendita notevoli (vedasi su tutte l'Harley-Davidson Night-Train).

Non sappiamo se ciò si sia verificato anche con il modello Sportster 1200S, ma è certo che a Milwaukee compresero la necessità di avere uno Sportster in grado di soddisfare le esigenze degli Harleysti con vocazione sportiva, sebbene proprio  in quegli anni (1997) si fossero affacciate sul mercato le Buell. Un dato su tutti può far comprendere la situazione: molti dei clienti iniziali della Numero Uno erano motociclisti con un buon polso destro, trascinati sul bicilindrico americano da Carlo Talamo. Gente che amava darci dentro. Alla Numero Uno iniziarono a progettare kit per diversi modelli che ne miglioravano la prestazioni di ciclistica e motore. Lo Sportster, ovviamente, fu attenzionato in maniera particolare.

Nel 1997 lo Sportster Sport 1200 era il modello di punta per gli sportivi di Milwaukee con un motore (uguale per tutte le versioni da 1200 cc) che sviluppava una cinquantina di cavalli. Ciò che, ovviamente, faceva la differenza era la ciclistica con ammortizzatori e forcella regolabili, cerchi in lega e doppio freno a disco anteriore. Alla Numero Uno svilupparono un kit motore che faceva salire la potenza di circa venti cavalli, facendola arrivare più o meno attorno ai settanta cavalli. Il kit era composto da: scarico due in uno Supertrapp, testate Buell, carburatore e filtro aria Screamin' Eagle da 40mm, diversa centralina elettronica (che faceva salire il regime di rotazione massimo da 6000 a 6.800 giri). La ciclistica non cambiò, ma cambiò radicalmente il prezzo. Se la moto di serie venne venduta a 22 milioni di vecchie Lire, quella kittata arrivò a quasi 28 (!!!!!!!). Per una spesa così importante non poteva non cambiare il carattere dello Sport 1200 che diventò brutale, ad iniziare dalla voce di scarico e dal notevole aumento di vibrazioni oltre i 4000 giri.

Nel 1998 arrivò lo Sportster 1200 S con profonde innovazioni su accensione (testata a doppia candela e quattro bobine esterne), e camera di scoppio (ridisegnata con una differente angolazione tra le valvole ed un maggior rapporto di compressione del motore che passa da 9,0:1 a 10,0:1) la potenza che aumentò di circa cinque cavalli rispetto alla versione con motore a singola candela. Si trattò di un aumento nell'ordine del 10-15% che si tradusse, però, in un notevole incremento della fluidità di erogazione. 

I tecnici della Numero Uno intervennero anche su questa versione con un kit (meno impegnativo rispetto a quello concepito per lo Sport 1200) che prevedeva centralina, carburatore Screamin'Eagle da 40mm, relativo filtro dell'aria e scarico due-in-uno Vance & Hines. La potenza, anche in questo caso, salì di quasi venti cavalli. 

La differenza tra i due motori era di circa 5/6 cavalli anche tra le versioni kittate.

Sono due versioni, specialmente il 1200S, rare, ancor quelle dotate di kit della Numero Uno che possono raggiungere cifre ragguardevoli grazie anche al notevole “appeal” che trasmettono.

venerdì 3 aprile 2020

Dirt-Tracker!!!!! (Sportster 883 R)

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia

sportster 883 r dirt tracker by hd pavia


Sebbene sia stata costruita nei primi anni duemila, lo Sportster di HD Pavia sembra non mostrare i segni del tempo.

Quando vidi questo Sportster sulla carta stampata rimasi folgorato. Una moto ben fatta e senza stravolgimenti stilistici, anche se, forse, un poco esagerata quanto ad elaborazione del motore. La rivista Cafe Racer la descrive così a livello estetico  “......con una sapiente scelta dei cromatismi omaggia, omaggia l'estetica di moto d'altri tempi......”.

