Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

Visualizzazione post con etichetta RSD. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RSD. Mostra tutti i post

giovedì 20 maggio 2021

Street 48


forty eight street tracker

forty eight street tracker


Ci avevate mai pensato ?????

Il secondo Forty-Eight proposto a distanza di poco tempo dall’altra elaborazione in chiave cafe racer  che si discosta non poco da quella che è (o dovrebbe essere…..) unicamente la sua anima bobber (si tratta sempre di uno Sportster…..).

In questa occasione è il tassello a dominare ed il lavoro non è così complicato quanto possa, in realtà, sembrare.

Si inizia da un paio di pneumatici adatti rappresentati, in questo caso, dai Pirelli MT60. Trovati i pneumatici, si deve intervenire principalmente su sovrastrutture e ciclistica. Le sospensioni sono rimaste di serie salvo le molle della forcella, mentre al posto del serbatoio e della sella originali si è montato un codone e sella (ricamata) Saddlemen, abbinati ad un serbatoio FXD degli anni settanta con grafiche AMF, ben modificato lateralmente per ospitare la pompa del carburante. L’opera è completata da un paio di scarichi sovrapposti S&S abbinati ad una centralina aggiuntiva Thunder Max ed una serie di componenti forniti da RSD come pedane arretrate, carter motore, manubrio e filtro dell’aria. Eliminato il parafango anteriore e semplificato l’impianto elettrico. 

Avete pronti i vostri Forty-Eight ?????


mercoledì 15 aprile 2020

Gentleman Jim

harley davidson sportster british style

harley davidson sportster british style

harley davidson sportster british style

harley davidson sportster british style

harley davidson sportster british style

Pochi, sapienti, tocchi sono sufficienti per "inglesizzare" uno Sportster.


Elaborazioni dello Sportster in chiave "british" se ne vedono molto poche, diversamente da quelle in puro stile "british-cafe racer" che hanno un notevole seguito tra gli appassionati.
Il primo passo in questo senso è quello di studiare una linea "leggera" e perfettamente parallela al terreno. La moto deve essere pulita nelle forme ed armonica.

Sulla carta l'operazione non è difficile, ma quando si attua nel concreto i risultati potrebbero non essere quelli sperati a causa dell'andamento del telaio nella parte centrale e posteriore. Per raggiungere un buon risultato bisogna intervenire sul telaio della moto come ha fatto il noto preparatore Deus di Sidney. 

Partendo da un 1200 Custom ad iniezione del 2008 è stata sostituita la parte posteriore del telaio con quella di una Kawasaki W650. Sono stati sostituiti i cerchi (ora da 19 pollici all'anteriore e 18 al posteriore, invece di 21 all'anteriore e 16 al posteriore) a raggi. Lavorando sulla parte interna della forcella e montando un paio di ammortizzatori posteriori Ikon ne trae beneficio sia l'aspetto, sia la guida che diventa più fluida.
Completano l'opera dei parafanghi aftermarket ed una sella artigianale. Il motore, tranne uno scarico due-in-uno RSD abbinato ad un filtro dell'aria aperto (è stato reso necessario intervenire sulla centralina) è di serie.

Stranamente si è utilizzato il serbatoio da 17 litri che è stato inserito bene nel contesto. Una moto da veri gentiluomini!!!!    


mercoledì 11 dicembre 2019

Stealty Sportster

stealty sportster scrambler black

stealty sportster scrambler black

stealty sportster scrambler black

stealty sportster scrambler black


Volete costruirvi il vostro Sportster scrambler senza spendere una fortuna, ben figurando nel odierno contesto sub-urbano????? Questa potrebbe essere la risposta.....


E' indubbio che ogni periodo storico ha le sue mode e tendenze. E' un principio che riguarda ogni aspetto della vita. Così, anche in ambito motociclistico, dapprima sul finire degli anni ottanta abbiamo assistito all'esplosione del fenomeno custom, grazie all'affermarsi anche in Europa del fenomeno Harley-Davidson. Poi, agli inizi del nuovo millennio, hanno dominato la scena le cafe-racer. Attualmente ci sono le scrambler nelle sue varianti (flat-tracker e street-tracker) e molteplici costi di realizzazione

Tendenzialmente questo tipo di moto dovrebbe essere robusta, essenziale e poco costosa, ma non sempre è così....

Prendiamo questo Sportster: si parte da un modello Evolution 883 di ultima generazione con motore nero (probabilmente un Iron 883) che si rende un poco più performante con filtro e scarico (qui è stato montato un due-in-uno RSD). Volendo, ma non è necessario, si possono cambiare le sovrastrutture come serbatoio e parafanghi, dare una mano di nero opaco per rendere il mezzo simile a quelli di Mad Max, montare un paio di gomme tassellate (possibilmente delle stesse dimensioni di quelle indicate nel libretto di circolazione) e magari aggiungere una bella borsa (oppure un paio di borse) dall'aspetto vintage. Sullo Stealty Sportster è stato fatto di più: cerchio posteriore da 17 pollici (in luogo dell'originale da 16), ammortizzatori regolabili Ohlins, pneumatici Metzeler Karoo3, tabelle laterali porta numero, telaio supplementare per le borse. Sella artigianale e diverso serbatoio del carburante. In definitiva una bella scrambler e non eccessiva.   


martedì 4 settembre 2018

Maidstone Superlow cafe racer

sportster superlow cafe racer by maidstone hd

sportster superlow cafe racer by maidstone hd

sportster superlow cafe racer by maidstone hd

sportster superlow cafe racer by maidstone hd

Un buon esempio di cafe racer sulla base dello Sportster in assoluto più basso.


Sebbene sia apparso sul mercato per venire incontro alle esigenze di quanti volevano una moto dal baricentro assai basso ed estremamente facile da guidare, il Superlow, seppur proposto successivamente in alcune versioni, non ha avuto la diffusione di altri modelli Sportster quali, ad esempio, il Nightster (non cito 883 Iron in quanto il paragone sarebbe impietoso, dal momento che è lo Sportster più venduto). In pochi hanno utilizzato il Superlow come base per customizzazioni. 
Mi ha attratto questo esemplare rivisto in chiave cafe racer dal dealer americano Maidstone HD per una serie di motivi. 

Innanzitutto è la dimostrazione pratica di come tutti gli Sportster siano una tela bianca sulla quale un buon pittore può sbizzarrirsi a piacimento. In secondo luogo, perchè il risultato ottenuto è di sicuro effetto, a fronte di interventi minimi: semi-manubri, pedane arretrate, sella ad un posto con telaietto aggiuntivo, eliminazione dei parafanghi, scarico due-in-uno (RSD), filtro dell'aria aperto, ammortizzatori dal maggiore interasse in modo da caricare ancor più l'avantreno, forcella con molle progressive, eliminazione del carter copri cinghia. Il serbatoio resta quello originale, così come l'impianto frenante e gran parte della moto. 

Non mi convince affatto il taglio della parte posteriore del telaio, intervento che preclude il ripristino della moto originale. La reversibilità delle elaborazioni su base Sportster deve essere una prerogativa quando non si va a sostituire il telaio, creando un progetto totalmente nuovo

A parte questo aspetto, il Superlow cafe racer è un'ottima realizzazione “low-cost”.



martedì 30 gennaio 2018

VRR: Vintage Roadster Racing

sportster roadster racing green with fairing by west flanders hd

sportster roadster racing green with fairing by west flanders hd

sportster roadster racing green with fairing by west flanders hd

sportster roadster racing green with fairing by west flanders hd

sportster roadster racing green with fairing by west flanders hd

Arriva dal Belgio questa 1200 Roadster “vintage racing” che promette fuoco e fiamme non solo in strada....


Sembra che il filone racing anni settanta, ottanta e novanta, stia trovando i suoi adepti nel mondo Harley-Davidson, preannunciando non solo altre, future, elaborazioni a tema, ma anche dei kit prodotti in serie, da montare facilmente.

Il gioco, attingendo anche al vasto catalogo  “Genuine”,  potrebbe essere relativamente facile e non molto dispendioso se non si mette mano al motore ma ci si limita ai piccoli interventi indispensabili per liberarne la voce ed un poco di più il carattere.

Questa Roadster, ha una carrozzeria appositamente realizzata, composta dal cupolino racing con il doppio faro integrato, come le moto da endurance, un codone monoposto dotato di sella in pelle con cuciture a vista realizzate a mano, e delle semi-carene sui lati a coprire il motore, che non trovano soluzione di continuità con il grosso cupolino. Soluzione vista per la prima volta diversi anni addietro sulle moto di Mr.Martini:  non si tratta, quindi, una novità

E' stato però evoluto il concetto, dal momento che le due carene sono asimmetriche: quella sinistra copre per intero il motore, mentre quella di destra solo una parte, lasciando in bella vista lo scarico due-in-uno dalla forma tipica delle moto da drag-racing. La verniciatura è stata studiata attentamente ed è anche questa inusuale per la tonalità del colore, si lega al tipo di moto. Il resto delle parti speciali è composto da un filtro dell'aria aperto RSD, ammortizzatori regolabili, semi-manubri e pedane arretrate.