In pratica, attingendo al vasto catalogo Screamin'Eagle, a Pavia hanno pensato di elaborare a livello estetico un 883R come le moto che correvano il Campionato Italiano Short-Track inventato da Carlo Talamo negli anni novanta. Almeno per quanto riguarda l'estetica ed alcune soluzioni della ciclistica come la trasmissione finale a catena, i pneumatici Pirelli MT60 da dirt-track su cerchi a raggi da 17 pollici, l'ampio manubrio.
Il motore, invece, è stato pesantemente elaborato intervenendo anche su cilindrata e teste.

Nel luglio del 2019 ho avuto la fortuna (per caso) di imbattermi in questo Sportster mentre mi aggiravo nella concessionaria di Jesi (la moto dovrebbe essere lì tutt'ora) e vi assicuro che dal vivo è ancora più bello
Forse un tantino alta rispetto a quanto pensassi ma, a parte questo dettaglio, ho girato intorno alla moto per qualche minuto trovandola ben fatta. Non solo. Sia per come è stata curata, sia per il tipo di elaborazione, sembra un'opera assai recente.

Mi risulta che sia in vendita. Non vi resta che contattare Luca Fava di HD Jesi e vi dirà tutto, consigliandovi per il meglio su ulteriori modifiche da effettuare. 


lunedì 9 marzo 2020

Sportster "STP" Richard Petty

sportster custom richard pretty




Di questa moto mi ero occupato in prima persona per la rivista Special Cafe nel lontano 2012. Dopo tanti anni incrocio di nuovo la sua strada...


All'epoca ricordo che rimasi molto incuriosito da questo Sportster. Mi ricordava molto le preparazioni in chiave "sports" che andavano di moda in Europa negli anni novanta, quando il concetto di  "cafe racer" era praticamente sconosciuto e riguardava unicamente una piccola cerchia di cultori delle vecchie moto inglesi

Si partiva solitamente da uno Sportster al quale si elaborava il motore secondo precisi canoni, montando poi la ciclistica di una moto sportiva in produzione. Questo modo di elaborare le moto rimase circoscritto a quel periodo e quando partimmo per il servizio fotografico cercai di cogliere ogni aspetto della trasformazione. Notai immediatamente il lavoro sul telaio, sopratutto in ordine all'adattamento di forcellone e cerchi in lega. 

Ora trovo la moto evoluta grazie all'intervento dell'amico Maurizio Rigamonti che l'ha migliorata negli anni attraverso un lungo lavoro fatto nel tempo libero   "....da quando l'ho acquistata nel 2014 che non aveva nemmeno le frecce e quell'orribile scarico a tromba... e se la ricordi visto che hai scritto un articolo che io ho   noterai il cambiamento ed il risultato ottenuto negli anni con tanta dedizione, migliaia di euro e una quantità di ore di lavoro fatte con passione."

I lavori effettuati sono tantissimi, di cui la verniciatura STP che richiama l'auto da corsa del campione Nascar Richard Petty, non è il più importante.
Lo Sportster del 1991 ha subito un notevole aumento di potenza grazie ad una formula collaudata negli anni novanta: cilindri alesati per farci entrare due pistoni Wiseco che portano la cilindrata a 1200, aste distribuzione Screamin' Eagle, cammes Andrews N2, bobina dell'accensione Hi Performance, centralina Dyna, carburatore Mikuni HSR da 42mm con filtro dell'aria Hypercharger Kuryakyn, scarico due-in-uno Supertrapp (!!!). Per contenere la potenza sono stati montati dischi frizione in kevlar della Barnett.

Per rendere sfruttabile l'aumento di potenza, Maurizio ha prestato molta cura alla parte ciclistica, attraverso una forcella Ohlins a steli rovesciati da 43mm,  forcellone posteriore Kruger in alluminio saldato a mano, ammortizzatori posteriori Bitubo, cerchi in lega da 17 pollici con pneumatici Michelin Street. La Ohlins fornisce anche l'ammortizzatore di sterzo. Ovviamente si è dovuto pensare anche ad un impianto frenante adeguato, così un doppio disco all'anteriore con pinze freno a sei pistoncini sono adeguati a calmare i bollenti spiriti. 

Se solo Richard Petty vedesse questo Sportster......  



mercoledì 9 ottobre 2019

Sportstard!!!!!!

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard

sportstard sportster 1200 super motard


Ecco cosa succede quando si pensa (eppoi si costruisce) uno Sportster in chiave motard! 


Da sempre mi soffermo sul fatto che lo Sportster è una “moto totale” che permette di trasformarla a piacimento ed utilizzarla in una infinità di modi. Trasformazioni a non finire ne ho viste fin dal lontano 1992, quando comprai il primo Sportster e, dopo poco, uscì in edicola in primo numero della rivista “Freeway Magazine”. Sportster rivisitati in chiave motard, però, ne ho trovati pochissimi  ed anche su questo blog possiamo annoverarne al massimo un paio.

Alcuni dei principi cardine delle motard sono la leggerezza unita a quote ciclistiche assai “svelte” (poco interasse e ridotta inclinazione della forcella). Probabilmente questo è il motivo principale per cui non si vedono trasformazioni a tema. Pensiamo solo al peso del motore Sportster ed allo spazio che occupa all'interno di un telaio.....

Eppure qualcuno ha dimostrato che, con gli ovvi limiti, lo Sportster può diventare un bel motard, anche se non basta montare sospensioni allungate, diminuire interasse ed angolo di sterzo, abbinandoci cerchi da 17 pollici (della WRP con pneumatici Michelin Pilot Supermotard).
Bisogna partire da un telaio adatto, avendo ottimi riferimenti sul tema (come ad esempio la KTM con la sua Supermotard 950).

Chi ha progettato lo “Sportster motard” ha deciso di prendere il telaio di una Yamaha YZF ed adattarlo al “piccolo” V-Twin americano  (….con le opportune modifiche ovviamente....), abbinandolo ad una forcella Kayaba da 46mm. 

Per avere le quote ciclistiche di un motard, si è capito che il lavoro avrebbe dovuto riguardare la trave posteriore del telaio (dalla sezione quadrata) in modo da avvicinare quanto più possibile il perno del forcellone. 
Con una ciclistica simile era un vero peccato lasciare il motore di serie. Il 1200 Sportster è stato smontato completamente subendo un pesante intervento.

L'albero motore di serie ha lasciato il posto a quello Buell, mentre dalla Screamin'Eagle arrivano gli alberi a cammes SE203 e l'accensione elettronica a doppia scintilla. Per il carburatore la scelta è caduta sul “classico” Mikuni da 42mm con valvola a ghigliottina. Le teste sono state lucidate, mentre i pistoni rimangono di serie. Lo scarico è Vance & Hines.  

I freni sono Nisin ed arrivano da una Fireblade. Il grosso lavoro sul telaio ha comportato la costruzione di molte parti come il serbatoio dell'olio, ed il nuovo posizionamento di altre, come la batteria. Sebbene si sia voluta mantenere la linea dello Sportster, utilizzando il serbatoio “peanut” originale, si è riusciti a contenere il peso in soli 163 kg (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)


martedì 11 giugno 2019

Sideways Sportster 1200 Roadster

sideways sportster 1200 roadster xr 750 tribute

sideways sportster 1200 roadster xr 750 tribute

sideways sportster 1200 roadster xr 750 tribute


Quando a Milwaukee decisero di mettere in produzione la XR750, nel lontano 1970, il pensiero era rivolto unicamente alle competizioni, motivo per il quale il motore fu rivisto pesantemente rispetto a quello presente in produzione e montato sull'unico telaio sportivo dell'epoca: quello della  “vecchia” KR del 1967. 


La XR750 fu evoluta costantemente per oltre trent'anni. Durante tutto il periodo di vita di quella che possiamo definire in assoluto la moto  “icona del flat-track” molte sono state sia le repliche più o meno fedeli sia le elaborazioni a tema.