Se da questa moto, ne verrà prodotto un kit ad un prezzo non esagerato, siamo convinti che avrà molto seguito.  


martedì 21 marzo 2017

The Hinny - Sportster

the hinny sportster scrambler with mule frame by olivi motori

the hinny sportster scrambler with mule frame by olivi motori

the hinny sportster scrambler with mule frame by olivi motori

 

Se è vero che il  “custom” è di tutti, è altrettanto vero che ognuno ha la propria vocazione sul tema. E quando si riesce ad oltrepassarla, diventa interessante....

 

Vittorio Olivi, il “padre” di questo Sportster, cresce alla scuola di Carlo Talamo lavorando per lunghi anni sulle Triumph. Dapprima come semplice concessionario, eppoi come tecnico di successo. In breve tempo, nella città di Dante, la sua passione per le corse e la competenza sul tema, lo porta ad avere un sempre maggior numero di appassionati che si rivolgono a lui per elaborare o mettere a punto le Triumph sportive. La partecipazione, come pilota, alla Triumph Cup con la Thruxton, lo consacra.

Ma come diceva Carlo Talamo “....le belle storie debbono finire quando è il momento...” ed il rapporto con Triumph, dopo tanti anni, si chiude. Inizia così la sua nuova avventura con un altri marchi, di pari passo con la prosecuzione della sua attività in officina.

A questo punto ci si chiederebbe che cosa c'entra tutto questo con la moto in questione. Un bel giorno da Vittorio si presenta un amico con uno Sportster 1200, dotato di telaio Mule, comprato in una officina californiana, una vera moto da flat-track impossibile da usare su strada e vuole che Vittorio la renda fruibile nell'utilizzo giornaliero, pur senza tradirne la sua indole. E qui inizia la nostra storia.....

Il buon Vittorio si trova dinanzi ad sentiero impervio: da una parte deve entrare in sintonia con lo Sportster, per certi versi molto distante dalle moto sulle quali ha sempre messo le mani, pure se questo esemplare ne tradisce in parte lo spirito originario. Dall'altra, le sue vocazioni corsaiole, lo debbono supportare nella trasformazione dello Sportster senza, tuttavia, costituirne un limite.

Dopo circa cinque mesi di duro lavoro la moto è pronta per aggredire le strade, non essendo più il “cavallo imbizzarrito” quasi impossibile da domare, ma una moto addolcita nel carattere, che è un incrocio di stile tra street-tracker e scrambler, anche se a ben guardarla assomiglia ad un grosso “motard”.

Il lavoro si sviluppa su ciclistica e motore. Lo scopo è di rendere la moto meno nervosa a livello ciclistico. Per questo motivo lavora sull'avantreno montando una forcella Ohlins con steli da 45 mm, che ne ridisegna la geometria. Poi viene costruito un nuovo telaietto posteriore che alza un poco il retrotreno, rendendo la ciclistica più equilibrata. I cerchi originali vengono sostituiti da una coppia di Kineo da 17 pollici sui quali calzano pneumatici Dunlop Sportmax Mutant.

Il motore con cilindrata 1200, viene incattivito con carburatore Mikuni, alberi a cammes Scramin'Eagle, scarico RSD ed accensione Dyna. 

Per fermare la Hinny si ricorre al “made in Italy” attraverso dischi freno Discacciati con pinze Brembo racing.

Inutile dire che Vittorio ha colpito nel segno con questa moto, non solo per l'ottimo lavoro a livello tecnico, ma per la capacità di rispettarne l'originaria natura, pur senza tradire la propria vocazione corsaiola.


UP: la scelta dei cerchi da 17 pollici
DOWN: il colore impersonale del serbatoio



venerdì 10 febbraio 2017

La Skeggia!

la skeggia 1200 roadster by hd parma side right

la skeggia 1200 roadster by hd parma side left

la skeggia 1200 roadster by hd parma rear

 

Roberto Demaldè e la crew di HD Parma con questa moto ci portano indietro nel tempo e, precisamente,  agli anni novanta.

 

Quando, tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta, arrivarono le prime Harley-Davidson in Italia e venne strutturata la rete di importazione e vendita, la Numero Uno ed il suo  “vate” Carlo Talamo avviarono anche le prime trasformazioni.
Si trattava di moto elaborate attingendo a piene mani dal catalogo ufficiale e senza apportare stravolgimenti di sorta al mezzo. Spesso gli interventi erano pochi e ben mirati, il cui risultato finale era anche quello di incrementare il valore della moto.