Ciò che rende molto interessante questa moto è la base da cui è nata: la nuova 1200 Roadster. La nuova Roadster è stata evoluta più verso una street-tracker che una moto da flat-track, connotata anche da alcuni elementi hi-tech come i comandi a manubrio, il doppio faro inserito nella tabella anteriore porta numero e lo strumento collocato sopra la piastra della forcella.  Accanto al piccolo serbatoio del carburante in alluminio da 8 litri, un codino da flat-track in materiale composito. 


Su ciclistica e motore si è intervenuti in maniera molto leggera: un paio di ammortizzatori posteriori Ohlins con serbatoio separato che portano la seduta da terra a 850mm e dei copri steli della forcella. Mentre il motore ha beneficiato del classico filtro dell'aria aperto Screamin'Eagle, abbinato ad una coppia di scarichi alti S&S, coperti da una paratia appositamente realizzata, che incattivisce non poco la moto. I pneumatici sono rimasti stradali.


Si tratta di una elaborazione dai costi accettabili (non si devono montare necessariamente gli ammortizzatori Ohlins) che potrebbe rivelarsi la scelta indicata per quanti volessero la loro “XR750 replica”. 


giovedì 6 giugno 2019

Thunder Sportster!!!!

thunder sportster by hd speed shop firenze

thunder sportster by hd speed shop firenze

thunder sportster by hd speed shop firenze

thunder sportster by hd speed shop firenze

thunder sportster by hd speed shop firenze

Precisiamo subito che la moto non è stata elaborata “in via ufficiale” dalla concessionaria, ma da un suo meccanico che dopo qualche tempo ha deciso di venderla. 


Eppure l'influenza di Carlo Talamo e delle moto concepite alla Numero Uno è notevole: pochissimi stravolgimenti alla linea, ma interventi mirati su ciclistica e motore (abbinati ad un sobria verniciatura) in modo da esaltarne la guidabilità. 


Quando Fabrizio di Livorno mi ha scritto mandando le foto, un brivido è corso lungo la schiena, riportando immediatamente i pensieri agli anni novanta.


La base di partenza è un 1200 R a carburatore del 2004. La ciclistica ha visto il montaggio di molle di tipo  “progressive” sulla forcella, una coppia di ammortizzatori posteriori dotati di serbatoio separato dell'olio provenienti dalla XR 1200 ed un ammortizzatore di sterzo montato lateralmente sul lato sinistro. Come si può ben immaginare, freni e cerchi sono originali.


Il motore è stato oggetto di una accurata elaborazione (in linea con la tendenza degli anni novanta all'interno della Numero Uno) mirante ad esaltarne le prestazioni senza comprometterne in alcun modo l'affidabilità.


All'unità Sportster 1200 originale sono stati abbinati alberi a cammes Andrews N3, carburatore Mikuni 42 con filtro dell'aria a cono della Screamin' Eagle (unico elemento dei giorni nostri), scarico Supertrapp per i modelli pre-2003 opportunamente adattato, centralina Dynatek.


Cupolino, soffietti forcella e qualche mano supplementare di nero completano l'opera di questo Sportster che emoziona tantissimo chi, come il sottoscritto, ha vissuto a piene mani gli anni della Numero Uno e di Carlo Talamo, potendo osservare sotto una lente privilegiata tutte le Harley-Davidson (….eppoi le Triumph della Numero Tre.....) elaborate. 


Fabrizio mi dice che ha comprato la moto già così elaborata. Non resta che fargli i migliori elogi per la scelta!!!!


martedì 5 febbraio 2019

Mud racer

mud racer sportster 1200 roadster tracker by hd strasburgo

mud racer sportster 1200 roadster tracker by hd strasburgo

mud racer sportster 1200 roadster tracker by hd strasburgo

mud racer sportster 1200 roadster tracker by hd strasburgo

mud racer sportster 1200 roadster tracker by hd strasburgo


Il 1200 Roadster è la base ideale per uno Sportster  “fangoso”.


La moto in questione è la versione più civilizzata di un progetto nato nel 2016 e portato alla sua evoluzione per la  “Battaglia dei Re”.  Una moto innovativa sotto alcuni aspetti, ma altrettanto semplice ed adatta all'utilizzo campagnolo, motivo per la quale sembra sia stata ideata. 

Il lavoro, sebbene importante, non è stato proibitivo, se si esclude la verniciatura “Pennzoil” che richiama apertamente quella dello Sportster costruito nel 2016: estremo e con un carattere spiccatamente racing, così come si può notare dalle varie parti speciali montate.

Se da una parte rendere meno estrema una moto può essere assai semplice, dall'altra può nascondere grosse insidie poiché si rischia di snaturarla.
Il risultato è stato in linea con le aspettative ricorrendo all'ausilio di poche parti, ma ben scelte nel vasto catalogo a disposizione del dealer. Il motore vede il montaggio solo di uno scarico Zard ed un filtro dell'aria aperto Screamin'Eagle.

Il resto del lavoro ha riguardato le sovrastrutture, dal momento che la ciclistica, se si eccettua il montaggio di due pneumatici tassellati ed una coppia di pedane arretrate, non ha subito interventi.
Si è fatto ricorso ad un codone dotato di faro posteriore a led proveniente dal catalogo ufficiale HD, ed un faro anteriore montato disassato su una tabella porta numero in alluminio. 


venerdì 1 febbraio 2019

Flaming Flag

flaming flag sportster cafe racer by hd makinostra

flaming flag sportster cafe racer by hd makinostra

flaming flag sportster cafe racer by hd makinostra

flaming flag sportster cafe racer by hd makinostra


Dalla penisola iberica arriva questo Sportster cafe racer per la Battle Of The Kings.

Quando la crew di HD Makinostra (….non nuova a queste preparazioni....) ha ideato la moto, l'aspetto principale doveva essere un notevole impatto estetico che richiamasse in maniera inequivocabile le vecchie cafe racer. 

Verniciatura e sovrastrutture in bella evidenza sono il tema centrale di tutta l'elaborazione, poiché a livello tecnico, a parte lo scarico due-in-uno ed il filtro dell'aria Screamin'Eagle, il 1200 Roadster non ha subito interventi. 

Nel creare il serbatoio del carburante (in materiale composito) si è cercato di ottenere un marcato aspetto  “old” che richiamasse le unità presenti sulle vecchie moto da endurance. Il profilo, infatti, è basso e molto lungo, con incavi nella zona delle ginocchia e la forma che si allarga in quella centrale. Anche il codone (rigorosamente monoposto) è costruito con questa precisa finalità.

Nonostante gli intenti non mi convince la verniciatura. Avrei evitato di disegnare la bandiera a scacchi sul serbatoio del carburante mentre, al contrario, mi piace molto la calotta del faro in tinta con la carrozzeria. 


martedì 29 gennaio 2019

Mojo Desert

mojo desert forty eight tracker by hd las palmas

mojo desert forty eight tracker by hd las palmas

mojo desert forty eight tracker by hd las palmas

mojo desert forty eight tracker by hd las palmas


Uno Sportster pensato per affrontare il deserto spagnolo!!!!


Tra le diverse proposte per la Battle Of The Kings sono stato molto sorpreso da questo Forty-Eight realizzato dal dealer di Las Palmas. 

Diversamente da molte altre realizzazioni, dove è stata privilegiata la connotazione sportiva o custom dello Sportster, qui siamo in presenza di una moto costruita per altre finalità. Niente sospensioni allungate ed assetto simile ad una moto da cross ma, al contrario, un mezzo basso. Una sorta di tracker per i terreni sabbiosi.