Come tutti sanno, nel tempo, il fenomeno della customizzazione è andato nelle più svariate direzioni perdendo, per lo più, i connotati di quell'epoca.

“La Skeggia” recupera lo spirito di quegli anni e la matrice indelebile delle moto preparate dai dealer. Niente telai segati. Niente stravolgimenti, ma solo affinamenti atti a migliorare le caratteristiche delle moto. 

In questo senso, Roberto Demaldè sembra aver studiato alla scuola di Carlo Talamo, essendo riuscito ad esaltare il carattere sportivo della sua Roadster 1200 attraverso pochissimi interventi, tra i quali dobbiamo segnalare gli ammortizzatori sportivi, lo scarico due-in-uno RSD (….molto in voga in questo periodo tra i dealer....) e lo splendido filtro dell'aria costruito in casa (molto belli anche i para steli delle forcelle). Peccato per la verniciatura anonima che non rende merito a “La Skeggia”, anche se si farà lo stesso molto apprezzare nella  “Battaglia dei Re”!


UP: filtro dell'aria
DOWN: verniciatura anonima





sabato 5 novembre 2016

883R Dr.Clinton: il custom del futuro ?

883r dr clinton side right

883R dr clinton side left

883r dr clinton fairing

883r dr clinton tank

883r dr clinton front fender

 

“Soft custom” per questo Sportster del 2007, che potrebbe rappresentare la tendenza del futuro.

 

E' in corso una crisi economica mondiale, forse senza precedenti. Le soluzioni sono sostanzialmente due: o si soccombe o si cerca di adeguarsi alle mutate ragioni dei tempi in vario modo.

Anche il custom non sfugge a questa logica e, nel giro di breve tempo, potrebbe cambiare radicalmente il modo di intervenire sulle motociclette alla luce delle nuove esigenze  “low cost”.

Questa 883 R è l'esempio di come si possa customizzare una moto con molto poco, migliorandone diversi aspetti, se la base è buona.

Scarico due-in-uno Vance & Hines, abbinato ad un filtro dell'aria S&S, per il motore. Ammortizzatori Matris al posteriore e molle forcella Sundance ottimizzano la ciclistica, mentre la parte estetica è affidata ad un cupolino originale Harley-Davidson ed un pin-striping  effettuato su serbatoio e parafango anteriore.

Non ci è dato sapere l'importo dei lavori effettuati ma, a ben guardare, non deve essere stato esagerato ed il risultato ottimo in rapporto a quanto svolto.


UP: pin-striping

DOWN: cupolino


venerdì 5 febbraio 2016

"Road Less Traveled"







Vanno di moda le scrambler ? Le case motociclistiche più importanti producono modelli a tema ?  Gli americani di Burly Brand rispondono con un “kit scrambler” pronto Sportster.

Quando Dave Zemla ha deciso di costruire questo Sporty aveva in mente qualcosa di diverso da quanto aveva visto fino ad ora su queste moto, voleva una scrambler vera e propria senza, per questo, ricorrere all'acquisto di parti in commercio. Si trattava di una nuova sfida. Il lavoro si è sviluppato su uno Sportster 883 del 2006 che aveva in casa, costruendo moltissime parti. L'obiettivo finale era, quindi, di avere uno scrambler in piena regola. Per fare questo è stato alzato il posteriore di quattro pollici ed abbassato l'anteriore di due, in modo da avere una moto ben livellata. La parte anteriore ha visto il montaggio di un parafango corto, costruito appositamente, dei soffietti sulle forcelle, un manubrio specifico, ed una griglia per coprire il faro.  Il grosso del lavoro è stato fatto sulla parte centrale e posteriore del telaio. A parte il montaggio di una piastra para motore sotto il telaio, è stato costruito un telaietto posteriore (dotato di portapacchi) supplementare in modo da  eliminare i supporti originali del parafango e poter montare un parafango posteriore in stile con lo spirito della moto. A corredo di tutto, degli ammortizzatori posteriori della Progressive Suspension, uno scarico due in uno di RSD, un diverso filtro dell'aria “home made”, così come pedane e sella. Per finire, una verniciatura bianca che risaltasse le forme della moto.

UP: il telaietto posteriore e lo stile della moto che ricalca quello di una vera scrambler.
DOWN: lo scarico RSD che non si addice al mezzo.