Gli interventi sono stati veramente pochi. Un paio di ammortizzatori posteriori Screamin'Eagle più bassi, abbinati ad un corto parafango in fibra di vetro, serbatoio da 17 litri in luogo di quello originale (che ne contiene poco più di 8), manubrio con il traversino, pneumatici artigliati, parafango anteriore accorciato e classico intervento sul motore tramite un filtro dell'aria Screamin'Eagle abbinato ad una coppia di scarichi aperti (Cobra). Buona verniciatura e qualche particolare cromato completano l'opera di questo Sportster: un'ottima idea da replicare!!!! 

giovedì 24 gennaio 2019

Vulcano!!!!!

vulcano sportster 1200 roadster cafe racer by hd granada

vulcano sportster 1200 roadster cafe racer by hd granada

vulcano sportster 1200 roadster cafe racer by hd granada

vulcano sportster 1200 roadster cafe racer by hd granada


HD Granada offre la sua visione del 1200 Roadster per la Battle Of The Kings 2019.


Mai nome poteva essere quanto più azzeccato. Quando mi sono imbattuto in questo Sportster costruito in Spagna ho capito subito che non si trattava di una vera preparazione racing ma, per lo più, di un bel lavoro a livello estetico. Nonostante ciò la moto mi è piaciuta non poco. Non so se dipenda solo dall'abbinamento cromatico, ma sembra di essere al cospetto di una vera moto da corsa pronta a dar filo da torcere ad altre moto ben più competitive. 

Eppure, guardando bene, si nota che, a parte lo scarico due-in-uno di tipo artigianale, il filtro dell'aria Screamin'Eagle aperto, gli ammortizzatori posteriori e qualche altro particolare come le pedane arretrate, la moto ha ben poco a livello tecnico per poter parlare di una trasformazione racing. 

Il codone proviene dal vasto catalogo ufficiale HD (come anche i semi-manubri). Costruito appositamente è stato solo l'ampio cupolino che dona un sicuro effetto scenico.


lunedì 21 gennaio 2019

The answer!!!!!

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

the answer sportster 1200 flat track by hd parma

Roberto Demaldè e la crew di HD Parma strabiliano ancora una volta con questo Sportster che si candida seriamente a diventare il Re del 2019.


Il nome dato a questo Sportster contiene il “perchè” alla sua creazione. E' la risposta che il buon Roberto, in qualità di dealer HD, vuol dare al vuoto che la Company non si decide a colmare: uno Sportster con le ruote artigliate.

Come sulle precedenti creazioni, non si tratta di una moto da portare in bella mostra in qualche “salotto” (anche se è molto curata), ma di un mezzo da utilizzare tutti i giorni, dove l'aspetto prestazionale è stato esaltato migliorando alcuni aspetti del modello di riferimento.

La base di partenza è una Roadster 1200, rivisitato in chiave flat-track. Una delle caratteristiche principali di questo tipo di moto è data dalla presenza di cerchi da 19 pollici. Sul modello di serie i cerchi sono da 19 pollici all'anteriore e da 18 al posteriore (su quasi tutti gli altri modelli Sportster il cerchio posteriore è da 16 pollici, mentre sul Superlow è da 17). Ragion per cui il cerchio posteriore viene sostituito con uno da 19 pollici, della stessa misura di quello anteriore.

Se la forcella non subisce alcun intervento, posteriormente gli ammortizzatori di serie lasciano il posto a degli Screamin'Eagle Piggyback. Poiché il 1200 dello Sportster è ricco di coppia e potenza, per non comprometterne l'affidabilità si monta un filtro dell'aria aperto Screamin'Eagle Stage 1,  abbinato ad uno scarico due in uno Vance & Hines.

Bellissima è la linea data dalla scelta di adottare il serbatoio del carburante di un Forty-Eight debitamente modificato, abbinato ad un codone da flat-track con faro a led integrato. Il tutto è stato armonizzato in modo da avere una linea pulita e senza interruzioni. Ottima la scelta del faro anteriore, così come lodevole è l'abbinamento cromatico.

Saremmo curiosi di sapere se Roberto deciderà di realizzarne una piccola serie, magari provvedendo anche ad omologare il cerchio posteriore da 19 pollici.

Ora non rimane che votarla cliccando sul link qui sotto:

https://customkings.harley-davidson.com/it_IT/bike_detail/76